Categoria: rubriche

25 Maggio 2017 0

Sextortion, fenomeno in aumento. I consigli della Polizia di Stato per evitare i cyber criminali

Di redazionecassino1
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

 

 

Il Sextortion, una pratica spesso usata da cyber criminali per estorcere denaro alle loro vittime, è un fenomeno in costante ascesa nel nostro Paese. La tecnica è abbastanza semplice e quasi sempre la stessa come indicato dalla Polizia di Stato. La vittima viene adescata sui social e convinta a inviare foto e video osé, da lì parte il ricatto dei cyber criminali. Il malintenzionato contatta la vittima, poi chiede un riscatto per non pubblicare le foto o i video inviati. Stando a quanto riporta la pagina Facebook Una vita da Social, gestita dalla Polizia di Stato, le principali vittime di questa truffa sono rappresentate da uomini, ma non mancano i casi di utenti donne raggirate  con questo sistema. La vittima viene rintracciata e adescata su Facebook o su altri social network da una persona che crea un profilo falso con foto di donne o uomini avvenenti. Dopo che tra l’adescatore e la vittima si è instaurato un rapporto confidenziale, la conversazioni si sposta su Skype e il cyber criminale cerca in tutti i modi di ottenere le immagini per poter dar via al ricatto. Dopo l’incontro privato in webcam, la vittima viene successivamente contattata dal ricattatore, a volte ache nel giro di pochi minuti, con la minaccia di diffondere sui social e su YouTube le foto, i video delle prestazioni erotiche qualora non venga pagata una certa somma di denaro. Secondo gli esperti le vittime vengono scelte in base alla loro situazione familiare e alla carica che ricoprono. Per esempio un uomo sposato con figli o un medico piuttosto che un avvocato sono tra le vittime preferite dei cyber criminali che praticano truffe di Sextortion. Questo persone hanno una maggiore probabilità che per nascondere le foto e i video paghino il riscatto senza denunciare l’accaduto. Il consiglio della Polizia è, in primo luogo, quello di evitare certe pratiche via webcam e prestare diffidenza sulle persone sconosciute con le quali si interagisce in Rete. Il più grande errore che si può commettere, secondo la Polizia, è quello di pagare. Pur pagando, infatti, non si ha la certezza che il filmato sia cancellato, né che gli “aguzzini” la smettano di ricattare. Se, invece, si dovesse finire nella “rete” dei ricattatori, la prima cosa da fare è denunciare il tutto alle autorità competenti e parlarne con amici e familiari: se si compie la prima mossa si sarà sempre un passo avanti rispetto ai cyber criminali. Inoltre, è opportuno dare un’occhiata ai consigli della campagna “Pensa prima di condividere”, realizzata dal Ministero della Giustizia in collaborazione con Facebook. Sui siti delle Forze dell’ordine, per evitare di cadere in questo ricatto, sono contenute una notevole serie di consigli utili per chi navighi in rete che bisognerebbe avere l’accortezza di leggere e seguire.

Il pericolo delle truffe è sempre in agguato specialmente in rete!

3 Maggio 2017 0

Le mamme italiane valgono meno degli extracomunitari

Di admin

di Max Latempa

L’ ipotesi che in Europa si stia verificando l’ applicazione della teoria della Sostituzione della Popolazione sta trovando sempre più riscontri.

Questa teoria parte dal presupposto che, con il passaggio dalla società rurale a quella industrializzata e con l’ aumento del benessere, sia inutile ma soprattutto complicato fare molti figli e che, a lungo andare,  la popolazione tenda perciò ad invecchiare ed a non crescere più numericamente. Questo andamento demografico è tipico  dell’ Europa del dopoguerra ed i governi lo hanno sempre contrastato favorendo le migrazioni.  I paesi del nord Europa hanno accettato ed organizzato negli anni cinquanta e sessanta una massiccia invasione da parte dei popoli del sud del continente. Questo ha permesso di tenere alta la produzione ed in salute le fabbriche tedesche, olandesi, britanniche e francesi. In Italia il fenomeno ha riguardato lo spostamento di milioni di meridionali nelle aree industriali del nord. Le fabbriche richiedevano un numero sempre maggiore di lavoratori e le popolazioni locali non erano più in grado di sopperirne. Inoltre i  migranti, che a casa loro erano poveri e disoccupati, diventavano improvvisamente operai e consumatori. Per l’ industria due piccioni con una fava.

Ma se questa prassi è stata più o meno indolore in passato, visto che si andavano a mescolare gruppi etnici e religiosi affini (anche se si può dire che permane ancora l’ insofferenza verso i meridionali in alcune zone del nord Italia) non può oggi essere accettata tranquillamente considerando gli attuali flussi migratori che provengono da zone in cui vi sono etnie, usi, costumi e religioni completamente all’opposto.

D’altro canto oggi come ieri le industrie hanno bisogno di persone già adulte ed in grado di accontentarsi di un posto di lavoro qualsiasi.  I governanti di persone politicamente vergini e che saranno loro eternamente grati. Considerando poi che le multinazionali hanno come habitat ideale un mondo senza confini, senza nazioni, con popoli massificati e privi di differenze sia etniche che legislative (armonizzazione normativa la chiamano), dove prevalga la regola di un prodotto uguale e buono per tutti, ecco che è spiegata l’ incredibile situazione attuale, in cui milioni di immigrati di differenti etnie e culture stanno piano piano modificando la nostra società.

Per conservare l’ identità nazionale, culturale ed etnica dell’ Italia basterebbe dare alle mamme italiane i 35 euro al giorno che attualmente invece il governo riconosce agli extracomunitari. Oggi chi cresce i figli ha meno diritti di chi sbarca dai barconi.  E di questa follia i governanti italiani dovranno rendere conto prima o poi al popolo sovrano. Sempre che, del nostro Popolo, sarà rimasto qualcuno.

3 Aprile 2017 0

Nuovi criteri per gli aspiranti automobilisti nell’esame pratico di guida

Di redazionecassino1

Una circolare del Ministero dei Trasporti dovrebbe dare ordine alla valutazione dei candidati al conseguimento della patente per la guida delle auto. L’esame della patente cambia per avere una valutazione del candidato il più oggettiva possibile sulla sua capacità di guidare.

La circolare del Ministero dei Trasporti chiarisce la corretta esecuzione delle principali manovre.

In questa sorta di testo unico delle procedure per ottenere la patente B ci sono indicazioni dettagliate su come effettuare le manovre più comuni come retromarcia, inversione di marcia, posteggi ed uscite dalle aree di parcheggio ed immissioni nelle rotatorie, da strade a una o più corsie e la circolazione al loro interno.

Il testo conferma la bocciatura immediata per manovre effettuate durante il test che comportino come sanzione nel Codice della Strada la sospensione della patente, introdotta nel settembre 2016: come nel caso di non aver indossato le cinture di sicurezza prima di partire oppure per aver superato di oltre 40 km/h il limite di velocità.

In particolare la circolare riporta le indicazioni per la corretta procedura per due delle manovre più comuni da affrontare durante l’esame di guida. Per quanto riguarda il parcheggio del veicolo: l’esaminatore valuterà in particolare la capacità di impostare la manovra in sicurezza, controllando gli spazi retrostanti e laterali. Non è importante a quanti centimetri si posizioni rispetto al marciapiede o al limite della strada, ma che nel compiere la manovra non collida con altri veicoli e non crei situazioni di pericolo invadendo lo spazio altrui. In ogni caso il veicolo deve essere parallelo al margine destro della carreggiata, non creare intralcio per la circolazione e deve essere correttamente posizionato negli stalli di sosta.

Per ciò che attiene il modo di affrontare una rotatoria: l’esaminatore dovrà valutare, solitamente, se c’è il segnale di dare la precedenza a chi si trova già nella rotatoria, e quindi l’automobilista che si sta per immettere deve moderare la velocità e far passare prima i veicoli già in marcia. In assenza del segnale, ha la precedenza chi si immette nella rotatoria.

Insomma la nuova disposizione limiterà la discrezionalità dell’esaminatore nella valutazione degli aspiranti automobilisti.

 

21 Marzo 2017 1

Il tempo è finito. Fra 35 anni è già adesso. L’ immigrazione non è un diritto

Di admin

di Max Latempa

Se la matematica non è un’opinione e con questi ritmi di crescita dell’ immigrazione, in Italia nel 2050 gli immigrati di prima e seconda generazione diventeranno maggioranza del paese.

A causa di questo ineluttabile quadro statistico e visto che tutti gli studi indicano l’ aumento esponenziale della popolazione di fede islamica, è molto probabile che ci troveremo di fronte a due possibili scenari.

Il primo, democratico, con l’ Italia che si avvierà a diventare una Repubblica Islamica tipo Tunisia o Egitto con un radicale cambiamento di usi e costumi, adottando cioè quelli più consoni all’osservanza del Corano.

Il secondo, una guerra, combattuta tra i cittadini italiani veri e quelli divenuti tali per immigrazione.

Vi sarebbe inoltre un terzo scenario possibile, cioè quello che si verificherebbe solo se fosse attuato immediatamente un provvedimento, per poterne poi vedere i frutti tra 35 anni, cioè l’ immediato blocco all’immigrazione. Un provvedimento che dovrebbe essere fatto non per convenienza politica o per motivi razzisti o economici ma semplicemente per non trovarsi, tra 35 anni appunto, in una delle due nefaste situazioni precedentemente descritte.

I cultori del politically correct, cioè i soloni che hanno gettato il mondo occidentale in uno stato di totale immobilità, perché per loro risolvere un problema equivale per forza a far torto a qualcuno, saranno probabilmente inorriditi di fronte a tale visione delle cose ma è arrivato il momento di chiamare finalmente queste persone con il loro nome: traditori.

Tutti coloro che in questi anni hanno favorito in qualsiasi maniera la politica dell’accettazione incondizionata  dell’ immigrazione sono responsabili delle future vicende che si verificheranno in Italia, avendo attaccato e progressivamente distrutto l’ integrità nazionale e sociale, la cultura e l’ indipendenza di un popolo che per secoli ha tenuto lontani i cartaginesi, i mori, i saraceni, gli ottomani ed i musulmani.

Questi traditori sono i nostri politici e coloro che li sostengono e che li votano. Hanno nomi e cognomi e sono tra tutti noi. Sono i distruttori dell’ Italia, quella che conosciamo fin da piccoli, fatta di donne belle e con il volto radioso alla luce del sole, fatta di pane e salame e di un bicchiere di vino, fatta di chiese ma anche di fiero ateismo, fatta di vacanze al mare in costume e di matrimoni d’ amore e non combinati.

Dunque sappiamo già chi ci sta distruggendo. Sappiamo chi sono i responsabili della fine del mondo occidentale e della nostra cultura. Per quale motivo lo stiano facendo (stupidità o lucro) è secondario. Lo stanno facendo e, svegliatevi, non è una fiction.

Il premier turco Erdogan ha esortato i turchi a fare cinque figli a testa, a comprare case e macchine in Europa, a conquistare le migliori posizioni nel continente sognato da secoli e secoli.

Il presidente americano Donald Trump ha detto invece una frase semplice semplice ma di una portata immensa: l’ immigrazione non è un diritto.

Gli italiani decidano in fretta con chi stare perché non c’è veramente più tempo e la storia è inesorabile e non perdona.

 

15 Gennaio 2017 1

Anno 2017, la fortuna di essere Italiani

Di admin

di Max Latempa

Dall’Italia – Nella settimana in cui il Governo Italiano assicura 20 miliardi di euro (40mila miliardi di lire) al Monte dei Paschi di Siena per scongiurare il fallimento della banca che ha concesso allegramente prestiti agli amici degli amici e che ora bisogna salvare altrimenti la catena viene interrotta,  altri due episodi di grande generosità indicano che i giorni bui sono alle spalle e che il futuro si potrà affrontare con spensieratezza e con quel pizzico di frivolezza che caratterizza i popoli meglio guidati.

Si è pensato innanzitutto ai più sfortunati, quelle poche migliaia di montanari che hanno scelto di essere terremotati e che per i quali è stata istituita la Grande Lotteria Nazionale delle Casette in Legno.

A quasi 5 mesi dal terremoto che ha distrutto tutto, sono arrivate ad Amatrice ed Accumoli solo 20 delle 80 casette in legno promesse da Renzi e quindi si procederà ad una fantastica riffa che toglierà dal gelo 20 famiglie fortunate.  Le altre famiglie bi-sfortunate potranno sempre rifarsi, forse in primavera, perché il Governo, come era stato detto all’ indomani dell’ evento disastroso, non lascerà nessuno da solo.

Cinque mesi per 20 casette è il più grande record d’incapacità registrato da un governo negli ultimi 150 anni di tutta la storia mondiale, escluso forse il carente intervento del governo etiope nella carestia che colpì il paese subsahariano nei primi anni 80. Ma con la riffa tutto è stato messo a posto.

Una casetta costa all’ incirca 50mila euro e per farla ci vogliono due giorni e due per montarla. Con un bando europeo ad hoc in cinque mesi ogni azienda avrebbe potuto consegnare 70 casette. Se al bando avessero risposto almeno 10 aziende europee (sulle migliaia che le producono) avremmo avuto 700 casette per un costo complessivo di 35 milioni di euro. Però vuoi mettere col brivido della lotteria? Brivido più, brivido meno, a -15 gradi su ad Amatrice chi se lo aspettava un nuovo anno così stimolante. E se gli animali stanno morendo all’ addiaccio vi saranno nuove opportunità per il commercio. Avremo il guanciale fatto con i maiali olandesi e saremo più europei.

Poi c’è il colpo di fortuna programmato, il regalo che fa felici mamme e papà, giustamente sempre molto apprensivi quando si tratta della salute dei figli. Improvvisamente i giornali hanno riportato notizie a raffica su casi e casi di meningite in Italia, come se fosse in atto un’epidemia. La gente per il vaccino ha affollato le Asl come se stessimo nella Sierra Leone alle prese con l’ Ebola, ed ha scoperto però che alcune Regioni lo facevano pagare.

Il Governo, saggio e premuroso, ha subito garantito la gratuità, con un decreto.

Qualcuno, cattivo e malpensante, è andato a vedere però i dati e le statistiche.

Ed ha scoperto che la meningite in Italia nel 2016 ha fatto registrare meno casi rispetto agli anni scorsi. Meno di 200, perfettamente nella norma.

Le multinazionali farmaceutiche, che ultimamente vendevano meno vaccini a causa dei timori legati alla possibile interazione dei loro prodotti con forme di autismo ed altro, hanno vinto allora il primo premio della Lotteria degli Amici.

E così il 2017 si è aperto all’ insegna della fortuna. Anche per il premier Gentiloni, che ha scoperto appena in tempo di avere un problema al cuore ed è stato operato d’ urgenza. Ma non a terra come all’ ospedale di Nola. In una comoda sala operatoria del Policlinico Gemelli.

 

29 Dicembre 2016 0

Consumatori sudditi con i soldi dei Re

Di admin

di Max Latempa

Il 2017 sarà l’anno del centenario della rivoluzione russa.

Un secolo fa, tra mille difficoltà e arretratezze,  il popolo trovò la forza di ribellarsi al potere assoluto ed oppressivo dello Zar e lo destituì eliminando fisicamente lui e tutta la sua famiglia.  Successivamente, per otto mesi, le diverse fazioni si combatterono per decidere quale Russia dovesse sorgere dalle ceneri dell’ Impero. Vinsero i bolscevichi comunisti e tutti sappiamo poi com’è andata a finire.

Quella Russa è la sollevazione popolare di un certo rilievo più vicina ai nostri giorni, non considerando quella maoista che sin dall’inizio ebbe invece una connotazione politica ben definita. Nel frattempo il mondo è cambiato, le monarchie hanno fatto un passo indietro ma non sono scomparse. Oggi appaiono come folkloristiche e democratiche, più utili alla macchina del gossip e dei souvenir che a determinare vita o morte dei sudditi. Ma siamo sicuri che sia proprio così?

Una domanda che nessuno si pone mai potrebbe dare una risposta esaustiva.

Dove sono andate a finire le immense ricchezze accumulate in secoli di dominio dalle famiglie regnanti in Inghilterra, Spagna, Olanda e Belgio? Stiamo parlando di famiglie che hanno retto imperi sconfinati e che oggi si presentano invece alla gente dichiarando patrimoni non all’altezza della fama. Protetti da leggi costituzionali e da pratiche offshore legalizzate, nessuno saprà mai l’entità vera dei tesori. Ma possiamo immaginare però dove siano. Le ricchezze sono investite nelle multinazionali, aziende sovranazionali che dal dopoguerra in poi hanno iniziato a massificare il mondo con prodotti uguali per tutti, all’ insegna del massimo profitto ad ogni costo. Enormi investimenti, immensi ricavi. Industrie e finanza. I sudditi ora sono consumatori. E con sempre meno diritti.  Le nazioni, i confini e le diverse legislazioni sono un ostacolo per chi deve vendere un prodotto buono per tutto il mondo. Produrre nei paesi a basso costo, vendere nei paesi ricchi.  L’ hanno chiamata armonizzazione e globalizzazione. In due parole: Unione Europea.

Ed ora la seconda domanda a cui però sempre più persone si stanno dando ultimamente una risposta: I politici che fanno le leggi operano nell’ interesse di chi? Cioè siamo cittadini elettori o sudditi consumatori?

E’ tempo di capire se stiamo giocando una partita truccata. Se stiamo combattendo una guerra in cui i generali hanno tradito. E se cento anni siano ormai troppi.

1 Dicembre 2016 1

Il Colosseo in Europa ce l’abbiamo solo noi. Bisogna buttarlo giù

Di admin

di Max Latempa

Il Colosseo in Europa ce l’abbiamo solo noi. Bisogna buttarlo giù.

Il Duomo di Milano così com’è c’è solo da noi, bisogna modificarlo.

Da altre parti nel mondo la pizza la fanno con la marmellata, dobbiamo farla così anche noi, ci dobbiamo adeguare. E dobbiamo asfaltare anche i canali di Venezia, perché nessun’altra città è così.

Anche i templi di Agrigento sono a rischio perché ce li hanno uguali solo in Grecia, e lì se la passano male. Vogliamo fare la fine dei greci?

La Costituzione Italiana è obsoleta. Il bicameralismo paritario non ce l’ha nessuno, bisogna eliminarlo, altrimenti siamo indietro.  Il sistema della doppia Camera blocca il grande lavoro dei politici e le leggi vanno molto a rilento. Il promoter Matteo Renzi giustifica così il suo progetto di modifica costituzionale che il referendum dovrà sancire o meno.

Allora bisogna che qualcuno rammenti al promoter, che in passato ha paragonato l’ Italia ad un cellulare e la settimana scorsa addirittura ad un Suv, alcune piccole ma banali cose:

Il bicameralismo paritario, come lo chiama lui, è noto universalmente come bicameralismo perfetto e la sola parola indica che di meglio non c’è. Questo sistema ha fatto andare avanti l’Italia per decenni e ci ha fatto diventare una delle prime cinque potenze mondiali. Ha garantito pluralismo, libertà, rappresentatività anche delle minoranze. E’ stato in grado di prendere decisioni difficili e critiche. Ha tolto la fiducia quando doveva. Ha permesso di affrontare il dopoguerra senza ulteriori spargimenti di sangue e, solo per questo, andrebbe rispettato molto di più.

Purtroppo però ora le cose non vanno bene. E Renzi ci vuole far credere che la colpa è della Costituzione. Ma se il più bel palazzo della città più bella del mondo è infestato di ladri, farabutti, voltagabbana e puttanieri non è che si butta giù il palazzo. Si cacciano gli inquilini. E si mettono, al loro posto, persone perbene. Novecento politici onesti che fanno molto bene il loro dovere sono una risorsa per il paese, non un peso. A chi conviene veramente l’eliminazione di una camera? Certamente non al popolo.

Allora Renzi, se veramente vuole fare un qualcosa di utile per gli italiani, ha due strade da percorrere.

La prima è quella di lasciar perdere la povera Costituzione e di fare tre leggi semplici: una che inasprisca di molto le pene per i corrotti, una che impedisca il cambio di partito agli eletti ed una elettorale, che permetta di inserire di nuovo le preferenze, in maniera che il popolo elegga veramente i suoi rappresentanti.

La seconda è quella di togliere immediatamente il disturbo e di anticipare i tempi, andando a fare il consulente di una banca o per una multinazionale di cellulari o di Suv.

Max Latempa

10 Novembre 2016 0

Adesso anche l’America ha la sua Brexit e si chiama Donald Trump

Di admin

di Max Latempa

Dal Mondo – Così come l’uscita del Regno Unito dalla UE ha caratterizzato uno dei momenti di più alta democrazia della storia moderna, la vittoria del miliardario settantenne ha rappresentato uno scacco matto alla cordata di tutti quei protagonisti abituati a recitare un preciso ruolo da marionette: politici, stampa, multinazionali, lobbisti, artisti, sognatori e radical chic.

La democrazia è flebile ma è ancora viva anche in America, gioiamo amici, perché non era affatto scontato.

Gli americani hanno eletto Trump a dispetto delle campagne avverse della stampa (500 testate contro) degli appelli degli artisti (Madonna tra gli altri aveva dato tutta sè stessa nel vero senso della parola), del mondo della finanza, dei Presidenti ex ed uscenti, delle minoranze etniche e finanche dello stesso partito repubblicano. Come mai?

Il perché è evidente. In Europa, come in America, la gente non ne può più di politici che parlano ma non dicono, governano ma non decidono, gestiscono ma non incidono, promettono e non mantengono.

In America l’elezione della Clinton sarebbe veramente stata grottesca: una superpotenza gestita da 28 anni da padre e figlio, marito e moglie con in mezzo un primo presidente di colore, il cui unico pregio è stato praticamente solo questo.

Trump ha vinto perché, seppur spesso improponibile nei modi e nelle espressioni, ha rappresentato una ribellione alla melassa del politically correct.  Su immigrazione, economia e rapporti internazionali ha detto in realtà quel che veramente pensa la maggioranza della gente. Non ha avuto paura di essere accusato di razzismo ed ha detto che l’immigrazione va fermata. Non ha avuto paura di mettersi contro le multinazionali dicendo di voler riportare in patria l‘industria. Non ha avuto paura di mettersi contro tutto l’ apparato governativo, dicendo che la politica guerrafondaia americana è stata tutta sbagliata.  E che la Russia deve essere un’opportunità, non una minaccia.

I risultati dicono che la gente la pensa come lui. Trump quindi, piaccia o no, è legittimato.

In Italia invece abbiamo un amico di Hillary Clinton che non è stato eletto da nessuno, governa senza portare risultati, vuole cambiare la costituzione perché “cambiare è meglio di niente”. Per fortuna prima però ha bisogno di vincere il referendum. Per fortuna.

5 Novembre 2016 0

Whatsapp obiettivo degli hacker, attenti alle truffe on line e alle mail

Di redazionecassino1

Gli hacker sono in piena azione sempre, basta vedere quello che è successo nei mesi scorsi, ed anche di recente, con siti di importanza nazionale per paesi come gli Usa, la Russia. Si potrebbe dire che il pericolo corre sulla rete. Il pericolo molto spesso corre soprattutto per gli utenti che utilizzano i più comuni social network o applicazioni divenuti di uso comune, dai giovani e gli adolescenti, ma non solo. di recente hacker stanno cercando di truffare gli utenti utilizzando la più diffusa app di messaggistica gratuita come whatsapp. Il trucco è molto semplice ed altamente ingannevole, e prende di mira soprattutto giovani ed adolescenti, maggiori utilizzatori di questo mezzo di comunicazione, e si concretizza inviando loro mail del tipo: “WhatsApp gratis per un anno. Apri qui.” La Polizia di Stato mette in guardia gli italiani contro questo tipo di truffe. Se avete ricevuto una mail del genere negli ultimi giorni fate attenzione: non si tratta di nessuna offerta straordinaria, ma solamente dell’ultimo tentativo degli hacker di entrare in possesso dei vostri dati. Ogni giorno l’applicazione di messaggistica istantanea verrebbe bersagliata dall’attacco di pirati informatici e malintenzionati che cercano con frasi subdole o offerte last minute di installare sui device degli ignari utenti dei software per prendere il controllo dello smartphone. Come segnala l’account Facebook della Polizia di Stato e Una vita da social negli ultimi giorni gli hacker sono tornati alla carica, ma cambiando obiettivo. Non più messaggi su WhatsApp ma mail inviate direttamente alla casella elettronica degli utenti, informandoli di fantomatici sconti sull’acquisto dell’applicazioni. WhatsApp, bisogna ricordare, è un’app gratuita oramai da più di un anno, quindi è necessario fare attenzione alle mail che si ricevono. Solitamente questo tipo di truffe sono bloccate dai filtri anti-SPAM attivi sulla casella mail, ma alcune volte gli hacker riescono a oltrepassarli e a invadere la posta elettronica di milioni di utenti. Molto spesso le persone più anziane o gli adolescenti con poca esperienza restano imbrigliati in situazioni spiacevoli: non sempre è semplice capire che qualcuno sta provando a rubare i vostri dati. Quindi è necessario avere sempre gli occhi aperti e leggere attentamente ogni singola parola dei messaggi e delle mail che si ricevono. È importante anche ricordare che nessuno regala nulla se in cambio non riceve qualcosa.

17 Ottobre 2016 0

Matteo Renzi e il suo Patto d’instabilitá mentale

Di admin

di Max Latempa

Dall’Italia – Fallimenti, aziende e famiglie distrutte, speranze frustrate, suicidi. Il famigerato patto di stabilità, il cui rispetto ossessivo negli ultimi sei-sette anni ha comportato per gli italiani  sangue, sudore e lacrime, scopriamo adesso che non era poi così rigido e che adesso Bruxelles ci autorizza a sforarlo.

Eppure migliaia di aziende sono finite sul lastrico a causa dei ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione, la spesa sanitaria è stata tagliata con gravi disagi per tutti, le pensioni hanno subito manovre farsesche. L’Italia ha un debito pubblico mostruoso, è stata questa la realtà con cui ci siamo scontrati fino ad oggi. E nonostante tagli e sacrifici, ha continuato ad aumentare. Ora Bruxelles, di fronte alle pressioni di Renzi, ci autorizza a sforare il rapporto deficit/pil di circa 7-8 miliardi. La motivazione: emergenza terremoto ed immigrazione. Passi per il terremoto (4 miliardi), che è un evento straordinario, quella che non si può proprio accettare è la motivazione sull’immigrazione. Si aiutano gli altri se si è in grado di badare prima a sè stessi. Noi invece siamo stati autorizzati ad indebitarci ulteriormente e ad aggravare la nostra situazione per sopperire alle mancanze di chi doveva affrontare e risolvere la cosa già da venti anni. Perché non si può parlare di emergenza se i barconi arrivano ormai dagli anni 90. A Renzi hanno sbattuto la porta in faccia e lui ringrazia pure. La ricollocazione dei migranti nei vari paesi dell’ UE è totalmente inapplicata ed il cerino acceso è rimasto in mano a noi. E lui annuncia invece trionfalmente che ha ottenuto una vittoria a Bruxelles: “ Potremo sforare il patto di stabilità! ”. Per i migranti si, ma per tutte quelle persone che hanno passato nottate e talvolta sono morte sulle barelle al pronto soccorso di ospedali ormai al collasso, no. Non era possibile, bisognava rispettare le regole, senza eccezioni. La scelta del momento è la cosa più importante in ogni occasione (Esiodo, IV secolo a.c.). All’ Unione Europea il poeta greco devono evidentemente conoscerlo bene. Ma noi che siamo latini e come scrisse Orazio duemila anni fa, sappiamo che,  Est modus in rebus, c’è una misura per tutte le cose. Ed ormai la misura è stracolma.