Tag: corruzione

7 Novembre 2018 0

Gaeta, corruzione e abuso d’ufficio per concessioni edilizie irregolari sulla spiaggia di Serapo: 11 indagati

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

GAETA – Undici avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati dalla guardia di Finanza di Formia su delega della procura della repubblica di Cassino ad altrettante persone, tra i quali alcuni impiegati dell’ufficio tecnico del comune di Gaeta, che, a vario titolo ed in concorso tra loro, nell’arco temporale 2011-2015, si sono resi responsabili di distinti episodi di corruzione (arti. 319. e 321 c.p.), -abuso d’ufficio (art. 323 c.p.), falsità ideologica (art. 481 c.p.), danneggiamento (art. 635 c.p.) e di altre condotte illecite previste dalle norme del testo unico in materia edilizia (d.p.r. 380/01), dando origine ad un consolidato “sistema” corruttivo teso ad agevolare il rilascio di autorizzazioni varie in campo edilizio. La vicenda trova la sua genesi nel sequestro operato dai carabinieri di Gaeta di un cantiere, situato in zona capo di Serapo, destinato alla realizzazione di un complesso residenziale di circa venti appartamenti; complesso immobiliare che, seppur regolarmente autorizzato, presentava irregolarità strutturali, paesaggistiche ed ambientali che funzionari comunali infedeli avevano occultato e che il vaglio degli investigatori aveva portato alla luce. Le indagini susseguenti a quel sequestro, delegate alla p.g. del gruppo di Formia della guardia di finanza, hanno consentito di disvelare tutta una serie di reati contro la pubblica amministrazione che, a fattor comune, vedevano nella figura di un geometra dell’ufficio tecnico del comune di Gaeta il principale attore. L’uomo, sfruttando la sua veste di pubblico ufficiale curava direttamente il procacciamento dei clienti (privati ed imprenditori) interessati ad istruire pratiche edilizie di vario genere. veicolandoli verso professionisti compiacenti (geometri, architetti ed ingegneri operanti tutti all’interno di uno stesso studio tecnico) che solo formalmente firmavano i progetti. Il funzionario, poi, si impegnava ad agevolare l’istruttoria di quelle pratiche e provvedeva a spartirsi con i professionisti formalmente incaricati il compenso di quanto corrisposto dai clienti. I successivi approfondimenti, svolti anche attraverso l’effettuazione di indagini tecniche e di perquisizioni (presso l’abitazione degli indagati, gli studi tecnici e gli uffici comunali), hanno consentito di rilevare e dettagliatamente analizzare tutti le richieste ed i permessi a costruire che hanno permesso di disvelare l’illecito modus operandi. Di fronte a quanto raccolto dalle indagini la procura aveva chiesto le misure cautelari per i principali indagati ma il Gip, pur condividendo l’impianto accusatorio e i gravi indizi di colpevolezza ha rigettato la richiesta non ravvisando l’attualità delle misure. La procura, però, ha fatto appello.

26 Luglio 2018 0

Sulla strada della corruzione, da sindaco di Morolo solidarietà al dipendente coinvolto nell’inchiesta Astral

Di admin

MOROLO – “«Esprimiamo piena fiducia nella magistratura ma, allo stesso tempo, solidarietà al nostro dipendente comunale Ignazio Moriconi».

Lo si legge in una nota dell’amministrazione comunale di Morolo.

“L’amministrazione comunale di Morolo guidata dal sindaco Anna Maria Girolami si schiera a fianco del tecnico comunale da anni impiegato modello a disposizione della cittadinanza. Sostegno pieno nei confronti di una persona onesta e lavoratore dalle qualità morali indiscusse: «Se verranno accertati errori nella gara d’appalto – sottolinea l’amministrazione morolana – si tratterà esclusivamente di errori lavorativi che chiunque può commettere e non certamente voluti per indirizzare la gara. Sulle qualità morali del nostro dipendente non si deve speculare perché sappiamo di trovarci di fronte ad un uomo onesto e un lavoratore onesto. Aspettiamo che la magistratura faccia il suo corso consapevoli che nulla è stato fatto contro la legge. Il Comune di Morolo – precisa l’amministrazione – è estraneo a qualsiasi ipotesi corruttiva che riguarda lavori finanziati dall’Astral».

24 Luglio 2018 0

Sulla strada della corruzione nel frusinate, Astral: “Azienda è parte lesa”

Di admin

FROSINONE – “Con riferimento alla misura cautelare personale disposta dal GIP del Tribunale di Frosinone nei confronti di un nostro funzionario, nell’ambito di una inchiesta su presunte vicende di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, nonché per frode nelle pubbliche forniture, l’Astral S.p.A. sta da tempo fornendo la massima collaborazione agli inquirenti ed ha attuato i conseguenti provvedimenti di competenza. La Società continuerà ad adoperarsi affinché si possa giungere, al più presto, alla massima chiarezza, a tutela dell’immagine dell’azienda stessa che è, in ogni caso, parte lesa”.

Lo dichiara in una nota Antonio Mallamo, Amministratore Unico dell’azienda pubblica preposta alla manutenzione della rete stradale della Regione Lazio, in merito all’operazione in corso in queste ore da parte dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, attivati dalla Procura della Repubblica di Frosinone, per un filone di indagini su presunti reati contro la pubblica amministrazione.

24 Luglio 2018 0

Sulla strada della corruzione, 12 indagati per appalti Astral tra professionisti imprenditori e dipendenti pubblici

Di admin

FROSINONE – Una operazione anticorruzione nell’affidamento di lavori pubblici per la manutenzione delle strade anche nella provincia di Frosinone, che vede coinvolti professionisti e imprenditori, è in corso tra la provincia di Frosinone, quella di Roma di Roma e Latina. L’indagine in corso i cui esiti, se accertati, spiegano il costo esorbitante della manutenzione delle strade il cui ritardo è causa di incidenti dall’esito troppo spesso drammatico.

I carabinieri della sezione di P.G. Carabinieri della Procura della Repubblica di Frosinone unitamente ai militari del dipendente nucleo investigativo comandati dal colonnello Fabio Cagnazzo e dal colonnello Andrea Gavazzi e collaborati da personale della Guardia di Finanza di Frosinone, stanno dando esecuzione ad una Ordinanza Applicativa di Misure Cautelati Personali emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Frosinone a carico di 2 soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio nonché frode nelle pubbliche forniture ed altro. Il primo soggetto, architetto e direttore dei lavori per conto della ASTRAL è stato colpito dalla misura cautelare della sospensione dall’esercizio di in pubblico ufficio per 12 mesi; il secondo, imprenditore di un consorzio di imprese è stato colpito dalla misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare determinate attivitá professionali per 12 mesi. L’attivitá d’indagine trae origine a seguito dell’esecuzione dell’appalto di sorveglianza, pronto intervento e manutenzione ordinaria delle strade di competenza regionale, affidato dalla ditta ASTRL (azienda strade lazio) spa in relazione al lotto 4 sud ad una associazione temporanea di imprese per un totale generale di intervento di 4 milioni di euro circa. Inoltre i Carabinieri di Frosinone e della GDF stanno notificando 12 avvisi agli indagati ed al difensore della conclusione delle indagini preliminari artt. 415 bis emesso dal Procuratore della Repubblica di Frosinone (dott.De Falco) a carico di imprenditori, direttori dei lavori, responsabili di 3 uffici tecnici di 3 comuni della provincia di Frosinone, (Strangolagalli, Morolo e Ripi) ed un ex Sindaco, tutti indagati nell’ambito di procedimento penale stralciato e scaturito a seguito della prima attività investigativa poiché responsabili a vario titolo di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici ed altro. Reati concretizzatisi nell’ambito di gare di appalto indette per l’assegnazione di lavori pubblici per un valore di 5 milioni di euro, eseguiti nei tre comuni del circondario .

6 Febbraio 2018 0

Corruzione e bancarotta, 15 arresti tra giudici e imprenditori

Di admin

ROMA – Questa mattina, all’esito di attività d’indagine delegate dalle Procure della Repubblica di Roma e Messina, che procedono in coordinamento investigativo con la Procura della Repubblica di Milano, militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Roma e Messina, con la collaborazione di quelli di Palermo, hanno eseguito, sul territorio nazionale, distinte ordinanze di custodia cautelare, in carcere e ai domiciliari, in relazione a due associazioni a delinquere dedite, rispettivamente, alla commissione di plurime frodi fiscali e a reati contro la pubblica amministrazione, anche attraverso la corruzione in atti giudiziari. Le indagini hanno preso le mosse da distinti input investigativi, convergendo sull’operatività dei due sodalizi criminali, consentendo altresì la ricostruzione di ipotesi di bancarotta fraudolenta da parte di soggetti non riconducibili alla struttura delle organizzazioni. I G.I.P. dei Tribunali di Roma e Messina hanno emesso le ordinanze di custodia cautelare che seguono (a) Ordinanza di applicazione delle misure cautelari personali nr. 44630/16 R.G.N.R. e nr. 3079/17 R.G. G.I.P., emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, nei confronti di: – Amara Piero,  48 anni (carcere), per i reati di cui agli artt. 416 cc. 1, 2 e 5 c.p., art. 8 D.Lgs. 74/2000, art. 2 D.Lgs. 74/2000, art. 319 ter in relazione agli art. 318 e 319 c.p.; – Centofanti Fabrizio, 45 anni (carcere), per i reati di cui agli artt. 416 cc. 1, 2 e 5 c.p., art. 8 D.Lgs. 74/2000, art. 2 D.Lgs. 74/2000; – Calafiore Giuseppe 38 anni (domiciliari – attualmente all’estero), per i reati di cui agli artt. 8 D.Lgs. 74/2000, art. 319 ter in relazione agli art. 318 e 319 c.p.; – Bigotti Ezio 54 anni (domiciliari) per il reato di cui agli artt. art. 2 D.Lgs. 74/2000, artt. 110 c.p., 223 comma 1 in relazione all’art. 216 comma 1 n. 1, n. 2 e 237 R.D. 267/42; – Caruso Luciano 78 anni (domiciliari), per il reato di cui agli artt. 110 c.p., 223 comma 1 in relazione all’art. 216 comma 1 n. 1, n. 2 e 237 R.D. 267/42. La richiesta di misura non detentiva nei confronti di Virgilio Riccardo, già presidente di sezione del CDS, oggi in pensione, per il reato di corruzione in atti giudiziari contestato in concorso con Amara e Calafiore, è stata respinta per assenza di ragioni cautelari. (b) Ordinanza di applicazione delle misure cautelari personali nr. 4179/15 R.G.N.R. e nr. 544/16 R.G. G.I.P., emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, nei confronti di: – AMARA Piero cl.69 (carcere), per i reati di cui agli artt. 416 cc 1 e 3 c.p., artt. 81 cpv, 110, 319 ter, 321 c.p., 479 c.p., 56 c.p., 319 quater c.p.; – CALAFIORE Giuseppe cl.79 (carcere – attualmente all’estero) per i reati di cui agli artt. 416 cc 1 e 3 c.p., artt. 81 cpv, 110, 319 ter, 321 c.p., 479 c.p., 56 c.p., 476 c.p., 56 c.p. , 319 quater c.p., 336 c.p.; – LONGO Giancarlo, magistrato ordinario, già sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, ad oggi destinato ad altre funzioni in altra sede, cl.69 (carcere) per i reati di cui agli artt. 416 commi 1, 2 e 3, 81 cpv, 110 c.p., 319 ter c.p., 321 c.p., 479 c.p., , 61 n. 2 c.p. , 476 c.p., 640 c.p. comma 2, 56 c.p. e 319 quater c.p.; – FERRARO Alessandro cl.71 (carcere) per i reati di cui agli artt. 416 commi 1, 2 e 3, artt. 81 cpv, 110 c.p., 319 ter c.p. , 321 c.p., 336 c.p.; – CENTOFANTI Fabrizio cl.72 (domiciliari) per i reati di cui agli artt. 81 cpv, 110 c.p., 319 ter c.p., 321 c.p.; – GUASTELLA Giuseppe cl.45 (domiciliari) per i reati di cui agli artt. 416 commi 1, 2 e 3 c.p.; – VENEZIA Davide cl.85 (domiciliari) per i reati di cui agli artt. 416 commi 1, 2 e 3 c.p., artt. 81 cpv, 110 c.p., 319 ter c.p., 321 c.p.; – VERACE Mauro cl.57 (domiciliari).per i reati di cui agli artt. 81 cpv, 319 ter c.p., 110 c.p., 479 c.p.; – PACE Salvatore Maria cl.78 (domiciliari) per i reati di cui agli artt. 81 cpv, 319 ter c.p., 479 c.p., art. 368 c.p.; – DE MICHELI Gianluca cl.73 per i reati di cui agli artt. 81 cpv, 319 ter c.p., 110 c.p., 479 c.p.; – NASO Vincenzo cl.44 (domiciliari) per i reati di cui agli artt. 319 ter c.p., 110 c.p., 479 c.p.; – PERRICONE Francesco “Corrado” cl.63 , per i reati di cui agli artt. 319 ter c.p., 110 c.p., 479 c.p., 640 c.p. comma 2, 495 c.p.; – MIANO Sebastiano cl.74 (domiciliari) per i reati di cui agli artt. 110 c.p., 81, 56 e 319 quater c.p.. Contestualmente, sono in corso di esecuzione perquisizioni locali nei confronti dei soggetti a vario titolo coinvolti nella vicenda.

18 Luglio 2017 0

Corruzione all’Agenzia delle Entrate, coinvolti impiegati e professionisti di Caserta e Frosinone

Di admin

Frosinone– I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nelle province di Caserta, Napoli e Frosinone stanno dando esecuzione a 12 misure cautelari nei confronti di dipendenti pubblici in servizio all’Agenzia delle Entrate.

L’indagine ha permesso di scoprire un sistema corruttivo posto in essere dal capo ufficio e da alcuni impiegati della Conservatoria di Santa Maria Capua Vetere che, in cambio di denaro, fornivano ai richiedenti certificazioni senza il versamento della relativa imposta di bollo ed il passaggio per l’apposito sportello della ricezione pubblico.

Numerosi i professionisti coinvolti (avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, geometri, visurist, ed impiegati presso studi notarili) delle Regioni Campania e Lazio.

3 Novembre 2016 0

Corruzione, estorsione e truffa al San Camillo, dieci arresti tra Roma e Frosinone

Di admin

Roma –  Dieci persone sono state arrestate tra Roma e Frosinone per reati che vanno dalla corruzione (artt. 319, 319 bis e 321 c.p.), turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.), estorsione (art. 629 c.p.,), falsità materiale commessa dal P.U. in atti pubblici (art. 476 c.p.), peculato (art. 314 c.p.), truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.).

Al centro del malaffare sembra esserci l’azienda ospedaliera San Camillo di Roma e l’indagine dei Carabinieri ha consentito di disvelare l’esistenza di un fenomeno criminale che ha visto coinvolti 26 indagati.  In particolare, è stata dimostrata la previsione a latere di un appalto di manutenzione, una serie di ulteriori servizi definiti fittiziamente come “complementari” e risultati essere poi duplicazioni di prestazioni già eseguite.

Le investigazioni si sono concentrate anche su due appalti relativi all’attuale Giubileo della Misericordia concernenti il progetto per la ristrutturazione del Pronto Soccorso e la successiva realizzazione di nuovi posti letto per la Terapia Intensiva, nonché sulla ristrutturazione del Padiglione Lancisi.

Contestualmente alla citata esecuzione i Carabinieri procederanno al sequestro preventivo di tre immobili per un valore di oltre un milione di euro e delle quote societarie delle tre imprese coinvolte per un valore di 250.000 euro circa,

Si procede, inoltre, al sequestro dei modelli organizzativi, in relazione all’art. 25 comma 2° del Decreto Legislativo 231/01, a carico di una delle società coinvolte.

26 Ottobre 2016 0

Grandi opere pubbliche e corruzione, arrestate 21 persone nel Lazio e altre sette regioni

Di admin

Roma – L’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, nei confronti dei 21 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e tentata estorsione, dall’esame degli elementi probatori raccolti, fa emergere che il Direttore dei Lavori, nell’ambito delle tre importanti opere pubbliche, ha “messo a disposizione” la sua funzione pubblica in favore di alcune imprese impegnate ad eseguire i lavori, ottenendo in cambio commesse e subappalti in favore di società riferibili di fatto a lui stesso ed all’imprenditore calabrese.

Inoltre, è stata accertata l’esistenza di rapporti corruttivi intrattenuti dal direttore dei lavori con i vertici dei General Contractor che si occupano della realizzazione delle tre grandi opere pubbliche.

21 Ottobre 2016 0

Corruzione a Balsorano, arrestato Pietro Mazzone sindaco di Campoli Appennino

Di admin

Campoli Appennino – Arrestato il  sindaco di Campoli Appennino Pietro Annunzio Mazzone.

Da questa mattina il primo cittadino è agli arresti domiciliari in seguito ad una operazione svolta dalla Squadra Mobile di L’Aquila diretta dal vice questore Gennaro Capasso che ha eseguito, oltre all’arresto, la notifica di cinque provvedimenti di divieto di dimora di cui due con sospensione della professione per 12 mesi.

In tutto sono nove gli indagati nell’indagine svolta dalla questura abruzzese in cui è coinvolto il sindaco di Campoli, e riguarda il comune di Balsorano dove Mazzone è dirigente dell’ufficio tecnico.

Corruzione, turbativa degli incanti, falsità ideologica, abuso d’ufficio sono i reati contestati dato che gli investigatori sostengono che gli indagati veicolassero l’attività amministrativa a ditte a loro vicine.

Ermanno Amedei

17 Dicembre 2009 0

Condannato per corruzione l’ex assessore della giunta Storace alla regione Lazio, G. G.

Di redazionecassino1

Roma – L’ex assessore al Demanio della Regione Lazio, G. G. e gli imprenditori Roberto e Claudio Petrassi – padre e figlio – sono stati condannati oggi a 2 anni e 6 mesi ciascuno per l’accusa di corruzione. Secondo l’accusa, i due imprenditori avrebbero versato a G. G. 25mila euro.  La sentenza è stata pronunciata dalla V Sezione penale del Tribunale di Roma, che ha anche dichiarato interdetti per la durata della pena inflitta i tre imputati dai pubblici uffici, dichiarandoli anche incapaci di trattare con la pubblica amministrazione.  I fatti risalgono al 17 gennaio del 2003 ed erano stati oggetto di indagine da parte della procura di Potenza.  Secondo l’accusa, G. G. avrebbe ricevuto i 25mila euro per favorire la società  Cogei, impegnata nel settore degli appalti per la realizzazione di opere pubbliche, riconducibile ai due imprenditori.  All’ex assessore è stato contestato di aver agito per favorire i Petrassi nell’aggiudicazione di nuovi appalti presso la Regione Lazio nonche’ per creare nuove occasioni di lavoro.  Nel dicembre del 2006 G. G. era stato già condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione perche’ coinvolto nella vicenda che ha avuto per protagonista ‘Lady Asl’, al secolo Anna Iannuzzi.