Tag: tentato

17 Dicembre 2019 0

Accoltellato a Cassino per un debito di droga, tre arresti per tentato omicidio

Di Ermanno Amedei
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Cassino – Svelato il mistero delle coltellate inferte al 36enne di Cassino. Un’indagine tempestiva svolta dai carabinieri della compagnia di Cassino ha permesso di ricostruire l’accaduto sconfessando anche la versione fornita dalla stessa vittima che al momento è ricoverata all’Umberto I di Roma in prognosi riservata.

I militari comandati dal capitano Ivan Mastromanno e coordinati dal colonnello Fabio Cagnazzo, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto per il reato di concorso in tentato omicidio aggravato Alessio Di Silvio, 31 anni, Noemi Del Nobile 20 anni entrambi residente a Cassino, e Francesca Di Silvio, 22 anni, sorella di Alessio e domiciliata a Minturno. I tre, secondo gli investigatori, in concorso tra loro, questa notte hanno ferito il 36enne all’interno della sua abitazione, accoltellandolo alla schiena.

Causa della lite sarebbe, secondo i carabinieri, un debito di droga contratto dalla vittima. L’autorità giudiziaria disponeva la custodia in carcere, eccetto per la Di Silvio, sottoposta ai domiciliari a Scauri. L’arma usata per cagionare le lesioni non è stata ancora rinvenuta.

1 Dicembre 2019 0

Coltellata ad un coetaneo, 28enne di Velletri condannato a 7 anni e 6 mesi per tentato omicidio

Di Ermanno Amedei

Velletri – Sette anni e sei mesi di carcere per tentato omicidio. Il tribunale di Velletri ha riconosciuto la volontà di uccidere nella coltellata inferta, nella notte tra il 12 e il 13 luglio 2018, da E. R. 28enne di Velletri ad un coetaneo.

I fatti avvennero in via Bonaventura Teoli, nel centro storico della cittadina dei castelli. Il ragazzo era ai domiciliarti per altri fatti e assoggettato anche al controllo del braccialetto elettronico. Quella sera litigò, per cause non ben specificate, con il coetaneo cittadino marocchino I. C. e dopo essersi armato con un coltello da cucina con lama di 15 centimetri, evase dai domiciliari per incontrare e accoltellare lo straniero all’addome.

La vittima si salvò grazie alle cure prestategli dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale veliterno. Successivamente l’aggressore venne individuato e arrestato dai carabinieri. Al termine del processo che vedeva il 28enne alla sbarra per tentato omicidio, il presidente del tribunale collegiale Isabella De Angelis, ha letto la sentenza di colpevolezza condannandolo in primo grado a sette anni e sei mesi di reclusione.

(foto repertorio)

10 Ottobre 2019 0

Raffica di rapine con tentato omicidio, tre arresti a Palestrina

Di Ermanno Amedei

PALESTRINA – Tre persone sono state arrestate dai carabinieri di Palestrina per rapine e tentato omicidio. Sono stati gli stessi Carabinieri della Compagnia di Palestrina ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Tivoli, Mario Parisi, nei confronti di C.A., P.A. e S.M. per tentata rapina, rapina, tentato omicidio, detenzione e porto di arma.

Tutta l,’indagine è stata cordinata dalla Procura di Tivoli diretta da Francesco Menditto.

I fatti risalgono allo scorso 11 settembre, quando nelle prime ore della mattinata, in stretta successione, si verificavano tre episodi di rapina a mano armata nei confronti di tre distinti esercizi commerciali, il bar “Romano” in via Casilina a Roma, il bar “Area 51” in via Proust a San Cesareo (RM) e la Sala Slot “Belvedere” in via Maremmana a San Cesareo (RM).

La ricostruzione degli eventi a seguito della minuziosa e tempestiva attività d’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Palestrina, sotto la direzione del P.M. di turno della Procura di Tivoli, ha consentito di documentare nel dettaglio quanto accaduto.

La prima tentata rapina è stata messa a segno presso il bar “Romano” in via Casilina a Roma. Nonostante l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco a scopo intimidatorio da parte di uno dei rapinatori, a causa della resistenza opposta da un impiegato e della difficoltà di accesso alla cassa, la rapina non è riuscita.

Poco dopo i tre indagati consumavano una rapina lungo la via Casilina, presso il bar “Area 51” in via Proust a San Cesareo (RM) ove, riscontrata l’assenza di denaro all’interno della cassa, uno di loro, previa minaccia della pistola si faceva consegnare il denaro prelevato dal portafogli personale di un impiegato.

In seguito i tre si recavano presso la poco distante Sala Slot “Belvedere”, in via Maremmana a San Cesareo (RM) ove, come documentato anche dall’impianto di videosorveglianza, uno di loro, con il volto travisato da una sciarpa e con la pistola in pugno, si introduceva all’interno dell’esercizio commerciale minacciando il cassiere per farsi consegnare il denaro contenuto nella cassa. Un impiegato addetto alla sicurezza, nel tentativo di sventare la rapina in corso, colpiva con uno sgabello il rapinatore che esplodeva due colpi d’arma da fuoco al suo indirizzo attingendolo all’inguine. Il rapinatore, impossessatosi di 2500 euro, è scappato dal locale e ad attenderlo, a bordo di un’autovettura, vi erano i suoi due complici unitamente ai quali si dava alla fuga facendo perdere le proprie tracce.

Nel corso dell’operazione, durante una perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno rinvenuto presso l’abitazione di uno degli arrestati (S.M.) una pistola semiautomatica calibro 7.65 con matricola abrasa, compatibile per calibro e tipologia con l’arma utilizzata nelle azioni delittuose.

Il Gip del Tribunale di Tivoli, che ha provveduto sulla richiesta della Procura con grandissima celerità, sottolinea che “il quadro indiziario a carico degli indagati è solidissimo  …articolato sulla scorta di un bagaglio investigativo che ha rapidamente assunto tratti di indiscutibile e stringente attitudine probatoria e incriminante”.

Aggiunge il gip “la pervicace spregiudicatezza operativa… la disponibilità di armi e l’inclinazione a farne disinvolto impiego contro le persone, l’abitudine all’assunzione di alcool e di droghe… strutturano un contesto in cui campeggia e spicca l’accentuata pericolosità degli indagati. Costoro sono ben disposti all’aggressione e all’uso di armi pur di soddisfare il loro contingente bisogno economico…”

30 Luglio 2019 0

Frosinone, arrestato dai carabinieri un 38enne per “tentato omicidio e minaccia con l’utilizzo anche di armi”

Di felice pensabene

FROSINONE – Nella tarda serata di ieri, a Frosinone, i Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Frosinone hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio G.I.P. presso il Tribunale di Frosinone, su richiesta del locale Procura, dott. Samuel Amari, nei confronti di B.E., originario di Frosinone, cl. 81, disoccupato, pluricensurato, nei cui confronti vengono ipotizzati i reati di “tentato omicidio e minaccia con l’utilizzo anche di armi”.

L’odierno provvedimento restrittivo è l’esito dell’attività di indagine, condotta dai sopra citati reparti, da circa tre mesi, all’indomani del danneggiamento ad opera di ignoti di un’attività commerciale, sita in Frosinone, a scopo tipicamente intimidatorio mediante deflagrazione di una bomba carta e successiva esplosione di colpi di arma da fuoco, ha consentito di acquisire a carico dell’arrestato gravi indizi di reità in ordine ai gravi delitti su richiamati ed in particolare di far emergere la sua responsabilità, in concorso con altri soggetti da individuare, su precedenti aggressioni fisiche e minacce, anche con l’utilizzo di armi, in danno dei proprietari dell’attività commerciale.

Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Frosinone.

foto di repertorio

3 Aprile 2019 0

Arrestato dai carabinieri per tentato furto evade dai domiciliari, ma poche ore dopo finisce in carcere

Di felice pensabene

SAN GIORGIO A LIRI –   Nel pomeriggio di ieri i militari della locale Stazione, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, traevano in arresto per “tentato furto aggravato”, C.R., 45enne del luogo già censito per specifici reati ed in materia di stupefacenti.

L’uomo, alle ore 17,00 circa, nel tentativo di perpetrare un furto all’interno di un magazzino di materiali edili del posto, forzava la saracinesca di ingresso ma, vistosi scoperto dal titolare dell’attività commerciale, tentava di assicurarsi la fuga allontanandosi a piedi per le vie adiacenti. I militari operanti, prontamente allertati dal commerciante, giunti sul posto rintracciando il malvivente in prossimità della predetta attività commerciale, traendolo in arresto. L’uomo, ad espletate le formalità di rito, veniva sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del rito per direttissima.

Alle successive ore 22,00 circa, sempre in San Giorgio a Liri, personale del NORM della Compagnia di Pontecorvo, nell’ambito di un servizio per il controllo del territorio, accertavano l’allontanamento del predetto dalla propria abitazione senza alcuna autorizzazione. Le immediate ricerche permettevano di rintracciarlo per le vie del paese e trarlo nuovamente in arresto. Espletate le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, veniva trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia in attesa del rito per direttissima.

26 Giugno 2018 0

Arrestato dai Carabinieri il 24enne che aveva tentato di rubare il tablet a un poliziotto sul treno Roma-Cassino

Di felice pensabene

ANAGNI –  I militari del NORM della locale Compagnia, nell’ambito di specifici servizi di controllo del territorio finalizzati al contrasto dei reati predatori, traevano in arresto per “rapina impropria” un 24enne cittadino marocchino residente a Castro dei Volsci, già censito per reati inerenti gli stupefacenti, contro la persona e contro il patrimonio.

Lo stesso veniva bloccato dai militari operanti dopo avere consumato, a bordo del treno locale Roma-Cassino (nella tratta Colleferro-Anagni), una rapina impropria in danno di un agente della Polizia di Stato che viaggiava sul treno libero dal servizio. In particolare, il cittadino extracomunitario approfittando della distrazione della vittima, s’impossessava di un tablet che questi custodiva all’interno di un borsello poggiato sul sedile. Avvedutosi dell’accaduto l’agente riusciva, dopo un breve inseguimento all’interno del convoglio, a bloccare il malintenzionato recuperando la refurtiva e cercando invano di fermare il malfattore che, approfittando della fermata del treno alla Stazione di Anagni, dopo averlo strattonato violentemente riusciva a scendere dalla carrozza dandosi alla fuga.

Immediatamente la locale Centrale Operativa, alla quale era giunta la segnalazione da parte dello stesso agente, faceva confluire sul posto alcune pattuglie dell’Aliquota Radiomobile, che riuscivano a bloccare il magrebino ancora all’interno dello scalo ferroviario traendolo in arresto.

Al termine delle formalità di rito, l’arrestato veniva trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Anagni in attesa del rito direttissimo disposto dall’Autorità Giudiziaria.

5 Giugno 2018 0

Tentato suicidio e cellulari nel carcere di Cassino, il Sappe chiede la sospensione vigilanza dinamica

Di Ermanno Amedei

CASSINO – “Ieri è successo che un detenuto straniero, ha tentato il suicidio nella sua cella del Reparto Isolamento”.

La denuncia è del SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che per voce del Segretario Nazionale per il Lazio Maurizio Somma ricostruisce gli eventi accaduti.

“Provvidenziale l’intervento degli uomini della Polizia penitenziaria che hanno salvato l’uomo, portato poi in Ospedale. Pochi minuti dopo, un altro ristretto si è procurato volontariamente dei tagli al corpo con una lametta ed il tempestivo intervento degli Agenti ha evitato più gravi conseguenze. Solo grazie alla professionalità e allo zelo del personale di Polizia Penitenziaria di Cassino, che pure lavora sotto organico e in grande affanno, si sono evitate due gravi tragedie”. Somma da anche notizia che “nella tarda serata di ieri, a seguito di una attenta e scrupolosa attività di contrasto al possesso ed all’uso di telefoni cellulari in carcere da parte di detenuti, due apparecchi smartphone sono stati rinvenuti e sequestrati al primo piano della Terza sezione detentiva dell’Istituto”. Il Segretario generale del SAPPE Donato CAPECE sollecita il neo Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ed i vertici nazionali e regionali dell’Amministrazione Penitenziaria a intervenire: “Quelli di Cassino sono gli ennesimi gravi eventi critici che avvengono in un carcere del Lazio, nel quale oggi sono detenuto quasi 6.400 persone rispetto ai circa 5000 posti letto. E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie”. “Il Governo, attraverso l’Amministrazione Penitenziaria ed il Ministero della Giustizia, anziché adottare interventi concreti per garantire ordine e sicurezza nelle carceri tutelando i poliziotti penitenziari”, aggiunge, “ha perso mesi preziosi per tentare di approvare una sciagurata riforma penitenziaria, l’ennesimo svuotacarceri, che minava proprio la natura stessa di pena e carcere, affidando il carcere ai detenuti e depotenziando anche il ruolo della Polizia Penitenziaria. A Cassino sono oggi detenute 265 persone rispetto ai 200 posti letto regolamentari, e 112 sono gli stranieri ristretti”, evidenzia Capece. Per il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria “lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti – lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività – è controproducente perché lascia i detenuti nell’apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti”. E la proposta è proprio quella di “sospendere la vigilanza dinamica: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili”.

4 Maggio 2018 0

Cassino: Finisce in manette dopo aver tentato di uccidere il compagno

Di Comunicato Stampa

È finita in manette la donna che questa n mattina ha accoltellato il compagno dopo una lite. I Carabinieri del NORM della Compagnia di Cassino hanno infatti tratto in arresto in flagranza di reato per “tentato omicidio” M.L. 29enne di Civitavecchia (RM) residente nella città Martire, già censita per reati inerenti agli stupefacenti. I carabinieri sono intervenuti dopo che un vicino di casa della coppia aveva lanciato l’allarme. Il fatto si è verificato in un appartamento sito in via Arigni. Probabilmente a scatenare l’ira della donna, un diverbio nato per futili motivi. È finita così con il colpire violentemente con un coltello a serramanico il compagno 26enne convivente. Il giovane, medicato dai sanitari del pronto soccorso dell’Ospedale “S. Scolastica” di Cassino per la ferita da taglio ricevuta alla schiena all’altezza del rene destro, è stato giudicato guaribile in giorni dieci. Il coltello veniva sottoposto a sequestro e l’arrestata, dopo le formalità di rito, veniva accompagnata presso la propria abitazione agli arresti domiciliari come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

16 Febbraio 2018 0

Cassino, la coltellata poteva uccidere: arrestato per tentato omicidio lo straniero

Di Ermanno Amedei

CASSINO – Il cittadino nigeriano che ieri ha accoltellato un cittadino somalo all’interno di una struttura per richiedenti asilo di Cassino che li ospita è stato arrestato per tentato omicidio.

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I due protagonisti della vicenda sono entrambi giovani richiedenti asilo che ieri pomeriggio, a seguito di una lite sfociate per motivi ancora al vaglio dei carabinieri, uno dei due si è armato di un coltello da cucina sferrando un fendente all’emitorace sinistro del somalo. Il giovane sanguinante ha chiesto aiuto mentre l’accoltellatore si è dileguato.

All’arrivo dei carabinieri della compagnia di Cassino comandati dal capitano Ivan Mastromanno, il ferito è stato trasportato in ospedale mentre l’accoltellatore è stato raggiunto, identificato ed interrogato dopo di che è scattato l’arresto per tentato omicidio quando, evidentemente, anche i medici dell’ospedale di Cassino hanno riscontrato che quel fendente avrebbe potuto uccidere il giovane.

Al momento il ferito resta ricoverato in ospedale ma non in pericolo di vita.

Ermanno Amedei

Foto repertorio

2 Febbraio 2018 0

Daspo i cinque tifosi del Latina che hanno tentato di aggredire i tifosi del Cassino

Di felice pensabene

Latina – Sono stati tutti sottoposti a daspo i cinque tifosi del Latina Calcio che sabato 20 gennaio, presso lo stadio comunale Francioni, prima dell’incontro di calcio tra le Squadre “Latina Calcio 1932 e Cassino Calcio 1924, valevole per il Campionato di serie D, hanno tentato di aggredire 4 tifosi cassinati in  un bar nei pressi dello stadio. Durante l’ultima partita di Campionato, poco prime dell’inizio della partita, un folto gruppo  di tifosi latinensi incappucciati ed armati di bastone, si è diretto, correndo, verso il bar adiacente lo stadio, ove erano presenti alcuni supporters del Cassino. Uno di loro T.C. di anni 29, travisato da una bandana ed uno zuccotto, entrava all’interno del bar e chiedeva ai giovani presenti se fossero tifosi del Cassino; alla risposta affermativa, li spintonava per farli uscire all’esterno, percuotendoli con calci e pugni. Fuori dal bar vi erano altri ultras del Latina,” che   hanno aggredito i tifosi ospiti che accerchiati tentavano di scappare. L’aggressione non è sfuggita a personale della Digos  e del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, impegnati in servizio di ordine pubblico, che sono accorsi prontamente ed hanno bloccato gli autori dell’aggressione  che tentavano di darsi alla fuga. Tutti i  giovani responsabili, (B.A di anni 19, B.C. di anni 21, C.C. di anni 21 , Q.V. trentenne), appartenenti al locale gruppo ultras “ Leone Alato”  sono stati portati in Questura per gli accertamenti del caso. Negli Uffici di Polizia  sono state esaminate le immagini riprese dalla Scientifica al fine di verificare le specifiche posizioni con le relative responsabilità degli ultras latinensi, all’esito del quale tutti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica  di Latina mentre è stato operato il sequestro del bastone che  gli  aggressori hanno usato per portare a termine l’aggressione.  Successivamente le posizioni dei tifosi ultras sono state esaminate dalla Divisione Anticrimine  che ha predisposto i provvedimenti DASPO per i  supportes del Latina calcio.  I provvedimenti di divieto di accedere all’interno degli stadi e di tutti gli impianti sportivi del territorio nazionale ove si disputano incontri di calcio a qualsiasi livello agonistico, amichevoli e per finalità benefiche, calendarizzati e pubblicizzati.  che vanno da un minimo  di TRE ANNI ad una massimo di CINQUE , sono stati motivati  sulla pericolosità che gli autori delle violenze hanno dimostrato, ed hanno la finalità di  scongiurare, per il futuro, analoghi comportamenti in altre competizioni calcistiche. Nello stesso provvedimento il Questore ha imposto, in ragione della pericolosità dimostrata, l’obbligo di  presentarsi, per due volte in Questura , ad ogni incontro che disputerà la Squadra di Calcio del Latina.  Il divieto assoluto di avvicinarsi agli impianti è operativo da due ore prima e fino ad un’ora dopo la conclusione dell’evento per scongiurare ogni pericolo, durante le predette  manifestazioni sportive. Ne consegue che se i tifosi violenti tenteranno di avvinarsi allo stadio durante la prossima partita di calcio rischiano di essere  arrestati.