Giorno: 30 maggio 2012

30 maggio 2012 0

La Regione Abruzzo sostine la candidatura de L’Aquila a ospitare l’adunata nazionale degli alpini 2014

Di redazione
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La Quinta Commissione (Affari Sociali, Tutela della Salute) ha licenziato questa mattina il progetto di legge per il sostegno della candidatura dell’Aquila a ospitare l’adunata nazionale degli alpini 2014. Il provvedimento legislativo – sottoscritto da tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza (Pagano, De Matteis, D’Amico, Petri, Palomba) – aveva già avuto il parere favorevole della Prima Commissione (Bilancio) nella seduta della scorsa settimana e ora passerà in Consiglio regionale per il via libera definitivo. Il p.d.l. prevede la costituzione di un Comitato Istituzionale, di cui faranno parte il Presidente della Regione, un rappresentante dell’Unione delle Province, uno dell’Anci, il Presidente della sezione Abruzzi dell’Associazione Nazionale Alpini e il coordinatore del Comitato Promotore per l’adunata nazionale alpini “L’Aquila 2014”. All’organismo spetterà la gestione e l’organizzazione di tutte le iniziative legate all’evento. E’ prevista, inoltre, una dotazione finanziaria di 200mila euro.

30 maggio 2012 0

Con le gambe sotto la motozappa, ferito grave un 52enne di Lanciano

Di redazione

E’ rimasto gravemente ferito, oggi pomeriggio mentre con la motozappa stava lavorando un terreno nel quartiere Sant’Egidio di Lanciano. Si tratta di un 52enne del posto che, probabilmente a causa di una manovra sbagliata, è finito con entrambe le gambe sotto le zappe meccaniche. Ferite gravissime di fronte alle quali gli operatori dell’emergenza sanitaria arrivati nel campo hanno ritenuto necessario far intervenire un elicottero che, atterrato sul posto, ha trasportato il ferito a Pescara.

30 maggio 2012 0

La mafia si combatte con la cultura, convegno sulla legalità in villa comunale a Cassino

Di redazione

«Tra due, tre generazioni avremo una generazione di filosofi e i filosofi, come diceva Platone, non delinquono». Scuote il pubblico Otello Lupacchini, magistrato della Corte d’appello di Roma, lo fa proponendo di investire di meno, anzi nulla, in diritto penale e carceri e utilizzare questi fondi per l’istruzione. Così, stamattina, durante il convegno “Cultura della legalità, vent’anni di attesa”, che ha avuto luogo nella villa comunale di Cassino, per la prima delle due giornate della Festa della legalità, il penultimo oratore ha dato il suo contributo all’immaginario filo rosso che ha finito per unire tutti gli interventi: l’individuazione delle motivazioni dell’attività criminale e le strategie per combatterla. Ovviamente nelle parole di Lupacchini vi è una critica al sistema attuale e alle sue disfunzioni interne, ma è chiaro che investire nell’istruzione è più di una provocazione, è un’idea vera e propria che sfonda una porta aperta nell’intervento di don Manganiello, il “prete di Scampia”. Per quest’ultimo lo stato continua a sbagliare a Scampia perché non investe nella creazione di posti di lavoro, come nelle attività artigianali, per esempio. «La camorra ha preso piede per la disperazione della gente – dice Manganiello ed emblematico è l’interrogativo che pone alla platea. Come mai, dopo che è ormai chiaro a tutti che la carriera camorristica non può durare più di dieci anni, e finisce con la morte o la galera, molti giovani continuano ad intraprenderla? «Perché la loro esistenza, già da ragazzi, è stata considerata un’esistenza senza valore»: la risposta intrisa di rammarico. E’ un problema di mentalità, ma lo è anche di “opportunità” (nel senso di esigenza). Critico a tal proposito Maurizio Cerino de “Il Mattino” di Napoli, che ha moderato l’evento insieme a Billy Nuzzolillo di “Sannioespress.it”. L’esempio del costo delle assicurazioni a Napoli calza a pennello per descrivere una realtà in cui passare per l’illegalità diventa più semplice e meno costoso. E se la giustificazione dei costi elevati delle polizze è che Napoli è piena di truffatori, Cerino si domanda, non costano molto di più agli assicuratori le stragi del sabato sera che avvengono in tutt’Italia? Le voci del convegno hanno di fatto dato vita a diversi aspetti del problema e a diversi modi di interpretarlo. Aveva esordito il questore di Frosinone Giuseppe De Matteis, che dopo aver citato alcuni passi da “Io speriamo che me la cavo – Sessanta temi di bambini napoletani”, per evidenziare problemi di vecchia data, aveva subito posto l’accento, attualizzando, sulla ricostruzione che avviene dopo i terremoti da parte di ditte camorristiche create ad hoc. «Siamo sempre un passo indietro – ha detto il comandate provinciale dei Carabinieri Antonio Menga per indicare non una mancanza, ma una necessità dettata dal dover studiare quello che i criminali fanno, dal doversi informare, dal dover capire… Una sorta di rincorsa continua in un gioco di guardie e ladri, che gioco non è. E Menga puntualizza: «Anche se non ci sono i morti (per mafia – ndr) non significa che non dobbiamo continuare l’attività investigativa». L’informazione torna sovrana e, convinto assertore della necessità che i cittadini “ci aiutino ad aiutarli”, parafrasando l’espressione usata dal comandante, Menga si fa promotore di alcuni vademecum, realizzati dai Carabinieri, per un cittadino più sicuro ed informato. Tornando all’aspetto economico, non potevano che essere le Fiamme Gialle a parlare della concorrenza scorretta che la criminalità mette in piedi e di riciclaggio. In particolare Antonio De Luca, che ha fatto le veci del comandante Piccinini, ha raccontato di come il volume di affari esagerato, individuato in alcuni esercizi commerciali che hanno una clientela decisamente minore, serva a mettere in atto operazioni illecite. Sergio Procacci foto Alberto ceccon

30 maggio 2012 0

Terremoto in Emilia, allestite nuove aree di accoglienza

Di admin

Continua incessante l’attività dell’intero sistema di Protezione Civile che ormai da giorni opera nelle aree colpite dal sisma dello scorso 20 maggio e da quello che nella mattinata di ieri ha provocato 17 morti, assistendo ormai quasi 15.000 persone.

Si concluderanno tra la serata di oggi e la giornata di domani le operazioni di allestimento di ulteriori 10 tendopoli che si sommano alle 46 strutture coperte, ai 22 campi già funzionanti nei giorni scorsi e alle carrozze delle Ferrovie dello Stato e del Genio Ferroviario che da ieri sono a disposizione nei comuni di Crevalcore e Bondeno. A queste soluzioni si affiancano, poi, le migliaia di posti in strutture alberghiere disponibili grazie alla convenzione firmata dalla Regione Emilia Romagna con Federalberghi.

Sul posto stanno operando oltre 1000 Vigili del Fuoco con più di 300 mezzi, 250 uomini dell’Arma dei Carabinieri, 170 unità della Polizia di Stato in supporto agli uomini già presenti sul territorio, più di 200 unità tra Guardia di Finanza, Centro Operativo Interforze e Corpo Forestale dello Stato, oltre ai 1300 volontari delle colonne mobili delle regioni, 370 delle organizzazioni nazionali e 160 della Croce Rossa Italiana.

Tutte le strutture operative del sistema di Protezione Civile stanno lavorando per assicurare alla popolazione coinvolta la massima assistenza e ridurre i disagi di un evento che ha severamente colpito i cittadini ed il territorio.

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Si schianta contro un camion, a 32 anni, muore agente di Polizia fuori servizio

Di redazione

Ha perso il controllo dello scooter sul quale stava viaggiando e si è schiantato contro un camion che procedeva in senso di marcia contrario. La tragedia si è consumata oggi pomeriggio alle 16 in via Rivalta a Roccasecca. Daniele Paolozzi, 32 anni, agenti di polizia in servizio al Viminale a Roma, ma spesso distaccato alla sezione di polizia stradale di Cassino per brevi periodi, è deceduto questa sera, poco dopo le 19 in ospedale a Cassino dove era stato trasportato in gravissime condizioni. Dopo lo schianto contro il mezzo pesante, l’uomo ha impattato anche contro un palo della pubblica illuminazione per poi rimanere riverso sull’asfalto fino all’arrivo dei soccorritori. Immediatamente trasportato in ospedale a Cassino, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico che, evidentemente non ha dato gli esiti sperati dato che, alle 19, circa, il 32enne è deceduto.

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Violenza sessuale su minore, 75enne di Lanciano condannato a dieci anni di carcere

Di redazione

Dieci anni di carcere, interdizione dai pubblici uffici, risarcimento danni da quantificare in altra sede e diecimila euro di provvisionale. Questa è la pesantissima sentenza emessa questa sera poco prima delle 19 dal giudice del tribunale di Lanciano al termine del processo che vedeva imputato Francewsco Paolo Pasquini, un 75enne di Lanciano accusato di aver abusato di una bambina, figlia di una donna con la quale ha convissuto per qualche mese. La procura di Lanciano ha indagato a lungo sulla turpe vicenda che vedeva coinvolta la bambina e ad innescare le indagine proprio in seguito alle confidenze che la piccola aveva fatto a scuola. Raccontava di cose e situazioni che una della sua età non conosce se non ha, purtroppo, vissuto. Inutile raccontare alla madre ciò che quell’uomo le faceva, per cui, forse le è sembrato anche normale fino a quando un orecchio più attento e sensibile, ha ascoltato il suo grido d’allarme permettendo agli inquirenti della procura frentana, diretti dal procuratore Capo Francesco Menditto, dal suo sostituto Rosaria Vecchi e dal capitano dei carabinieri Massimo Capobianco, di raccogliere elementi su cui la giuria oggi si è trovata a valutare tra cui anche vari accessi a siti pedopornografici e, dopo circa tre opre di camera di consiglio, è stata letta la pesante condanna.

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Carambola mortale sulla via Maria. Muore un 47enne frusinate

Di admin

E’ quanto accaduto la notte scorsa dopo la mezzanotte al km 1+500 della s.R.214 nel territorio del comune di Frosinone. E’ infatti all’attento vaglio degli uomini della polizia stradale di Frosinone, la dinamica dell’incidente avvenuto tra tre auto coinvolte nella carambola. Ad averne la peggio è stato G.M., 47enne di Frosinone, il quale all’arrivo dell’autoambulanza era già deceduto ed i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Gli altri protagonisti dell’incidente hanno riportato lievi lesioni. La salma del deceduto è stata messa a disposizione dell’a.G. Competente ed i veicoli coinvolti sequestrati.

30 maggio 2012 0

Mura di Pico, Legambiente: stop alla vivace coloritura della cinta muraria del centro storico, necessaria verifica del progetto

Di admin

Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo:

Legambiente, da sempre impegnata nella tutela dei piccoli comuni e nella difesa dei piccoli centri urbani, fa proprie le segnalazioni dei cittadini e del “Comitato Pro Centro Storico” e chiede una profonda verifica del progetto di recupero e risanamento di Pico, che prevede l’intonacatura e vivace coloritura di una cospicua parte della cinta muraria che delimita il centro storico. E’ questo il senso della lettera aperta che Legambiente Lazio ha inviato a Giorgio Palandri, Soprintendente per i Beni Architettonici e paesaggistici per le Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo; Anna Imponente, Soprintendenza per i Beni Storici, artistici ed etnoantropologici del Basso Lazio; Giuliana De Vito, Dirigente Area pianificazione paesistica e territoriale Regione Lazio; Federica Galloni, Direttore Regionale Ministero BB CC e di Antonio Pandozzi, Sindaco Pico Farnese, oltre che per conoscenza a Luca Malcotti, Assessore Lavori Pubblici Regione Lazio; Luciano Ciocchetti, Assessore Politiche del Territorio e dell’Urbanistica Regione Lazio.

Il centro storico di Pico -sottolinea la nota-, piccolo Comune di 3mila abitanti in Provincia di Frosinone, è identificato tra quelli vincolati dalle norme di piano, con un perimetro di 73,997 ettari e una fascia di rispetto di 150 metri, secondo il Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (tav. B) adottato con D.G.R. n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007, ai sensi dell’art. 21, 22, 23 della legge regionale sul paesaggio n. 24/98. Il PTPR prevede, inoltre, in modo esplicito all’art. 29 la “tutela dell’integrità fisica (…) del centro storico” ed evidenzia tra i fattori di rischio e di vulnerabilità del paesaggio le “modificazioni dei caratteri tipologici costruttivi, dei materiali, colori, dell’insediamento storico.” Peraltro, prevede che gli interventi di recupero edilizio siano subordinati ad uno Studio di inserimento paesaggistico.

In considerazione, poi, degli artt. 136 e 149 del D. Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 -Codice Urbani-, visto il notevole interesse pubblico rappresentato dal suddetto nucleo e centro storico, e le scelte che rischiano di alterare profondamente “lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici”, l’autorizzazione prescritta, e rilasciata per quanto ci risulta, ha carattere di particolare rilevanza.

In tal senso, Legambiente Lazio -continua la nota- si chiede quali studi preliminari abbiano portato a definire le scelte progettuali, se siano stati compiuti i necessari approfondimenti stratigrafici, se siano fondate le motivazioni che spingono a intonacare e dipingere le facciate, in mancanza di un qualsiasi “piano del colore” che non permette che si “armonizzi con la bellezza d’insieme” (art. 154).

Pico è un piccolo Comune e Legambiente è particolarmente affezionata ai centri di quella piccola grande Italia che costituiscono l’ossatura del Paese, racchiudendo storia, cultura, architettura, paesaggio, da salvaguardare a tutti i costi. Centri a volte abbandonati all’incuria per mancanza di finanziamenti e attenzione, che di certo vanno preservati nei caratteri che ora rischiano di venire deturpati. Per questo -conclude la nota-, conoscendo la sensibilità, la preghiamo di riesaminare il progetto, anche in considerazione della possibili estensione dell’intervento per ora limitato alla cinta muraria esterna all’intero centro storico.

30 maggio 2012 0

Sprechi di Stato nell’orrore del sisma che colpisce le popolazioni dell’Emilia

Di admin

Dal delegato del Cocer della Guardia di Finanza, l’Ispettore Salvatore Scino, riceviamo e pubblichiamo:

Di fronte al dramma, alle vittime, ai feriti ed agli incalcolabili danni provocati dal terremoto in Emilia, che si sommano alla critica situazione sociale ed economica, viene spontaneo chiedersi se sia il caso di spendere soldi (e quanti soldi!) per la tradizionale parata del 2 giugno a Roma. Domanda che per molti Italiani si è tramutata in un appello rivolto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in cui si chiede di annullare tout court la parata del 2 giugno e di destinare le risorse così risparmiate alle popolazioni emiliane colpite dal sisma.

La parata del 2 giugno deve essere un momento di festa, di condivisione nazionale, e non un motivo per dividere le coscienze già fortemente turbate per tutti gli avversi avvenimenti politici, sociali, economici che, da alcuni mesi a questa parte, si stanno abbattendo sull’Italia. Ed ora anche drammaticamente sconvolte dal terremoto che da alcuni giorni sta devastando una delle più laboriose e produttive regioni del nostro Paese.

E’ chiaro che se la popolazione di un ampia parte del territorio nazionale soffre per il sisma, ed una altrettanto, se non più vasta, fetta dell’opinione pubblica ritiene uno spreco, in momenti come questi, spendere risorse per la parata, non è possibile ritenere la manifestazione, nonostante l’elevato valore simbolico, come una Festa che unisca la Nazione. Simbolo di Unità e solidarietà è continuare a soccorrere con generosità ed altruismo le popolazioni colpite dal terremoto, sia materialmente che attraverso altre forme di aiuti ed assistenza. La miglior dedica che si può fare ai nostri concittadini così duramente colpiti è quella di avere il coraggio e la determinazione di annullare questa sfilata già in avanzato stato di organizzazione.

Mi si permetta di dire che è pure una questione di buon gusto. Mi preme ricordare, altresì,che ogni anno, nella sola capitale sono calendarizzate oltre 40 feste tra Corpi di Polizia e delle Forze Armate, tra ricorrenze anniversari e Santi Patroni.

Pertanto, Signor Presidente, con la massima deferenza ed il massimo rispetto che nutro nei Suoi confronti, pur comprendendo le alte motivazioni a mantenere la cerimonia, mi conceda di unirmi al coro di quanti, in queste ore, si stanno rivolgendo a Lei, per chiederLe di annullare la Parata del 2 giugno ai Fori Imperiali a Roma.

30 maggio 2012 0

Ancora una lettera con polvere sospetta a Lanciano, la trovano i dipendenti delle Poste al centro di smistamento

Di redazione

La solita lettera contenente la solita polvere sospetta ha nuovamente gettato nel panico postini e personale delle poste a Lanciano. L’allarme è stato lanciato poco dopo le 11 dalla sede centrale delle poste in via Rosato dove, mentre il personale smistava le missive, è stata notata la solita busta arancione dalla quale fuoriusciva della polvere di colore bianco. Immediato l’allarme e in pochi minuti, così come da protocollo, sono arrivati oltre alle forze di polizia, anche gli esperti dell’Nbcr, il nucleo dei vigili del fuoco specializzato nell’affrontare emergenze chimiche, batteriologiche e radioattive. L’area del rinvenimento della busta è stato recintato ma i servizi dell’ufficio postale non hanno subito problemi. Sette delle persone che sono venute a contatto con la busta sono state portate in ospedale a Vasto per verifiche mediche mentre la lettera è stata portata presso l’istituto di zooprofilassi di Foggia per essere esaminata. Ormai anche il personale di emergenza riesce a gestire queste situazioni con maggiore praticità. Dopo la lettera consegnata a Equitalia, quella ritrovata ad Atessa comunque destinata alla stessa Equitalia di Vasto, le procedure, seppur prudenti, sembrano essersi snellite. In questo caso, la lettera non era destinata a Equitalia ma al responsabile di una azienda di Lanciano.