Procuratore Frosinone: reati in calo nel 2020 ma è tregua da Covid, temiamo impennata

Procuratore Frosinone: reati in calo nel 2020 ma è tregua da Covid, temiamo impennata

15 Marzo 2021 Off Di Redazione

A Frosinone il Covid abbatte i reati di truffa e di furto nel territorio di competenza della procura ciociara, ma fa schizzare il numero delle violenze domestiche. Lo si evince dal rapporto della Procura generale e delle Procure della Repubblica del distretto di Corte d’appello di Roma e lo dice anche Antonio Guerriero che, dal 16 novembre 2020 è procuratore capo di Frosinone. Il periodo di riferimento di cui si possiedono dati, è quello che va dal primo luglio 2019 al 30 giugno 2020, quindi comprensivo dei primi mesi della chiusura più dura per contrastare il Covid. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente le contestazioni per il reato di furto scendono dai 258 casi a 179. Sostanzialmente invariati i furti in abitazione che dai 35 dell’anno precedente, nei primi sei mesi del 2020 si sono attestati a 33. Le rapine, invece, fanno registrare un aumento passando da 40 a 45 compiute nell’anno del Covid. Un omicidio in più nel 2020, ben sei contro i cinque dell’anno precedente.

In diminuzione quasi tutti i reati, ed in particolare il reato di truffa che è stato contestato nel 2020 530 volte contro i 917 dell’anno precedente. A preoccupare, dati alla mano, sono i reati di maltrattamenti in famiglia che dai 128 casi del 2019 passano ai 168 dello scorso anno. “A farne le spese è stata la parte debole delle famiglie – dichiara ad “Agenzia Nova” il procuratore capo di Frosinone Antonio Guerriero – che non sono solamente donne, ma anche bambini, disabili e persone anziane”. A dar ragione al procuratore capo anche un altro dato, quello che ha visto crescere nel periodo del Covid anche il reato di cui all’articolo 612 bis, relativo agli atti persecutori che, da 113 è arrivato a far registrare 139 casi.

A parte dati e numeri relativi allo scorso anno, il procuratore Guerriero, che ha il polso della situazione anche nel periodo attuale, dice di temere “la crescita del fenomeno dei reati relativi alle violenze in famiglia, dei reati informatici come le truffe on line e il furto delle identità virtuali finalizzate proprio al compimento di truffe”. Per fronteggiare la violenza domestica, il procuratore è pronto a “creare uno sportello dedicato a ricevere quel tipo di denuncia con personale appositamente preparato per questo compito”. Per i prossimi mesi, per il capoluogo della provincia ciociara, non ci si aspetta nulla di buono anche in considerazione del fatto che il frusinate è terra compresa tra la Campania e la Capitale e “dove già sono insediati – dice Guerriero – esponenti di spicco di criminalità organizzata come i Casalesi, o di organizzazioni dedite principalmente alle attività legate alla droga collegate con Roma, ma anche le famiglie stanziali di rom dedite non solo alla droga ma anche alle estorsioni e all’usura”.

La crisi che si acutizzerà, secondo Guerriero, fa temere un’impennata anche di furti. “Il disagio sociale – dice il procuratore capo di Frosinone – porta al disagio economico” e di ciò che Guerriero chiama il rischio di “sciacallaggio contro il patrimonio. Complice – dice – anche la complessità dei territori limitrofi, intesi come romano e napoletano, che potrebbero far aumentare le attività predatorie che già sono in forte aumento, ma che temiamo aumentino ancora”.

La procura di Frosinone, nonostante le gravi carenze di personale, non sta a guardare, superando anche le difficoltà del momento di pandemia che ha costretto anche a cambiare metodo e strumenti di lavoro. “La necessità di adottare il telelavoro ha comportato l’obbligo di informatizzare gran parte dei servizi ed in particolare il portale della trasmissione delle notizie di reato per la trasmissione delle notifiche dagli uffici delle forze dell’ordine, direttamente agli uffici della procura. Oppure implementare l’archivio digitale per permetterne la consultazione anche senza venire in procura”. Inoltre il procuratore si è adoperato per siglare una serie di protocolli come quello siglato con la camera penale per il deposito on line o per trasmettere memorie e denunce senza affollare la procura.

“Tutto questo con una situazione drammatica del personale amministrativo che ha perso 10 dipendenti per pensionamento e altri due ne perderà quest’anno; 12 usufruiscono della 104 e 4 sono part-time”. I risultati ottenuti, quindi, sono frutto “dell’abnegazione del personale inteso come magistrati e personale amministrativo, senza il quale non si sarebbe potuto andare avanti”. Guerriero non si sottrae ad una frecciata polemica contro il piano vaccinale: “Mentre le forze dell’ordine – dice – sono già incluse in piani vaccinali, noi magistrati, alcuni anche in età avanzata, e il personale della procura, siamo in attesa di scoprire quando ciò accadrà. Pur essendo a capo della polizia giudiziaria abbiamo collaboratori vaccinati mentre noi non lo siamo”.

Condividi