Processo Mollicone, in aula carabiniere racconta ritrovamento corpo e la reazione di Mottola

Processo Mollicone, in aula carabiniere racconta ritrovamento corpo e la reazione di Mottola

22 Maggio 2021 Off Di Ermanno Amedei

“Il maresciallo Mottola si avvicinò al corpo con un dito toccò lo stinco destro e disse, è appena iniziato il rigor mortis. Per quel che mi hanno insegnato il rigor mortis non si valuta sulle ossa”.

Lo ha detto Gabriele Tersigni, ex comandante della stazione dei carabinieri di Fontana Liri, ieri nell’udienza del processo in corte d’assise di Cassino per l’omicidio di Serena Mollicone, la 18enne di Arce scomparsa il 1 giugno 2001 e trovata morta due giorni dopo in un boschetto all’Anitrella.

Per quel delitto sono imputati il maresciallo ex comandante della stazione di Arce Franco Mottola, il figlio Marco, la moglie Anna Maria, oltre al luogotenente Vincenzo Quadrale e al carabiniere Francesco Suprano.

Marco Mottola, la mamma Anna Maria e l'ex maresciallo Franco Mottola (foto A. Nardelli)

Marco Mottola, la mamma Anna Maria e l’ex maresciallo Franco Mottola (foto A. Nardelli)

Tersigni ha riferito del momento del ritrovamento del corpo della ragazza mentre un altro carabiniere, il maresciallo Francesco Gaudio ha riferito in merito al misterioso ritrovamento del cellulare nella cameretta della ragazza. Gaudio aveva perquisito la cameretta di Serena ed anche il cassetto in cui dopo venne ritrovato il cellulare. Dopo il ritrovamento “feci una annotazione di servizio – ha detto Gaudio – con cui specificai che” nel cassetto “non c’era ciò che cercavo né il telefonino”.