Investire nei giovani significa costruire il futuro
5 Maggio 2026Intervista a Paola Quarta, candidata consigliera per la Lista Orizzonte Comune.
Laureata in Matematica all’Università del Salento, Paola Quarta lavora ogni giorno nei centri didattici a contatto con bambini, ragazzi e famiglie. Da quell’esperienza, fatta di ascolto, pazienza e responsabilità, nasce la sua scelta di mettersi al servizio della comunità di Arnesano.

Paola, ti sei candidata muovendo da un’esperienza professionale molto concreta. Come nasce, in una matematica che lavora con i ragazzi, la vocazione civica?
La matematica ti insegna che ogni problema ha una struttura, e che per risolverlo bisogna partire dai dati reali, non dalle supposizioni. Lavorare ogni giorno con bambini e famiglie mi ha dato qualcosa di ancora più prezioso: la capacità di leggere i bisogni concreti delle persone. Ho visto ragazzi brillanti che non riuscivano a esprimere il loro potenziale per mancanza di strumenti o di supporto. Candidarmi è stata la naturale conseguenza di questa consapevolezza: se conosci un problema da vicino, hai anche il dovere di contribuire a risolverlo.
Nel tuo intervento hai parlato di «non lasciare indietro nessuno». Cosa significa, in termini pratici, inclusione per una comunità piccola come Arnesano?
Significa innanzitutto che i servizi devono essere accessibili a tutti, non solo a chi ha già risorse proprie. Per i ragazzi vuol dire avere spazi attrezzati per lo studio e la formazione, centri estivi che permettano alle famiglie di lavorare con serenità, supporto educativo per chi fa più fatica. Per gli anziani significa non isolarli, ma valorizzarli come risorsa: i progetti intergenerazionali non sono solo attività sociali, sono un modo per tramandare memoria e costruire legami autentici tra generazioni che altrimenti si ignorerebbero.
Hai una formazione scientifica e un lavoro quotidiano con i giovani. Come tradurresti queste competenze nell’attività di consigliera comunale?
La formazione matematica mi ha abituata all’analisi rigorosa, alla valutazione dei dati, alla costruzione di soluzioni verificabili. Non porto in Consiglio slogan, porto metodo. Allo stesso tempo, anni di lavoro nelle aule e nei centri didattici mi hanno insegnato che i numeri da soli non bastano: servono relazioni, fiducia, capacità di ascolto. Quello che voglio portare in Consiglio è esattamente questo binomio, rigore e umanità, che cerco di praticare ogni giorno nel mio lavoro.

I giovani di Arnesano: quali sono le difficoltà che hai osservato più da vicino, e quale risposta concreta potreste offrire?
La difficoltà principale è la mancanza di spazi e opportunità dedicate. I ragazzi hanno bisogno di luoghi dove studiare, creare, stare insieme in modo costruttivo. Non si tratta solo di aprire una biblioteca: serve un progetto educativo vivo, che li coinvolga attivamente, che dia valore alle loro passioni. Penso a spazi di co-studio, a laboratori, a attività formative extrascolastiche che integrino, non sostituiscano, la scuola. Arnesano è piccola, ma la dimensione ridotta può essere un vantaggio: la prossimità permette interventi più mirati e una risposta più rapida ai bisogni reali.
Hai citato anche la terza età. Come si costruisce, concretamente, un dialogo tra giovani e anziani in un paese?
Partendo dalla consapevolezza che entrambe le generazioni hanno qualcosa da offrirsi reciprocamente. Gli anziani portano storia, sapere pratico, memoria del territorio, cose che i ragazzi spesso non conoscono e di cui hanno bisogno per costruire un’identità radicata. I giovani portano competenze digitali, apertura, energia. I progetti intergenerazionali che immagino non sono semplici eventi occasionali, ma percorsi strutturati: laboratori di memoria orale, corsi di alfabetizzazione digitale dove i ragazzi affiancano gli anziani, iniziative culturali che li vedano protagonisti insieme. È da questi incontri che nascono le comunità vere.
Orizzonte Comune ha scelto come simbolo un orizzonte aperto. Cosa rappresenta per te quell’immagine?
Per me l’orizzonte è la direzione, non il limite. È l’idea che ogni comunità, anche la più piccola, può tendere verso qualcosa di migliore se sceglie di farlo insieme, con serietà e con progettualità. Ho scelto Orizzonte Comune perché ho trovato un gruppo di persone che condividono questa visione: non la politica come gestione del potere, ma come servizio al territorio. Anna Solazzo incarna questo approccio, competenza, ascolto, presenza, e io voglio essere parte di quel progetto, portando il mio contributo specifico sui temi che conosco meglio.
Un messaggio finale alle famiglie e ai giovani di Arnesano che ancora stanno decidendo come votare.
Vi chiedo di guardare oltre i nomi e i manifesti, e di chiedervi: chi conosce davvero i vostri bisogni? Chi ha dedicato anni a starvi vicino, ad ascoltarvi, a cercare soluzioni concrete ai vostri problemi? Io ho scelto di candidarmi perché credo che Arnesano meriti un’amministrazione che lavori, che si sporchi le mani, che non smetta mai di ascoltare. Se credete, come credo io, che i nostri figli, i nostri ragazzi e i nostri anziani meritino di meglio, allora avete già trovato la vostra risposta.




