Cassino – Fim, Fiom e Uilm in piazza per l’automotive : “Senza prospettive non c’è futuro”
20 Marzo 2026I lavoratori metalmeccanici insieme ai sindacati confederali Fim, Fiom e Uilm hanno dato vita questa mattina a una manifestazione unitaria per riaffermare l’importanza strategica del comparto automotive per l’economia locale e nazionale. Al centro della mobilitazione, le preoccupazioni legate al futuro dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e delle numerose imprese dell’indotto, messe a rischio dalla transizione verso l’elettrico e dal calo della produzione.
Il corteo ha registrato un’ampia partecipazione, lavoratori, rappresentanti sindacali e cittadini hanno marciato fianco a fianco per sollecitare Governo e azienda a fornire risposte concrete su investimenti, nuovi modelli produttivi e tutele per l’occupazione di migliaia di famiglie del territorio frusinate.
Le parole che arrivano dal palco e dal corteo non lasciano spazio a interpretazioni: la comunità di Cassino chiede certezze. Tra le voci più autorevoli della mattinata c’è quella di Ferdinando Uliano, Segretario Generale Fim Cisl, che ha incalzato duramente sia l’azienda che l’esecutivo.
“Siamo in piazza per dire alla comunità, governo e a Stellantis che c’è la necessità di dare risposte concrete a questo territorio. Questo territorio è caratterizzato di mancanza di impegni ormai da otto anni. Gli ultimi investimenti li abbiamo visti quando sono state lanciate Stelvio e Giulia, da allora solo promesse e non ci sono fatti. Oggi non abbiamo nessuna assegnazione di nuovi modelli a questo stabilimento. Diventa necessario per salvare questo stabilimento, come gli altri in Italia, che il piano di Filosa, quello del 21 maggio del 2026, sia pieno di contenuti. Il governo si deve dare una svegliata, non è possibile che non vengano assegnati fondi, risorse e politiche industriali per un settore strategico come quello dell’auto. Oggi vediamo solo interventi sul fronte della difesa. Qui servono investimenti, servono risposte anche da parte dell’Europa. I lavoratori attendono risposte, il territorio attende risposte concrete, non si può impoverirlo dal punto di vista economico e sociale. Qua c’è il futuro da garantire, da mantenere alle giovani generazioni e alle loro famiglie e quindi noi siamo forti e determinati a pretendere risposte concrete”.
Dal cuore della manifestazione, il Segretario Generale della Fiom Cgil, Michele De Palma, ha lanciato un monito durissimo alle istituzioni e ai vertici del gruppo automobilistico: “Oggi in piazza per dire che sono necessari investimenti per garantire l’occupazione su Cassino. Stellantis si sta trasformando a Cassino in un buco nero per le lavoratrici e i lavoratori, sia di Stellantis che dell’indotto. E questo sta avendo effetti anche su tutte le lavoratrici e i lavoratori che sono anche in altri settori, penso al commercio, penso alle aziende di servizi. Non è un caso che oggi i lavoratori sono la punta di lancia di una battaglia più generale. Oggi ci sono sindaci, ci sono addirittura imprenditori. Perché la verità è che noi abbiamo ragione, perché ci sono oggi 2300 lavoratori, erano 4500 qualche anno fa. E quindi noi vogliamo fermare la chiusura dello stabilimento di Cassino, perché è in atto in questo momento c’è la chiusura dello stabilimento di Cassino. Perché quei pochi lavoratori che ci sono, sono in contratto di solidarietà, sono in cassa integrazione. Quindi noi chiediamo alla Presidente del Consiglio Meloni e all’amministratore delegato Filosa, siccome a maggio ci sarà il nuovo piano industriale, prima di avere un incontro con tutte le organizzazioni sindacali, rappresentanti delle istituzioni della componentistica per garantire il futuro industriale dell’automotive nel nostro paese a partire dalla situazione di Cassino”.



