Porto un metodo, non promesse

Porto un metodo, non promesse

22 Aprile 2026 0 Di Dante Sacco

Gianni Serinelli si presenta ai cittadini di Arnesano

Gianni, lei non è un politico di professione. Chi è?

Sono un uomo che ha trascorso trentasei anni nella grande industria chimica. Ho gestito processi complessi su cantieri sparsi in mezza Europa, ho guidato squadre, ho assunto responsabilità, quelle vere, quelle che non si delegano. Ho iniziato con una maturità tecnica in chimica industriale, poi un diploma universitario in tecnica di igiene e del lavoro, poi un servizio militare prolungato come ufficiale dell’esercito. Non è un curriculum da politico, è vero. È un curriculum da chi sa che le cose si fanno, non si annunciano.

E perché adesso? Perché questa scelta?

Il mio impegno lavorativo va diminuendo,  è una legge anagrafica, non una sconfitta. E quando il lavoro si fa meno, ci si guarda attorno e ci si chiede: che cosa faccio di questa competenza accumulata in tanti anni? Lasciarla lì sarebbe uno spreco. Arnesano è la mia casa dal 1988. Questo territorio mi ha dato radici. Era giusto restituire qualcosa.

Che cosa intende con “competenza al servizio della comunità”?

Intendo esattamente quello che ho fatto per trent’anni: ascoltare chi sa più di me su un tema, raccogliere i dati, costruire un metodo, prendere una decisione. L’industria chimica non perdona l’improvvisazione. Un cantiere che non funziona costa in soldi, in sicurezza, in vite. Ho imparato che per fare bene ci vuole rigore, non improvvisazione. Quella stessa disciplina voglio portarla nell’amministrazione pubblica.

Come giudica la politica locale?

Non voglio fare il processo a nessuno. Dico solo che spesso manca il metodo. Si decide per abitudine, per convenienza, senza coinvolgere chi ha le competenze per aiutare. Arnesano ha professionisti, tecnici, persone che potrebbero dare un contributo straordinario se solo venissero chiamate. Io voglio chiamarle.

Lei parla molto di partecipazione. Non è una parola svuotata?

Lo è diventata, sì. Ma solo perché viene usata senza conseguenze. Partecipazione vera vuol dire convocare le persone prima che le decisioni siano prese, non dopo. Vuol dire ascoltare anche chi non vota per te. Vuol dire, a volte, cambiare idea. Sono abituato a lavorare con persone che sapevano più di me in certi ambiti. Non mi ha mai fatto paura. Anzi, ho sempre cercato queste persone.

Perché Orizzonte Comune? Perché Anna Solazzo?

Perché ho trovato coerenza tra le parole e le intenzioni. Anna Solazzo non mi ha chiesto di portare voti: mi ha chiesto di portare un contributo. Questa differenza non è piccola. Con Orizzonte Comune c’è un progetto, non solo una lista. E un progetto si costruisce con le persone giuste intorno.

Un’ultima cosa: cosa si aspetta da questa esperienza?

Non mi aspetto facilità. Mi aspetto di portare un metodo dove spesso manca. Mi aspetto di ascoltare più di quanto parlerò. E mi aspetto che Arnesano, alla fine, non subisca il futuro, ma lo costruisca con un nuovo metodo.