Dalla parte delle persone, sempre
27 Aprile 2026Simona Ianne, candidata consigliera nella lista civica Orizzonte Comune con Anna Solazzo sindaca.
C’è una misura del lavoro civile che non si apprende nei manuali né si acquisisce nei corridoi del potere: si forma nel tempo, nell’ascolto quotidiano, nel contatto diretto con chi ha bisogno. Simona Ianne, nata a Lecce nel 1973, Coordinatrice provinciale della Confederazione AEPI e volontaria di lunga data accanto ad anziani e minori, porta nella lista Orizzonte Comune di Arnesano esattamente questa misura, fatta di concretezza, responsabilità e visione. L’abbiamo incontrata per capire cosa significa, oggi, candidarsi al consiglio comunale con la consapevolezza di chi conosce il territorio da dentro.

Simona, partiamo da lei. Chi è Simona Ianne prima ancora che candidata?
Sono una persona che ha scelto, in ogni momento della propria vita professionale e personale, di stare vicino agli altri. Ho lavorato in una casa alloggio per anziani, in un ente di formazione, e da anni mi occupo di supportare professionisti e piccole imprese attraverso AEPI. Ma accanto al lavoro, c’è sempre stato il volontariato: anni trascorsi con minori in difficoltà, con anziani che a volte hanno solo bisogno di qualcuno che ascolti davvero. È da lì che viene tutto. Non da una carriera politica, non da un posizionamento strategico. Da lì.
La sua esperienza con AEPI la porta quotidianamente a contatto con il tessuto produttivo locale. Che idea si è fatta dello sviluppo economico di Arnesano?
Arnesano ha risorse che non vengono valorizzate abbastanza. Ha un patrimonio paesaggistico, una storia, una qualità della vita che potrebbero attrarre investimenti, turismo di prossimità, nuove forme di imprenditorialità. Ma le piccole imprese, i professionisti, i lavoratori autonomi spesso si sentono soli. Non trovano interlocutori istituzionali all’altezza dei loro bisogni. Io conosco quella solitudine, la conosco dall’interno. E so anche che con gli strumenti giusti, orientamento, formazione, reti associative, si possono costruire opportunità reali. Non slogan: fatti.

Parla spesso di ascolto come valore fondante. Ma in politica, ascoltare non basta sempre. Come coniuga ascolto e decisione?
L’ascolto non è passività. È il presupposto di ogni decisione giusta. Se non capisci davvero di cosa hanno bisogno le persone, le famiglie, gli anziani, i giovani che non trovano lavoro e pensano di andarsene, finisci per costruire progetti per te, non per loro. Ho imparato questo lavorando con chi è fragile: la fragilità ti insegna la precisione. Non puoi permetterti risposte generiche quando hai davanti qualcuno che ha bisogno di una soluzione concreta, adesso. Questo metodo voglio portarlo nell’azione amministrativa.
Giovani, spazi pubblici, opportunità: parole che ricorrono spesso nella sua presentazione. Cosa intende concretamente?
Intendo che un paese che perde i suoi giovani si svuota, e non solo demograficamente. Si svuota di energia, di idee, di futuro. Gli spazi pubblici, una piazza curata, un luogo di aggregazione davvero accessibile, un centro di aggregazione giovanile che funzioni, non sono lussi: sono infrastrutture civili. Sono luoghi dove si forma il senso di comunità, dove chi arriva da fuori si sente accolto e chi cresce ad Arnesano ha motivo di restare. Io voglio lavorare perché questi luoghi esistano davvero, non solo nelle promesse elettorali.
Il Cantiere delle Idee è stato il suo percorso di avvicinamento alla politica civica. Cosa ha portato con sé da quell’esperienza?
Ho portato la conferma che la politica può nascere dal basso, dalla concretezza delle relazioni, dalla volontà collettiva di fare meglio. Il Cantiere delle Idee mi ha insegnato che il civismo non è un ripiego rispetto alla politica dei partiti: è spesso la forma più onesta di partecipazione, quella in cui le persone si riconoscono perché vedono facce note, storie reali, impegno verificabile. Con Orizzonte Comune sento di portare avanti quella lezione, con Anna Solazzo al fianco, con un gruppo che ha scelto di mettersi in gioco senza calcoli, solo per amore del territorio.
Cosa si augura per Arnesano al termine di un mandato guidato da Anna Solazzo?
Mi auguro un paese in cui le persone più fragili siano meno sole, i giovani abbiano ragioni concrete per restare, le piccole imprese trovino interlocutori capaci. Mi auguro spazi pubblici che parlino di cura e di bellezza, non di abbandono. Mi auguro una comunità che si riconosca tale: non perché lo scriva qualcuno in uno slogan, ma perché lo si vive ogni giorno, in ogni piccola scelta amministrativa fatta con serietà e rispetto. Non promesse: impegno concreto. Non parole: presenza.



