Al Rione Riesci Anna Solazzo presenta la sua candidatura con dodici voci, un progetto, nessuno slogan

Al Rione Riesci Anna Solazzo presenta la sua candidatura con dodici voci, un progetto, nessuno slogan

5 Maggio 2026 0 Di Dante Sacco

Lunedì 4 Maggio la candidata sindaca di Orizzonte Comune ha iniziato il tour dei comizi nel Rione Riesci con un discorso che mette al centro il parco archeologico, la partecipazione reale e una lista costruita sulla pluralità.

Arnesano (Le). È nel Rione Riesci, il cuore antico di Arnesano, il quartiere che porta nel sottosuolo le tracce più dense della memoria collettiva del paese, che Anna Solazzo ha scelto di presentare la sua candidatura a sindaca per la lista civica Orizzonte Comune. Un luogo non casuale: il parco archeologico, le cave, il palinsesto di pietra e terra che definisce l’identità profonda di questo angolo del Salento sono stati il primo banco di prova di un discorso che ha puntato deliberatamente sulla concretezza, rinunciando alle formule consumate della retorica elettorale.

Con lei, nella piazza, i dodici candidati consiglieri della lista: dodici storie radicate nel territorio, dodici competenze distinte, dodici voci che la candidata ha presentato non come cornice decorativa della propria candidatura, ma come asse portante di un progetto collettivo. «Non una lista costruita attorno a un nome», ha detto Solazzo, «ma un progetto che il nome lo scrive insieme, giorno per giorno». Una dichiarazione che suona come presa di distanza esplicita dalle candidature personalistiche che hanno segnato il recente panorama amministrativo locale.

Il Riesci come caso programmatico

Il passaggio più atteso e più denso del discorso ha riguardato proprio il rione che ospitava l’incontro. Solazzo ha nominato con precisione gli strumenti: l’adozione della Carta Archeologica per avere meno limiti nella gestione del patrimonio immobiliare, il recupero delle cave dismesse come spazi di cultura e socialità, la valorizzazione del parco in chiave turistica e scientifica. Non enunciazioni vaghe, ma misure identificabili, verificabili, sottoponibili a rendiconto pubblico a fine mandato. «Questo territorio è stato amministrato come un problema invece che come una risorsa», ha detto la candidata, con una formula che sintetizza anni di occasioni mancate attorno a un patrimonio che poche realtà del Salento possono vantare.

La partecipazione come struttura, non come slogan

Uno dei nodi più esplicitamente politici del discorso ha riguardato il rapporto tra amministrazione e cittadinanza attiva. Solazzo ha riconosciuto apertamente che la partecipazione è stata, nella stagione politica precedente, uno strumento retorico pre-elettorale sistematicamente disatteso dopo il voto. La risposta programmatica è stata altrettanto esplicita: rilancio del Consiglio dei ragazzi, ripristino della consulta delle associazioni e della consulta giovanile, non come adempimenti formali ma come meccanismi reali di indirizzo e controllo dell’azione di governo. «La partecipazione vista come ingerenza invece che come risorsa», ha detto, «produce una politica scolorita, normalizzata, asfittica». Il riferimento alla gestione uscente non è stato nominativo, ma era riconoscibile.

Altrettanto netto il posizionamento sulle associazioni di territorio: realtà musicali, sportive, culturali, teatrali che Solazzo ha descritto come «energia viva» troppo spesso lasciata operare in solitudine, senza il sostegno e la sinergia che un’amministrazione attiva dovrebbe garantire per statuto.

Dodici candidati come garanzia strutturale

Il riferimento ai dodici candidati consiglieri ha attraversato l’intero discorso come filo portante, non come citazione di servizio. Solazzo ha costruito attorno alla pluralità della lista un argomento politico preciso: nessuna decisione sarà il frutto di un pensiero unico, nessuna scelta sarà blindata in un cerchio ristretto. In un contesto comunale dove i personalismi hanno spesso soffocato il dibattito interno alle coalizioni, la sottolineatura della collegialità come valore fondativo suona come impegno pubblico, registrabile e esigibile.

Tra i dodici figurano candidati alla prima esperienza amministrativa accanto a chi ha già percorso tratti della strada istituzionale. Solazzo ha commentato questo mix con una nota personale: «È molto bello osservare lo spirito e l’entusiasmo di chi si avvicina per la prima volta». Un entusiasmo che, ha lasciato intendere, non è ingenuità politica ma risorsa genuina in un paese che ha bisogno di volti nuovi tanto quanto di competenze consolidate.

Il patto con i cittadini

La chiusura del discorso ha ridefinito nei termini di un patto esplicito il rapporto tra lista e comunità. Non una delega in bianco consegnata il giorno del voto, ma un impegno bilaterale: l’amministrazione che governa con la porta aperta, i cittadini che continuano a fare la loro parte con segnalazioni, critiche, presenza attiva. «La porta del Comune non è il confine tra chi governa e chi viene governato», ha detto Solazzo: «è una soglia che si attraversa insieme, nei due sensi». Una formula che riassume con precisione l’impianto filosofico della candidatura e che sarà il primo impegno su cui Orizzonte Comune, se eletta, sarà chiamata a rispondere.