Categoria: Pescasseroli

18 Dicembre 2019 0

Lauretta, l’orsa del Centro Visite di Pescasseroli, è morta

Di Antonio Nardelli
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Avevamo raccontato lo scorso 15 novembre dei problemi di salute che stavano affliggendo l’orsa Lauretta, ospite del Centro Visite del Parco a Pescasseroli da quando fu trovata, nel lontano 1993, quasi moribonda da alcuni escursionisti tedeschi, che pesava circa 3kg. Nutrita e accudita dal personale del Parco, riuscì a superare la crisi, ma fu destinata ad essere l’ambasciatrice della propria specie per migliaia di turisti e visitatori presso il Centro Visite. Ad agosto di quest’anno, alla bella età di 25 anni e analogamente a Yoga, aveva iniziato a manifestare problemi nell’assumere la posizione quadrupedale, con una forte rigidità di tutto il treno posteriore e ripercussioni sulla regolare deambulazione. Portata a Roma presso la Clinica Veterinaria Monte Verde per una serie di accertamenti sanitari finalizzati a diagnosticare le cause, si era potuto accertare la presenza di numerose ossificazioni intervertebrali diffuse su tutta la colonna toracica e lombare, che proprio per la loro numerosità non hanno consentito di intervenire chirurgicamente per la loro rimozione. L’unica soluzione possibile era stata quella di procedere con un nuovo ciclo di trattamenti a base di cortisone per valutare eventuali miglioramenti e successivamente decidere per ulteriori analisi cliniche e diagnostiche compatibili con il quadro descritto, comunque poco rassicurante vista anche l’età. Purtroppo, nonostante le cure quotidiane prestate dal veterinario del Parco, non ci sono stati miglioramenti significativi e anzi agli inizi di dicembre è stato addirittura riscontrato un peggioramento, con perdita di sensibilità agli arti posteriori, tanto che l’orsa si era procurata delle lesioni mordendosi le falangi del piede sinistro. Il quadro clinico ulteriormente peggiorato dalla totale insensibilità agli arti posteriori, anche alla luce di ulteriori consulti con altri veterinari ha fatto pensare ad una malattia degenerativa grave a livello neurologico e non ad una patologia infiammatoria, come si era pensato in un primo momento. Tutte le cure apportate nei giorni dopo il 9 dicembre non sono servite a risolvere una situazione ormai troppo compromessa che ha portato alla morte di Lauretta nella notte di domenica scorsa. Così anche Lauretta, come Yoga, ci ha lasciato, dopo aver svolto per tanti anni il compito di ambasciatrice dell’orso marsicano, facendosi fotografare e ammirare nei loro comportamenti quotidiani da migliaia di visitatori che hanno potuto così “sentire” più vicini questi splendidi animali. Lauretta, come Yoga e Sandrino, continueranno ad accompagnarci nel percorso di divulgazione per migliorare la sensibilità e l’attenzione verso la specie simbolo del Parco, ancora minacciata e per questo al centro dei nostri sforzi di tutela e conservazione.

2 Dicembre 2019 0

Le fototrappole ‘catturano’ la lontra confermandone la presenza sul Sangro

Di Antonio Nardelli

Il primo segno di presenza della lontra a monte della diga di Barrea risale all’estate del 2018 dopo oltre 40 anni dall’ultima segnalazione certa. Questa importante novità ha spinto il Parco ad avviare un nuovo censimento sistematico della specie che nel 2019 ha interessato l’intero territorio per cercare di confermare la presenza della specie e, ove possibile, capire quanti individui hanno ricolonizzato il nostro territorio. Il nuovo lavoro di monitoraggio è stato affidato all’Università del Molise, nello specifico alla prof.ssa Anna Loy, che con il suo gruppo di ricerca negli ultimi anni ha maturato una grande esperienze e professionalità sulla specie. Il lavoro che ha consentito di esplorare sistematicamente il fiume Sangro ed i suoi affluenti alla ricerca dei segni di presenza caratteristici della specie, è stato integrato dal fototrappolaggio presso i siti di marcatura della specie e affiancato da un primo tentativo di applicazione di una nuova tecnica di monitoraggio genetico che consente la caratterizzazione di una comunità di organismi attraverso l’analisi di campioni di sedimenti terrestri e di acqua prelevati da laghi e fiumi. Le attività di campo condotte nel corso del 2019 hanno portato alla conferma della presenza della specie lungo il corso del fiume Sangro in tutto il tratto compreso tra la località Pescasseroli e la diga di Barrea. La distribuzione dei siti positivi rilevati nell’estate del 2019 indica che la lontra a monte della diga di Barrea è da considerarsi una presenza non più occasionale, essendo ancora presente nell’area a distanza di un anno dalle prime segnalazioni del luglio 2018 ed essendo ancora presente nonostante l’evento estremo di piena alluvionale del fiume Sangro dell’ottobre 2018. Inoltre, grazie a due fototrappole posizionate in corrispondenza di altrettanti siti di marcatura della specie, è stato possibile registrare la presenza di un numero minimo di due individui adulti, uno dei quali sicuramente maschio, e localizzare un sito di riposo certamente visitato. Le immagini che vi mostriamo quindi sono le prime della lontra lungo il corso del Sangro dopo 40 anni e, oltre all’impatto emozionale derivante dall’avere conferma che la regina dei fiumi è tornata nel Parco, hanno un grande valore scientifico, perché confermano il buono stato di salute del Sangro e di tutti i suoi affluenti, evidenza oggettiva dell’efficacia della azioni di conservazione messe in campo sino ad oggi a difesa dell’ambiente fluviale. Il lavoro di monitoraggio ovviamente proseguirà nei prossimi mesi i modo da dare continuità ad un’azione prioritaria per l’Ente e più in generale per la specie nell’Italia peninsulare.

2 Dicembre 2019 0

Le fototrappole ‘catturano’ la lontra confermandone la presenza sul Sangro

Di Antonio Nardelli

Il primo segno di presenza della lontra a monte della diga di Barrea risale all’estate del 2018 dopo oltre 40 anni dall’ultima segnalazione certa. Questa importante novità ha spinto il Parco ad avviare un nuovo censimento sistematico della specie che nel 2019 ha interessato l’intero territorio per cercare di confermare la presenza della specie e, ove possibile, capire quanti individui hanno ricolonizzato il nostro territorio. Il nuovo lavoro di monitoraggio è stato affidato all’Università del Molise, nello specifico alla prof.ssa Anna Loy, che con il suo gruppo di ricerca negli ultimi anni ha maturato una grande esperienze e professionalità sulla specie. Il lavoro che ha consentito di esplorare sistematicamente il fiume Sangro ed i suoi affluenti alla ricerca dei segni di presenza caratteristici della specie, è stato integrato dal fototrappolaggio presso i siti di marcatura della specie e affiancato da un primo tentativo di applicazione di una nuova tecnica di monitoraggio genetico che consente la caratterizzazione di una comunità di organismi attraverso l’analisi di campioni di sedimenti terrestri e di acqua prelevati da laghi e fiumi. Le attività di campo condotte nel corso del 2019 hanno portato alla conferma della presenza della specie lungo il corso del fiume Sangro in tutto il tratto compreso tra la località Pescasseroli e la diga di Barrea. La distribuzione dei siti positivi rilevati nell’estate del 2019 indica che la lontra a monte della diga di Barrea è da considerarsi una presenza non più occasionale, essendo ancora presente nell’area a distanza di un anno dalle prime segnalazioni del luglio 2018 ed essendo ancora presente nonostante l’evento estremo di piena alluvionale del fiume Sangro dell’ottobre 2018. Inoltre, grazie a due fototrappole posizionate in corrispondenza di altrettanti siti di marcatura della specie, è stato possibile registrare la presenza di un numero minimo di due individui adulti, uno dei quali sicuramente maschio, e localizzare un sito di riposo certamente visitato. Le immagini che vi mostriamo quindi sono le prime della lontra lungo il corso del Sangro dopo 40 anni e, oltre all’impatto emozionale derivante dall’avere conferma che la regina dei fiumi è tornata nel Parco, hanno un grande valore scientifico, perché confermano il buono stato di salute del Sangro e di tutti i suoi affluenti, evidenza oggettiva dell’efficacia della azioni di conservazione messe in campo sino ad oggi a difesa dell’ambiente fluviale. Il lavoro di monitoraggio ovviamente proseguirà nei prossimi mesi i modo da dare continuità ad un’azione prioritaria per l’Ente e più in generale per la specie nell’Italia peninsulare.

2 Dicembre 2019 0

Le fototrappole ‘catturano’ la lontra confermandone la presenza sul Sangro

Di Antonio Nardelli

Il primo segno di presenza della lontra a monte della diga di Barrea risale all’estate del 2018 dopo oltre 40 anni dall’ultima segnalazione certa. Questa importante novità ha spinto il Parco ad avviare un nuovo censimento sistematico della specie che nel 2019 ha interessato l’intero territorio per cercare di confermare la presenza della specie e, ove possibile, capire quanti individui hanno ricolonizzato il nostro territorio. Il nuovo lavoro di monitoraggio è stato affidato all’Università del Molise, nello specifico alla prof.ssa Anna Loy, che con il suo gruppo di ricerca negli ultimi anni ha maturato una grande esperienze e professionalità sulla specie. Il lavoro che ha consentito di esplorare sistematicamente il fiume Sangro ed i suoi affluenti alla ricerca dei segni di presenza caratteristici della specie, è stato integrato dal fototrappolaggio presso i siti di marcatura della specie e affiancato da un primo tentativo di applicazione di una nuova tecnica di monitoraggio genetico che consente la caratterizzazione di una comunità di organismi attraverso l’analisi di campioni di sedimenti terrestri e di acqua prelevati da laghi e fiumi. Le attività di campo condotte nel corso del 2019 hanno portato alla conferma della presenza della specie lungo il corso del fiume Sangro in tutto il tratto compreso tra la località Pescasseroli e la diga di Barrea. La distribuzione dei siti positivi rilevati nell’estate del 2019 indica che la lontra a monte della diga di Barrea è da considerarsi una presenza non più occasionale, essendo ancora presente nell’area a distanza di un anno dalle prime segnalazioni del luglio 2018 ed essendo ancora presente nonostante l’evento estremo di piena alluvionale del fiume Sangro dell’ottobre 2018. Inoltre, grazie a due fototrappole posizionate in corrispondenza di altrettanti siti di marcatura della specie, è stato possibile registrare la presenza di un numero minimo di due individui adulti, uno dei quali sicuramente maschio, e localizzare un sito di riposo certamente visitato. Le immagini che vi mostriamo quindi sono le prime della lontra lungo il corso del Sangro dopo 40 anni e, oltre all’impatto emozionale derivante dall’avere conferma che la regina dei fiumi è tornata nel Parco, hanno un grande valore scientifico, perché confermano il buono stato di salute del Sangro e di tutti i suoi affluenti, evidenza oggettiva dell’efficacia della azioni di conservazione messe in campo sino ad oggi a difesa dell’ambiente fluviale. Il lavoro di monitoraggio ovviamente proseguirà nei prossimi mesi i modo da dare continuità ad un’azione prioritaria per l’Ente e più in generale per la specie nell’Italia peninsulare.

2 Dicembre 2019 0

Le fototrappole ‘catturano’ la lontra confermandone la presenza sul Sangro

Di Antonio Nardelli

Il primo segno di presenza della lontra a monte della diga di Barrea risale all’estate del 2018 dopo oltre 40 anni dall’ultima segnalazione certa. Questa importante novità ha spinto il Parco ad avviare un nuovo censimento sistematico della specie che nel 2019 ha interessato l’intero territorio per cercare di confermare la presenza della specie e, ove possibile, capire quanti individui hanno ricolonizzato il nostro territorio. Il nuovo lavoro di monitoraggio è stato affidato all’Università del Molise, nello specifico alla prof.ssa Anna Loy, che con il suo gruppo di ricerca negli ultimi anni ha maturato una grande esperienze e professionalità sulla specie. Il lavoro che ha consentito di esplorare sistematicamente il fiume Sangro ed i suoi affluenti alla ricerca dei segni di presenza caratteristici della specie, è stato integrato dal fototrappolaggio presso i siti di marcatura della specie e affiancato da un primo tentativo di applicazione di una nuova tecnica di monitoraggio genetico che consente la caratterizzazione di una comunità di organismi attraverso l’analisi di campioni di sedimenti terrestri e di acqua prelevati da laghi e fiumi. Le attività di campo condotte nel corso del 2019 hanno portato alla conferma della presenza della specie lungo il corso del fiume Sangro in tutto il tratto compreso tra la località Pescasseroli e la diga di Barrea. La distribuzione dei siti positivi rilevati nell’estate del 2019 indica che la lontra a monte della diga di Barrea è da considerarsi una presenza non più occasionale, essendo ancora presente nell’area a distanza di un anno dalle prime segnalazioni del luglio 2018 ed essendo ancora presente nonostante l’evento estremo di piena alluvionale del fiume Sangro dell’ottobre 2018. Inoltre, grazie a due fototrappole posizionate in corrispondenza di altrettanti siti di marcatura della specie, è stato possibile registrare la presenza di un numero minimo di due individui adulti, uno dei quali sicuramente maschio, e localizzare un sito di riposo certamente visitato. Le immagini che vi mostriamo quindi sono le prime della lontra lungo il corso del Sangro dopo 40 anni e, oltre all’impatto emozionale derivante dall’avere conferma che la regina dei fiumi è tornata nel Parco, hanno un grande valore scientifico, perché confermano il buono stato di salute del Sangro e di tutti i suoi affluenti, evidenza oggettiva dell’efficacia della azioni di conservazione messe in campo sino ad oggi a difesa dell’ambiente fluviale. Il lavoro di monitoraggio ovviamente proseguirà nei prossimi mesi i modo da dare continuità ad un’azione prioritaria per l’Ente e più in generale per la specie nell’Italia peninsulare.

23 Aprile 2011 0

Terremoto, scossa di magnitudo 2.7 in provincia de L’Aquila e Frosinone

Di Ermanno Amedei

Un terremoto di magnitudo 2.7 ad una profondità di 8,6 chiloemtri è avvenuto alle prime luci dell’alba nell’aquilano. I comuni che si trovano nel raggio di 10 chilometri dall’epicentro sono Collelongo (Aq), Gioia Dei Marsi (Aq), Lecce Nei Marsi (Aq), Ortucchio (Aq), Villavallelonga (Aq) mentre quelli compresi tra i 10 e i 20 chilometri sono Broccostella (Fr), Campoli Appennino (Fr), Pescosolido (Fr), Posta Fibreno (Fr), Sora (Fr), Anversa Degli Abruzzi (Aq), Balsorano (Aq), Bisegna (Aq), Cerchio (Aq), Civita D’Antino (Aq), Collarmele (Aq), Luco Dei Marsi (Aq), Morino (Aq), Ortona Dei Marsi (Aq), Pescasseroli (Aq), Pescina (Aq), San Benedetto Dei Marsi (Aq), San Vincenzo Valle Roveto (Aq), Trasacco (Aq).