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12 Settembre 2018 0

Impianto rifiuti ad Anagni, Fioramonti (M5S): “Basta, abbiamo già dato”

Di admin
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ANAGNI – “Abbiamo già dato, tanto, troppo. La nostra è una valle martoriata, deturpata e si dovrebbe pensare a un serio piano di risanamento ambientale. Invece no.”

Lo si leggi in una nota a firma di Fernando Fioramonti,  Portavoce MoVimento 5 Stelle del comune di Anagni.

“Di nuovo c’è chi pensa di poter  continuare a violentare la nostra terra presentando l’ennesimo progetto per un impianto di smaltimento rifiuti, pericolosi per giunta. Infatti è stato pubblicato sul sito della regione Lazio un procedimento in corso di verifica di assoggettabilità a VIA – Valutazione Impatto Ambientale (vedi foto).

Tale impianto tratterebbe, tra le altre cose, anche  rifiuti che provengono dalla rottamazione delle auto.

Sorgerebbe di fronte all’ISAM, in piena area industriale e la capacità sarà di circa 45.000 ton/anno, di cui la metà saranno rifiuti pericolosi.

Bisogna ricordare che tutta la zona industriale del comune di Anagni è nel SIN. Che la qualità dell’aria è compromessa. Che il depuratore non funziona. Che c’è un’alta incidenza di patologie tumorali e cardiache. Che ci hanno tolto i servizi sanitari essenziali.

Allora le domande sorgono spontanee.

Ma non c’è una moratoria (Delibera CC 8/17), votata all’unanimità nella scorsa legislatura, che vieta la presenza di questo tipo di impianti?

Ma qualcuno al comune si sta occupando di preparare le osservazioni da presentare? E i pareri per questo impianto? Non è che dobbiamo preoccuparci e il comune ha già dato parere positivo?

Perché queste cose vengono sempre presentate ad Agosto quando tutti sono in ferie?

Il tempo stringe e i termini per presentare le osservazioni scadono a breve, il 22 settembre per la precisione.

Forse è ora di farsi sentire li dove si danno queste autorizzazioni, li dove non tengono mai in considerazione chi ci vive intorno a questi impianti.

Basta con il fumo negli occhi e soprattutto nei polmoni! Occorrono certezze, abbiamo necessità che qualcuno difenda il nostro diritto di vivere in un ambiente sano dove si possa cominciare finalmente a respirare aria pulita!”

 

2 Ottobre 2017 0

Chiusaroli (FI): “Abbiamo il dovere di cambiare passo”

Di redazionecassino1

“Con l’operazione verità abbiamo fatto chiarezza sulla reale esposizione debitoria del comune di Cassino e abbiamo smascherato chi, per cinque e passa anni, ha mentito spudoratamente ai cittadini facendo credere di aver risanato le casse dell’ente. Niente di più falso.

Ora però occorre cambiare passo e cominciare a lavorare per riuscire a mettere in pratica il nostro programma elettorale. Nei limiti del possibile visto e considerate le condizioni dell’ente. Ci sono progetti da portare avanti e che possono permettere l’attivazione di nuovi processi di crescita e sviluppo per Cassino”. Lo ha dichiarato il consigliere comunale e capo gruppo di Forza Italia, Rossella Chiusaroli.

“E’ palese che non basta, per saper amministrare, addossare le colpe a chi ci ha preceduto, è palese però che le colpe dell’amministrazione Petrarcone sono evidenti. Abbiamo perso cinque anni si, ma ora c’è bisogno di una svolta. Dobbiamo essere bravi a metterci di impegno per trovare delle soluzioni economiche per riuscire ad attuare il nostro programma elettorale. A breve partiranno i lavori per quanto concerne la Rotatoria Via Di Biasio/Viale Bonomi nei pressi del San Raffaele e ci stiamo adoperando per riuscire, entro breve tempo, per riuscire a restituire, anche dal punto di vista strutturale, Piazza Labriola alla città di Cassino dopo aver riqualificato già molte aree della città, come ad esempio Piazza De Gasperi, Piazza Toti e Piazza XIV febbraio.

Il gruppo di Forza Italia è unito e coeso e vuole guidare questo cambio di marcia dell’amministrazione D’Alessandro.

Abbiamo un ruolo fondamentale nella gestione politico amministrativa della città di Cassino. Non possiamo quindi rimanere inermi a guardare una disastrosa situazione finanziaria. Si deve lavorare e crescere e come primo movimento politico di questa amministrazione di centro destra ed è evidente che noi dobbiamo svolgere un ruolo importante per stimolare determinati processi”. Ha concluso il consigliere comunale e capo gruppo di Forza Italia, Rossella Chiusaroli.

 

30 Maggio 2017 0

D’Alessandro: “Abbiamo cercato in tutti i modi di salvare l’acquedotto”

Di redazionecassino1

“E’ del tutto evidente che per quanto concerne la vicenda Acea nessun rilievo può essere mosso alla mia Amministrazione che fin dal suo insediamento ha cercato in tutti i modi di salvare l’acquedotto del Comune di Cassino dalla multinazionale romana. Purtroppo ancora una volta paghiamo l’inerzia del passato e le altrui dimenticanze.

Abbiamo cercato di far valere il ristoro da Acquacampania come un diritto acquisito inalienabile se non previa corresponsione di un equo indennizzo. Cosa che nessuno aveva mai fatto in tutto l’iter della vicenda giudiziaria”. Lo ha dichiarato il Sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro.

L’ovvietà di tale ineludibile conclusione è stata nel corso del giudizio rafforzata anche nei tentativi che Acea ha posto in essere per ottenere un’utenza da Acquacampania senza tuttavia conseguirla, aggirando il rapporto tra la società campana ed il Comune di Cassino che come noto è di ristoro specifico.

Per tutelare questo diritto e nella speranza di far comprendere ad Acea che senza una sua utenza la consegna non serviva a nulla, ho dovuto assumere l’ordinanza del 10 settembre 2016 in cui evidenziavo questa circostanza e sollecitavo la stessa Acea a munirsi di fonti di approvvigionamento.

Su questa ordinanza è giunta proprio oggi la sentenza del Consiglio di Stato n. 2532 del 23 marzo la quale pure ha condiviso che senza l’approvvigionamento idrico la mera consegna degli impianti rappresenterebbe una formalità inidonea alla gestione del servizio; però la pronuncia, da quanto è dato comprendere, ad una prima lettura sembrerebbe in modo paradossale individuare nel Comune di Cassino il soggetto obbligato ad approvvigionare Acea.

Anche chi non conosce bene i rapporti all’interno dell’Ato sa bene che tale conclusione è errata perché sono Acea quale gestore e Ato gli obbligati nei confronti dei comuni e non viceversa.

Ci auguriamo che la sentenza possa costituire l’occasione per una riflessione seria sulla vicenda perché paradossalmente nel cassare la mia ordinanza si da ragione al comune dove dice che senza l’approvvigionamento idrico la consegna è inefficace e che quindi il buon senso faccia mettere la parola fine alla vicenda con una soluzione che parta dalle contrapposte posizioni e ne consideri i punti di contatto e garantisca i servizi ed i diritti della cittadinanza di Cassino”. Ha concluso il Sindaco D’Alessandro.

 

15 Maggio 2017 0

Piedimonte al voto. Ferdinandi: “Abbiamo incontrato il Commissario, nessun dissesto finanziario. Avversari fermino macchina del fango”

Di redazionecassino1

Piedimonte San Germano – Pubblico delle grandi occasioni sabato sera. Piazza Municipio gremita di cittadini, simpatizzanti, curiosi, indecisi, famiglie e anche qualche avversario nascosto dietro le siepi di oleandro che costeggiano la piazza, forse lì per paura di farsi vedere ma curioso di ascoltare quello che avevano da dire i dodici candidati consiglieri della lista Piedimonte#ORA e Gioacchino Ferdinandi aspirante Sindaco. La campagna elettorale a Piedimonte è anche questo, tutto regolare, tutto rientra nei “giochi” che da qui all’11 giugno si terranno in città per decretare chi sarà il successore del Commissario ma soprattutto per riportare in paese un primo cittadino e un governo forte, autorevole e competente in grado di amministrare per i prossimi cinque anni. Piedimonte#ORA si è presentata ai suoi concittadini: diversi volti nuovi e alla prima esperienza, ci sono anche ex amministratori, sei donne e sei uomini, un candidato sindaco trentacinquenne, avvocato, che mastica di politica da quando è nato e che in apertura di discorso è apparso emozionato ma determinato a presentare, come lui stesso ha sottolineato, “una squadra di amici, di professionisti ma soprattutto di persone oneste”. “E’ un momento storico, del quale rimarrà traccia per sempre, è il momento in cui insieme a questi amici, dopo esserci guardati negli occhi, abbiamo detto basta, Piedimonte merita di più. Alcuni di loro già li conoscete – ha detto dal palco Ferdinandi – sono stati amministratori per un anno e mezzo, ed io la loro spina nel fianco tra i banchi dell’opposizione”. E poi la prima bordata del candidato Sindaco agli avversari, forse un po’ troppo polemici verso i quattro ex assessori della Giunta Nocella, caduta di fatto per mano di sette consiglieri della stessa maggioranza. “Sono stati amministratori con delega ingessata – ha chiarito Ferdinandi – con qualcuno dietro le quinte che voleva dirgli cosa fare, come fare, lo stesso che voleva soffocare la loro autonomia nelle scelte e che pensava di utilizzarli solo a fini elettorali per poi imbavagliarli per cinque anni”. Parole forti che hanno rimbombato nella piazza, strappando un sentito applauso da parte dei tanti cittadini presenti. “Nutro profonda stima per i quattro – ha continuato Ferdinandi – per il coraggio che hanno avuto nel tagliare quel cordone ombelicale della vecchia e trapassata politica. Ora sono liberi, senza manipolatori e in grado di porre in essere per Piedimonte le scelte giuste”. E a proposito di vecchia politica, Ferdinandi ha voluto fare nel suo discorso anche un passaggio chiave su suo padre, ex amministratore comunale, e sull’avversario Urbano. “Mi capita spesso di confrontarmi con lui – ha detto riferendosi al padre – a volte di scontrarmi su scelte del passato che non hanno contribuito allo sviluppo di Piedimonte. In parte anche mio padre è responsabile della situazione attuale. Ma Piedimonte è cambiata. L’unica cosa però che non cambia è proprio la squadra di Urbano, con l’unica differenza rispetto al passato che oggi sono coalizzati contro di noi pur di continuare imperterriti in quella gestione disastrosa che ha condotto il paese alla paralisi. Se questo non è attaccamento alla sedia ditemi voi che cos’è?. D’altronde, sono talmente affezionati alla sedia che l’hanno portata anche al loro comizio di apertura. A mio padre lo ringrazio per le cose buone che ha fatto, per avermi trasmesso la passione per la politica e anche per aver capito quando era il momento di farsi da parte e lo ha fatto”. Poi il passaggio sul programma elettorale che per il candidato Sindaco Ferdinandi “è una cosa seria, una promessa di impegno nei confronti dei cittadini che ti danno fiducia, il sentiero da percorrere. Date un’occhiata a quelli vecchi, confrontateli con la realtà e domandatevi: quanto è stato realizzato e quante promesse sono state mantenute?”. Piedimonte #ORA ha basato il suo documento programmatico, dopo una lunga campagna di ascolto fra i cittadini durata oltre quaranta giorni, su tre progetti cardine: “Piedimonte città dell’industria”, “Piedimonte città della memoria”, “Piedimonte teniamoci d’occhio”. “Industria, memoria ed ambiente – ha sottolineato Ferdinandi – sono settori fondamentali, rispetto ai quali riteniamo di porre in essere azioni di sviluppo tese a garantire uno slancio concreto per il paese. Non possiamo sottovalutare che a Piedimonte esista uno dei più grandi stabilimenti d’Italia, la Fca, risorsa fondamentale. Non dobbiamo commettere l’errore, come è avvenuto in passato, di considerarla solo un serbatoio di voti. Un’amministrazione che si rispetti promuove iniziative per uno sviluppo occupazionale, predispone tavoli tecnici con la dirigenza Fca, l’Università e il comparto delle piccole e medie imprese. Piedimonte deve diventare parte integrante e protagonista delle politiche di espansione di questo stabilimento”. Dopo aver sviscerato il programma elettorale della sua squadra, Gioacchino Ferdinandi non ha lesinato parole forti verso una campagna del fango artatamente organizzata per mettere in ombra quanto di buono è stato fatto dall’amministrazione Nocella. “Parlano di dissesto, il più delle volte dicono cose non vere pur di buttare fango sugli ex assessori – ha detto – bisogna dire la verità, la gente deve sapere che venerdì 5 maggio, il Commissario prefettizio, alla presenza mia, di Urbano e della Maiuccaro ha comunicato che la situazione economica finanziaria dell’Ente non è né in dissesto e né tantomeno in pre-dissesto. Lo stesso Commissario ha anche risolto il problema del debito fuori bilancio nei confronti della RSA ed ha confermato l’indirizzo politico dei quattro ex assessori. Ma questo, però, loro non lo dicono. Ai signori del fango gli è rimasta una cosa sola da fare: contestare l’operato del Commissario, magari con qualche lettera ‘top secret’, e non mi meraviglierei se questo accadesse”. L’aspirante sindaco Ferdinandi ha chiuso con un appello alla piazza, ai concittadini: “è il momento che tanto aspettavamo: Piedimonte con le sue potenzialità deve alzare la testa e togliersi definitivamente i panni di comparsa per vestire quelli da protagonista”.

Di seguito l’elenco dei candidati della lista Piedimonte#ORA – Ferdinandi Sindaco

1. Veronica Avella (35 anni, Avvocato) 2. Claudio Calao (39 anni, Avvocato) 3. Leonardo Capuano (37 anni, Ingegnere delle telecomunicazioni) 4. Carlo Cerrito (43 anni, Avvocato) 5. Valerio D’Alessandro (40 anni, Dipendente FCA, Dirigente sindacale) 6. Vincenza De Bernardis (42 anni, Resp. risorse umane ristorazione FCA, Rappr. sindacale) 7. Nunzio Di Palma (41 anni, Operaio specializzato) 8. Gioacchino Marchetti (37 anni, Funzionario Agenzia delle Entrate) 9. Donatella Massaro (39 anni, Assistente sociale) 10. Francesca Pannone (30 anni, Studentessa) 11. Elena Spiridigliozzi (45 anni, Commercialista) 12. Marialisa Tomassi (37 anni, Biologa, Imprenditrice)

7 Maggio 2017 0

Piedimonte al voto. Ferdinandi e Avella: “Abbiamo carte in regola per diventare smart city”

Di redazionecassino1

Piedimonte San Germano – Nona tappa per il “Tour della Proposta” del candidato a primo cittadino di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi. Il gruppo capeggiato dal trentacinquenne avvocato incontrerà i cittadini fino al 9 di maggio prossimo per presentare progetti, idee e proposte del movimento civico Piedimonte#ORA. Sabato 6 maggio, alle ore 18.30, il tour ha fatto tappa in via Napoli. Ad accompagnare l’aspirante Sindaco Gioacchino Ferdinandi vi era una dei dodici sostenitori della sua candidatura, Veronica Avella. E’ stata proprio quest’ultima ad introdurre l’argomento – alla presenza dei componenti il Comitato di quartiere nato spontaneamente a sostegno del movimento civico in via Napoli – e a presentare il progetto Piedimonte #ORAsicura. “Saremo in grado di prenderci le nostre responsabilità una volta in Comune – ha rassicurato Veronica Avella – e lo faremo con lo spirito giusto ma soprattutto stando attenti alle esigenze e alle problematiche dei nostri concittadini. Siamo una squadra di alto profilo, composta da persone serie, oneste e libere da vincoli. Sono felice e convinta sempre di più che il sostegno che questo gruppo sta dando giorno dopo giorno a Gioacchino Ferdinandi sarà fondamentale per portare il nostro progetto politico al governo di Piedimonte. Tante sono le cose che abbiamo in testa e che vogliamo realizzare – ha continuato Avella – e che interessano il progetto Piedimonte#ORAsicura. Come, ad esempio, la riqualificazione dell’illuminazione stradale esistente tramite soluzioni di ultima generazione a led, che porterà benefici alle casse comunali perché farà ridurre drasticamente sia i costi dei consumi energetici che quelli della manutenzione; l’ampliamento della rete di videosorveglianza sulle strade principali e nelle zone più sensibili della città, per scongiurare fenomeni delinquenziali e, argomento che sta particolarmente a cuore ai cittadini, lavoreremo per migliorare la sicurezza stradale in punti nevralgici di Piedimonte, innanzitutto sensibilizzando l’opinione pubblica con campagne di comunicazione mirate e coinvolgendo le Istituzioni scolastiche e il mondo del Volontariato”. A Veronica Avella ha fatto eco il candidato Sindaco Gioacchino Ferdinandi. “Dopo la campagna di ascolto fra la gente – ha spiegato Ferdinandi – ho percepito che i cittadini iniziano a fidarsi di noi e del nostro progetto di governo, che poggia le sue fondamenta sugli interessi di Piedimonte e della sua gente. Noi dimostreremo che abbiamo il coraggio di prendere decisioni forti e fare delle scelte chiare, concrete e tangibili. E’ per questo motivo che trovo decisamente assurdo che a due passi dal centro cittadino esistano ancora oggi vie non asfaltate o che vi siano carenze sull’illuminazione pubblica o semplicemente che vi siano strade pericolose, magari proprio davanti gli istituti scolastici. La nostra idea è trasformare Piedimonte in una “smart city”, una città intelligente, pianificata, ottimizzata nell’urbanistica e con servizi pubblici innovativi e all’avanguardia. Una città di ultima generazione, magari cominciando ad installare tabelloni elettronici informativi, per finire con l’informatizzazione della pubblica amministrazione, tutto per rafforzare e rendere più semplice il rapporto con i cittadini. Una volta in Comune sarà nostro primo obiettivo pianificare un piano di interventi mirato a manutenzioni ordinarie e straordinarie. Scioglieremo tutti i nodi critici – ha concluso Ferdinandi – per far ripartire tutti quei lavori di riqualificazione e miglioramento della viabilità del nostro Paese. Piedimonte deve diventare un paese virtuoso, sicuro e moderno. Noi ci stiamo mettendo la faccia e sono convinto che riusciremo a cambiare volto ad una città che per troppo tempo è vissuta nell’ombra”.

5 Maggio 2017 0

Piedimonte al voto. Ferdinandi: “Abbiamo energie e coraggio per fare una città moderna”

Di redazionecassino1

Piedimonte San Germano – Settima tappa per il “Tour della Proposta” del candidato a primo cittadino di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi. Il gruppo capeggiato dal trentacinquenne avvocato incontrerà i cittadini fino al 9 di maggio prossimo per presentare progetti, idee e proposte del movimento civico Piedimonte#ORA. Giovedì 4 maggio, alle ore 19, il tour ha fatto tappa in via Pastrengo a Piedimonte San Germano. Ad accompagnare l’aspirante Sindaco Ferdinandi vi era uno dei dodici sostenitori della sua candidatura, Carlo Cerrito. E’ stato proprio quest’ultimo, davanti ad un folto gruppo di residenti, simpatizzanti e cittadini ad introdurre l’argomento e a presentare il progetto Piedimonte #ORAmoderna. “Una città sul cui territorio insiste uno stabilimento automobilistico fra i più automatizzati d’Europa, un’industria che vanta di essere 4.0, non può non essere moderna e al passo con i tempi – ha detto Cerrito -. E’ sulla base di questo che Piedimonte #ORA ha messo nero su bianco alcuni progetti che sicuramente serviranno a migliorare e a far crescere il paese e a dare quel valore aggiunto di modernità di cui ha bisogno. Fra le cose che maggiormente ci stanno a cuore vi sono: il Documento Programmatico di Indirizzo (D.P.I.) e la formalizzazione del Piano Regolatore (P.U.G.C.), oltre al bisogno di investire e potenziare le energie alternative per creare risparmio e risorse. Ma nei nostri programmi ci saranno anche la redazione di un Piano Urbano della Mobilità, al fine di migliorare l’assetto del traffico veicolare, della mobilità ciclistica e il piano dei parcheggi. Un occhio di riguardo lo avremo anche per il monitoraggio delle problematiche relative alla fornitura idrica (ACEA ATO 5) e del gas (ATEM FR 2 – Est), oltre alla riqualificazione delle aree cimiteriali, tramite studio di ipotesi di ampliamento, soprattutto per il Cimitero nella parte Alta. Inoltre – ha concluso Cerrito – c’è un progetto che potrà essere realizzato a breve termine: la “Casa dell’Acqua”, una struttura che eroga acqua potabile ad un costo molto contenuto, che permetterà di ridurre notevolmente l’utilizzo della plastica, salvaguardando l’ambiente ed azzerando i costi pubblici dello smaltimento”. A Cerrito ha fatto eco il candidato Sindaco Gioacchino Ferdinandi. “Sembrerà banale – ha sottolineato – ma i problemi più urgenti riguardano la manutenzione dello spazio pubblico, della rete idrica, fognaria e del metanodotto esistente che sono interventi sui quali si può intervenire solo attraverso Acea e Atem. Troppi marciapiedi rotti, troppa sporcizia, troppi parchi abbandonati, questo ci ha fatto notare la gente nel Tour dell’Ascolto. Lo spazio pubblico è un simbolo di modernità se curato: non ci si sente pienamente cittadini di fronte all’abbandono delle cose che sono di tutti. Ho capito in quaranta giorni di ascolto che il Comune per i cittadini è il marciapiede sotto casa rotto da venti anni o la perdita idrica che non viene riparata o semplicemente una fontana in piazza disattiva. Noi – ha affermato Ferdinandi – lavoreremo molto su questo per ridare a Piedimonte e ai sui cittadini quel senso di appartenenza ad una comunità. Ma per fare questo, una volta Sindaco, la mia prima urgenza sarà quella di convocare tutte le persone che lavorano per il Comune e condividere con loro l’idea che operare nel pubblico impiego non è un lavoro come gli altri, ma una missione ed un onore. L’obiettivo sarà motivare queste persone perbene che ho già conosciuto da consigliere di minoranza, con loro mi voglio impegnare per far fare a Piedimonte quel salto di qualità di cui ha bisogno per essere città moderna e al passo con i tempi. Un salto di qualità che da troppo tempo viene prospettato, promesso, ma che ancora non è arrivato. Oggi siamo ad un bivio, c’è bisogno di chi ha il coraggio e le energie giuste per trasformare la nostra città in un luogo europeo. Mi sono candidato – ha concluso Ferdinandi – per guidare questo cambiamento, altrimenti restiamo una piccola città bloccata da troppe incrostazioni che impediscono di cambiare ciò che va cambiato e di far funzionare ciò che adesso fa comodo che non funzioni”.

31 Marzo 2017 0

Monticchio; aumento tari dipende da pessima gestione di petrarcone. noi abbiamo limitato i danni!

Di redazionecassino1

“Siamo riusciti a limitare i danni politici cagionati dai nostri predecessori sulla raccolta differenziata. Abbiamo dovuto purtroppo riconoscere, a causa di alcune scelte sbagliate della passata amministrazione, un lieve aumento della Tari per un dedito fuori bilancio lasciatoci in eredità a cui si sono aggiunti i maggiori oneri per l’espletamento del servizio e del bando pubblicato”. Lo ha dichiarato il consigliere comunale Presidente della Commissione Urbanistica, Claudio Monticchio.

“Infatti, la giunta Petrarcone aveva aumentato in modo ingiustificato, di circa 50.000 euro mensili il costo del servizio per la raccolta differenziata. Conosco perfettamente la materia e non permetto che l’opposizione parli a vanvera cercando di strumentalizzare il tutto per fini di propaganda elettorale. Tra l’altro le elezioni sono passate da un bel po’. Capisco che la sconfitta brucia, ma credo che ormai se ne dovrebbero fare una ragione. Ma andiamo in ordine: quando nel 2015 l’amministrazione Petrarcone lavorava alla proroga del contratto per il servizio della raccolta differenziata e al nuovo bando di gara, scrissi una lettera, in qualità di presidente della Confconsumatori Frosinone, richiedendo di stabilire nelle condizioni, chi doveva incassare i proventi della raccolta differenziata, in forza dell’accordo quadro Conai-ANCI. Si trattava di mettere nero su bianco il soggetto autorizzato ad incassare i corrispettivi provenienti dalla vendita dei materiali. In caso di incasso da parte della ditta, il Comune avrebbe avuto l’onere di detrarre il ‘guadagno’ dal costo che si sostiene per erogare il servizio. Cosa ha fatto la precedente amministrazione in questo caso? E’ rimasta a guardare la luna lasciando scadere il contratto di servizio, rimanendo in attesa di pubblicazione del nuovo bando, prevedendo un aumento di circa 50 mila Euro mensili, senza alcun ristoro per l’ente municipale per la vendita dei materiali raccolti. È come se pagassimo 2 volte! Ed ecco perché l’aumento era inevitabile e siamo stati davvero molto bravi a limitare il disagio causato da queste persone che con metodi induttivi hanno condotto una pessima politica finanziaria che ha portato il comune di Cassino sull’orlo del dissesto finanziario”.

 

 

1 Dicembre 2016 1

Il Colosseo in Europa ce l’abbiamo solo noi. Bisogna buttarlo giù

Di admin

di Max Latempa

Il Colosseo in Europa ce l’abbiamo solo noi. Bisogna buttarlo giù.

Il Duomo di Milano così com’è c’è solo da noi, bisogna modificarlo.

Da altre parti nel mondo la pizza la fanno con la marmellata, dobbiamo farla così anche noi, ci dobbiamo adeguare. E dobbiamo asfaltare anche i canali di Venezia, perché nessun’altra città è così.

Anche i templi di Agrigento sono a rischio perché ce li hanno uguali solo in Grecia, e lì se la passano male. Vogliamo fare la fine dei greci?

La Costituzione Italiana è obsoleta. Il bicameralismo paritario non ce l’ha nessuno, bisogna eliminarlo, altrimenti siamo indietro.  Il sistema della doppia Camera blocca il grande lavoro dei politici e le leggi vanno molto a rilento. Il promoter Matteo Renzi giustifica così il suo progetto di modifica costituzionale che il referendum dovrà sancire o meno.

Allora bisogna che qualcuno rammenti al promoter, che in passato ha paragonato l’ Italia ad un cellulare e la settimana scorsa addirittura ad un Suv, alcune piccole ma banali cose:

Il bicameralismo paritario, come lo chiama lui, è noto universalmente come bicameralismo perfetto e la sola parola indica che di meglio non c’è. Questo sistema ha fatto andare avanti l’Italia per decenni e ci ha fatto diventare una delle prime cinque potenze mondiali. Ha garantito pluralismo, libertà, rappresentatività anche delle minoranze. E’ stato in grado di prendere decisioni difficili e critiche. Ha tolto la fiducia quando doveva. Ha permesso di affrontare il dopoguerra senza ulteriori spargimenti di sangue e, solo per questo, andrebbe rispettato molto di più.

Purtroppo però ora le cose non vanno bene. E Renzi ci vuole far credere che la colpa è della Costituzione. Ma se il più bel palazzo della città più bella del mondo è infestato di ladri, farabutti, voltagabbana e puttanieri non è che si butta giù il palazzo. Si cacciano gli inquilini. E si mettono, al loro posto, persone perbene. Novecento politici onesti che fanno molto bene il loro dovere sono una risorsa per il paese, non un peso. A chi conviene veramente l’eliminazione di una camera? Certamente non al popolo.

Allora Renzi, se veramente vuole fare un qualcosa di utile per gli italiani, ha due strade da percorrere.

La prima è quella di lasciar perdere la povera Costituzione e di fare tre leggi semplici: una che inasprisca di molto le pene per i corrotti, una che impedisca il cambio di partito agli eletti ed una elettorale, che permetta di inserire di nuovo le preferenze, in maniera che il popolo elegga veramente i suoi rappresentanti.

La seconda è quella di togliere immediatamente il disturbo e di anticipare i tempi, andando a fare il consulente di una banca o per una multinazionale di cellulari o di Suv.

Max Latempa

22 Novembre 2016 0

D’Alessandro; non abbiamo mai avuto paura dei ricorsi. Sgomberare le strutture in via Vaglie

Di redazionecassino1

“Di certo non abbiamo mai avuto paura dei ricorsi al Tar. Ma la sostanza non cambia, secondo gli atti in possesso del comune di Cassino e le comunicazioni della Asl, i richiedenti asilo politico non possono soggiornare nelle palazzine di via Vaglie. C’è una ricca documentazione fotografia che testimonia le condizioni di vita degli 87 immigrati, che di certo non rispettano le normative vigenti. Pertanto, rinnovo l’invito a sgomberare le strutture nel rispetto dei diritti e della salute delle persone che al momento vi risiedono”. Lo ha dichiarato il Sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro. “La condizione abitativa è elemento essenziale nella determinazione del grado di integrazione di ogni persona e dei nuclei familiari nella collettività e che l’accezione di abitazione rappresenta il significato ben più ampio di ambiente che deve possedere dei requisiti minimi di base, ben definiti, che permettono ad ogni individuo di soddisfare i propri bisogni primari tra i quali le condizioni igienico-sanitarie, lo svolgimento di attività lecite senza impedimenti e privazioni, costituendo un aspetto centrale della vita quotidiana di ciascun individuo. Ove vengono meno tali presupposti, si determina una limitazione del diritto soggettivo alla tutela della salute ed al benessere di ciascun individuo e dei suoi familiari e che, laddove se ne riscontri la necessità e l’urgenza per garantire il suo esercizio, occorra intervenire in forza del potere-dovere riconosciuto in capo al Sindaco quale autorità Locale Igienico-Sanitaria e di Pubblica Sicurezza nei limiti delle funzioni affidategli dalla legge. Alla luce di tutto ciò se davvero qualcuno vuole il bene delle 87 richiedenti asilo e ci tiene a rispettare le regole sia dia da fare per l’immediato sgombro delle Palazzine di Via Vaglie, dopo di che sarebbe opportuno che se Formuland ritiene che le carte sono a posto, le porti in visione presso l’ufficio tecnico del Comune in modo da aprire un confronto serio sullo stato degli atti che riguardano le strutture in questione. Secondo quanto emerso dai sopralluoghi e dall’indagini dei tecnici comunali non risulta alcuna istanza per il rilascio di autorizzazione agli scarichi delle acque reflue, come non risultano rilasciati titoli abilitativi edilizi relativi ai tre fabbricati per gli immobili e nemmeno certificati di agibilità/abitabilità ai sensi degli art. 24-25 del D.P.R 380/2001. Inoltre non risultano depositati altresì certificati di conformità degli impianti elettrici, idraulici, attestazione di prestazione energetica. Se qualcuno può o vuole dimostrare il contrario si faccia avanti carte alla mano, ma prima, per la sicurezza delle persone si sgomberino gli edifici di via Vaglie”. Ha concluso il Sindaco Carlo Maria D’alessandro.

24 Giugno 2009 2

Abbiamo superato i 1000 contatti quotidiani

Di admin

La spedizione dei mille L’8per mille Mille lire Mille miglia Mille giorni di te e di me Mille e una notte Uno su mille ce la fa Mille papaveri rossi Anno mille Mille domande Mille parole Mille risposte Mille idee Mille 1000 Mille volte Mille grazie A tutti voi, con orgoglio. La redazione