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16 Aprile 2019 0

Notre Dame, il giustificato imbarazzo dell’uomo contemporaneo

Di admin
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PARIGI – Dovremmo essere nell’epoca ove tutto è possibile. Dovremmo essere i detentori di una forza ed una conoscenza tali da poter tutelare i nostri beni culturali. Eppure siamo qui, in questa insonne notte umida a guardare fuoco e lapilli di basalto che illuminano l’orizzonte parigino. Siamo noi inermi e lo sono anche i parigini. Siamo confusi e cerchiamo di capire cosa stia accadendo. Abbiamo di colpo la consapevolezza che la materia è effimera. La materia tende a trasformarsi e scomparire. L’arte è fatta di materia; del resto un arco rampante é in calcare e basalto. Una guglia è fasciame di legno e metallo. Ed il tempo li accompagna, stressandoli ed invitandoli alla trasformazione. Noi, i contemporanei, dovremmo anticipare se non veicolare il tempo.

Dovremmo, con la pretesa di fermarlo, porre l’accento sulle criticità dei monumenti. Invece i risultati ci rendono molto più mediocri e fallibili di ogni generazione precedente. Noi, gli Italiani, abbiamo perso tra i tanti col fuoco i teatri Fenice e Petruzzelli, coi terremoti una vela di Cimabue e la cupola della cattedrale di Noto. Con e per la guerra perdemmo l’Abbazia di Montecassino. Tutti monumenti ricostruiti. Tutti episodi del tempo nel tempo. Ora abbiamo un altro Petruzzelli ed un altro teatro Fenice. Una idea di Cimabue perso tra frammenti e ricordi ed un’altra cupola a Noto. Ora guardiamo un differente monastero benedettino a Montecassino. Il tempo e l’uomo hanno tolto il primato e l’eccellenza a quei monumenti.

Ora hanno una storia differente talvolta infame e mascherata. Ma continuano a raccontarsi. Così va fatto per Notre Dame de Paris. Con la sua storia fiera che Napoleone volle monumentalizzare cancellando la ferocia dei rivoluzionari che la smembrarono. Napoleone stesso era stato un rivoluzionario.

Violett le Duc, architetto e padre del restauro interpretativo, ripropose un gotico onirico e teatrale ripercorrendo un simile approccio sentimentale che portò la penna di Victor Hugo a tracciare il solco sull’occhio di Quasimodo ed allo stesso modo con la sua narrazione ad evitare che i fatiscenti muri di Notre Dame de Paris venissero definitivamente demoliti.

Oggi siamo parte di una storia che ci imbarazza. Siamo tempo perso canta ancora Stefano Belluzzi in un circo imbarazzato che tace e aspetta che la notte finisca. Domattina si dovrà scegliere se e come sperare che Esmeralda possa ancora offrire dell’acqua a Quasimodo sulla gogna durante la fustigazione. Quell’acqua che stanotte sarebbe stata davvero preziosa per la Nostra Signora di Parigi.

Dante Sacco, Progetto Summa Ocre.

4 Marzo 2010 0

“Una zingara a Notre Dame”, spettacolo e solidarietà per rilanciare il teatro Manzoni

Di redazione

E’ stata presentata questa mattina il musical “Una zingara a Notre Dame”, che si terrà sabato 6 marzo alle ore 21.00 al Teatro Manzoni di Cassino. Lo spettacolo è patrocinato dalla Provincia di Frosinone e dal Comune di Cassino ed è organizzato dalla compagnia teatrale Musical Art e dall’associazione Ma.Vi. Eventi. La conferenza è stata introdotta da uno degli organizzatori, Maurizio Simonelli, che ha spiegato la genesi dello spettacolo e lo spirito della compagnia che, pur essendo una compagnia amatoriale, ha raggiunto risultati eccezionali ed è riuscita a mettere in scena uno spettacolo di altissimo livello. Sulla stessa linea Paolo Fiorillo, uno dei principali ideatori e organizzatori dello spettacolo, che, con passione, è riuscito a portare avanti uno spettacolo ambizioso e che certamente riscuoterà un grande successo di pubblico. Fiorillo ha spiegato anche l’idea di unire il progetto del musical a un’iniziativa di beneficienza come quella che permetterà a questo spettacolo di sostenere la Casa della Carità di Cassino. L’Assessore alla Cultura del comune di Cassino Beniamino Papa ha sottolineato l’impegno personale e dell’Amministrazione Comunale a favore dei giovani. Il Comune di Cassino sta lavorando per il rilancio del Teatro Manzoni, e anche questo spettacolo, che unisce arte e beneficienza, segna un’importante tappa in questa direzione che vuole puntare alla promozione di una struttura che dà lustro alla nostra città. In conclusione, un saluto anche da Fabio Alescio che, con la sua Società Nuove Strategie, sta gestendo il Teatro Manzoni. Anche lui ha sottolineato l’importanza di uno spettacolo che veda coinvolti i giovani: si tratta di un tassello essenziale nella rinascita di un teatro cittadino che deve prevedere non solo spazi per le compagnie professionali, ma anche spazi per le compagnie amatoriali.

Cast Sul palcoscenico si esibiranno 7 cantanti attori, 17 danzatori e 3 acrobati. Il cast è composto da musicisti e cantanti provenienti dal cassinate che vantano una notevole esperienza nell’ambito della scena musicale locale e che hanno avuto modo di esibirsi anche in manifestazioni nazionali (Accademia di San Remo, Arezzo Wave, Bologna Music Festival, Atina Jazz) e da danzatori e acrobati che hanno lavorato all’interno di importanti realtà del mondo dello spettacolo.

Il Cast: Esmeralda: Daniela Di Ponio Quasimodo: Pasquale di Ruzza Frollo: Paolo Fiorillo Gringoire: Giovanni Covato Febo: Daniele Nicolò Clopin: Mauro Carducci Fiordaliso: Tiziana Stavole

La regia è affidata a Chiara Gaudino, giovane artista attiva da diversi anni anche nel ruolo di attrice. Le coreografie sono curate da Erminia Veglia e Giovanni Scura, danzatori, coreografi e insegnanti attivi da diversi anni in Italia in teatro e in televisione. La gestione del video e delle luci e il coordinamento tecnico sono affidati a Fabio PACITTI, la cui indiscussa professionalità ha contribuito al successo di numerosi spettacoli teatrali, manifestazioni e concerti. L’organizzazione generale è di Maurizio Simonelli, il quale attraverso radio, televisione e organizzazione di eventi accompagna da oltre 20 anni la crescita culturale locale.

Il musical In questo genere ogni particolare risulta indispensabile per la riuscita dello spettacolo, dai costumi dalla scenografia includendo regia, coreografie e luci senza dimenticare gli attori (o meglio, performers) che devono essere in grado di comunicare emozioni ricorrendo, spesso contemporaneamente, a discipline come la recitazione, la danza e il canto. Una zingara a Notre Dame è un musical ispirato a Notre Dame de Paris, capolavoro di Victor Hugo del 1831, affresco della Parigi medievale e della sua cattedrale gotica. La compenetrazione di sublime e grottesco e la mescolanza di stili e registri presenti nell’opera dell’autore francese vengono esaltati dalla musica, dalle coreografie e dalla scenografia. Il palco viene utilizzato nelle sue tre dimensioni ed il trucco e i costumi di scena del cast caratterizzano perfettamente ogni personaggio.