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14 Maggio 2019 0

Apre a Rocca Priora ambulatorio odontoiatrico della Asl

Di admin
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ROCCA PRIORA –  “E’ stato attivato Presso la Casa della Salute di Rocca Priora l’Ambulatorio di Odontoiatria per vulnerabilità sociale e sanitaria”.

Lo si legge in una nota della Asl Rm6.

“Un servizio che è presente per la prima volta nel territorio dei Castelli: “Abbiamo fortemente voluto l’attivazione di questo ambulatorio”, commenta nella stessa nota il Direttore generale della Asl Roma 6, Narciso Mostarda, “perché la nostra priorità è investire in risorse umane e tecnologiche per la costruzione di una rete di servizi primari che tutelino la salute della popolazione più fragile”. “Il servizio – continua la nota -è rivolto ai titolari di esenzione ticket per reddito e ai pazienti in condizioni di vulnerabilità sanitaria con esenzione per le patologie definite dal dca n. 586/15. Gli aventi diritto possono prenotare la prima visita presso il Poliambulatorio della Casa della Salute di Rocca Priora (primo piano) lunedì, mercoledì, giovedì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e martedì dalle ore 14.00 alle ore 16.00. Al momento della prenotazione è necessario esibire la tessera sanitaria, l’attestazione della condizione di avente diritto (verbale invalidità civile, tessera di esenzione ticket, mod. ODO 01) e il modello Isee in corso di validità. Alla prima visita l’odontoiatra deciderà le modalità di prosecuzione delle cure o l’invio ad altro servizio. Per maggiori informazioni rivolgersi al Poliambulatorio della Casa della Salute di Rocca Priora, al primo piano, il lunedì, mercoledì, giovedì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e il martedì dalle ore 14.00 alle ore 16.00”.

11 Marzo 2019 0

Picchia la moglie e la “vende” su Internet a Rocca Priora, marito condannato a nove anni

Di admin

ROCCA PRIORA – Sembrava un classico intervento per una lite tra coniugi ma, quello compiuto il pomeriggio del 24 aprile dello scorso anno dai carabinieri del Norm di Frascati a Rocca Priora, ha svelato una vicenda intrisa di violenza, droga, sfruttamento della prostituzione che a distanza di poco meno di un anno è culminata con una sentenza di condanna in primo grado a nove anni di carcere per il marito.

Quando i militari arrivarono trovarono una coppia che litigava e due bambini, i loro figli, terrorizzati. Ma la denuncia che la donna presentò subito dopo essere stata refertata al pronto soccorso, dove i medici le riscontrarono lividi su tutto il corpo ed anche bruciature di sigarette, fu raccapricciante e che portò i carabinieri ad approfondire le indagini fino all’arresto dell’uomo accusandolo di violenza, violenza sessuale e istigazione e sfruttamento alla prostituzione.

Raccontò di brutali violenze sessuali, di pestaggi, fino alla sua stessa vendita su internet come un oggetto sessuale, tutto per procurarsi la cocaina di cui erano dipendenti. Nella sua deposizione in tribunale a Velletri, la vittima ha raccontato di come la situazione fosse peggiorata negli ultimi anni, fino a dover subire bestiali violenze sessuali punitive per essersi allontanata di casa nel tentativo di sfuggire al suo aguzzino da cui però doveva tornare se voleva rivedere i figli. Raccontò di come il marito pubblicava post per procacciarle clienti e anche per se stesso e come incassava i soldi delle prestazioni. Tutto fino a quel 24 aprile dello scorso anno quando ha trovato il coraggio di denunciare il suo aguzzino facendolo arrestare. Ed infatti, ammanettato e scortato da tre uomini della polizia penitenziaria del Carcere di Velletri in cui è recluso, martedì mattina il marito è entrato nell’aula del tribunale per essere ascoltato dal tribunale collegiale presieduto dal giudice De Angelis che lo avrebbe giudicato. Ha risposto quindi alle domande della pubblica accusa sostenendo di non aver mai picchiato la moglie e che quelle ecchimosi sul corpo se l’era procurate da sola o durante un rapporto sessuale con qualche suo cliente.

L’uomo ha raccontato di aver scoperto solamente nel 2017 che la moglie si prostituiva procacciandosi clienti su internet e che il lavoro nei night club non era di semplice ballerina. Da allora, però, anche perché lui disoccupato, avevano iniziato a prostituirsi insieme procacciando clienti maschi su internet fino a quando non ha scoperto il 24 aprile che il loro cliente più assiduo, quello che quando li ingaggiava in coppia sborsava 200 euro, aveva ingaggiato per tutta la notte solamente lei per ben 500 euro. Ha detto che di quell’uomo non ci si poteva fidare e che la moglie non sarebbe andata da sola e per questo è scoppiata la lite in seguito alla quale sono arrivati i carabinieri.

Nelle fasi dibattimentali, a parte gli investigatori, la vittima e gli imputati non hanno dato contributi altri testimoni per cui molto o quasi tutto il giudizio si è formato concentrandosi su quanto dichiarato dai due e sulle indagini di polizia giudiziaria

Alla fine, dopo circa un’ora di camera di consiglio il collegio ha condannato l’uomo a nove anni di carcere, quanti ne aveva chiesti la pubblica accusa e l’avvocato della vittima costituitasi come parte civile.

Ermanno Amedei  

Foto tratta da web