pubblicato il31 marzo 2017 alle 15:52

Arrestato l’autore di allarme bomba a Velletri. Si indaga su quelli di Cassino, Latina e Viterbo

Velletri – Sono scattate a Roma nella giornata di ieri, 31 marzo, le manette per il 58enne autore delle telefonate minatorie giunte agli uffici giudiziari di Velletri lo scorso 20 settembre. In corso le indagini per risalire agli autori di altri episodi verificatisi nello stesso giorno a Cassino, Latina e Viterbo.

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Tutto era iniziato con una telefonata anonima giunta verso le 11.45 presso il commissariato di Velletri, la quale denunciava la presenza di una bomba negli uffici giudiziari del Tribunale, in via Artemisia Mammucari.

L’allarme aveva fatto immediatamente scattare le misure di sicurezza previste in caso di pericolo bomba e, durante la bonifica dei locali interessati, gli agenti avevano di fatto rinvenuto una valigetta. Fortunatamente si era trattato di un bluff,poiché al suo interno gli artificieri della Polizia di Stato hanno rinvenuto un finto ordigno privo di esplosivo. La procura della Repubblica di Velletri aveva quindi aperto un procedimento penale contro ignoti, delegando per le indagini la Digos e il Commissariato di Velletri. Le indagini, partite dall’analisi della telefonata anonima, hanno portato all’individuazione del cellulare da cui era stata effettuata la chiamata. Di qui è stato poi facile individuarne il possessore, identificato per P.R., pregiudicato romano di 58 anni, per il quale è subito andata in esecuzione una misura cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria di Velletri. Autori dell’arresto la Digos ed il Commissariato di Velletri, per il reato di minaccia aggravata a corpo giudiziario.I riscontri della Polizia Scientifica hanno poi confermato l’identità del burlone grazie alla corrispondenza fra il suo Dna e il profilo genetico estrapolato dalla valigetta.

Il Giudice per le indagini preliminari di Velletri ha emesso nei confronti del 58enne un’ordinanza di custodia cautelare per i reati violenza e minaccia aggravata a un corpo giudiziario, interruzione di un ufficio pubblico e sostituzione di persona in concorso.

Ma le indagini non si fermano, volte ad individuare l’autore degli analoghi allarmismi a Cassino, dove il 20 settembre le ispezioni dei Carabinieri si sono protratte da metà mattinata sino alle 15.00 del pomeriggio, così come nei tribunali di Latina e Viterbo. Non si è tuttavia ritenuto necessario evacuare gli uffici in quanto all’interno di essi e degli altri ambiente non era stato rinvenuto alcunché in relazione al presunto ordigno.

Giulia Guerra

 

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