Si ripete a Lanciano la classica processione degli Incappucciati

25 Aprile 2011 Off Di Ermanno Amedei

E’ una tradizione che risale al 1604, da quando, cioè, l’Arciconfraternita di San Filippo Neri organizza la sacra rappresentazione del Giovedì Santo. Tornata d’attualità , però solo dopo gli anni 70. E’ la processione degli incappucciati di Lanciano; suggestiva, misteriosa, che il Giovedì prima di Pasqua, a partire dalle 22, si snoda per le strade del centro storico frentano. Suggestivo, misterioso, il corteo anche quest’anno è partito dalla Chiesa di Santa Chiara, sede della Confraternita. Ad illuminare il lungo serpentone composto da circa 400 incappucciati, solamente i ceri e le lanterne. Una luce flebile, che permette però di scorgere sul petto dei confratelli incappucciati, il grosso medaglione su cui è incisa la morte. La vergogna, la penitenza per la crocifissione di Cristo, impone il cappuccio sui volti. E’ poi il Cireneo, prescelto ogni anno, che a piedi scalzi porta la grossa Croce di cui nessuno conosce l’identità eccetto il priore dell’Arciconfraternita. Una coreografia funebre accompagnata dalla triste musica di una banda e dal roco lamento della battola, uno strumento di legno arnese di legno. Il giorno dopo la processione si è ripetuta con i cappucci alzati.
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