Una tantum dell’1,5% sui capitali scudati: la vergogna continua

9 Dicembre 2011 Off Di Ermanno Amedei

Dall’ufficio stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo:

Dobbiamo salvare l’Italia. Questo lo slogan adottato dal premier Monti per addolcire l’amara pillola della manovra lacrime e sangue presentata dal Governo, onde evitare la bancarotta del Paese e le terribili conseguenze che a cascata ne deriverebbero. Ma pur condividendo le buone intenzioni, non possiamo evitare di dire che lo sforzo di tutta questa manovra cadrà sulle spalle dei soliti. Ancora una volta a piangere sarà, tanto per cambiare, chi le lacrime le ha già piante tutte.

Un punto in particolare ci indigna profondamente: la tassazione in misura dell’ 1,5% sui capitali evasi detenuti all’ estero e fatti rientrare con lo scudo Tremonti. Miliardi di euro sottratti al fisco italiano e in alcuni casi possibile frutto di attività illecite collegate alle organizzazioni criminali. Ricordiamo che su quei capitali, Tremonti chiese il Il 5% e questo quando la pressione fiscale
applicata al reddito dei cittadini italiani è vicina al 50%. Dicasi: Dieci volte tanto! Con la misura adottata da Monti si arriva ad un miserissimo 6,5%, un’aliquota troppo bassa, soprattutto se si confronta questo dato con quel che avviene negl’altri paesi. Tanto per rendere l’idea, negli USA i capitali evasi vengono regolarizzati pagando un imponibile del 49%: 40% di sanatoria e 14% di sanzioni; nel Regno Unito gli evasori pentiti pagano il 44% sui capitali non dichiarati: 40% di sanatoria e 4% di sanzioni.

Ma a rendere ancora più insopportabile questo premio all’evasione è anche la spiegazione, fornita dallo stesso Primo Ministro, che ha accompagnato questo provvedimento. Abbiamo infatti appreso che l’adeguamento delle pensioni minime all’inflazione, è reso possibile proprio grazie a quel 1,5%, insufficiente però ad estendere questa misura anche alle altre pensioni che rimarranno bloccate per 2 anni. Una misura ancora più ingiusta se si pensa che, nel frattempo, con l’aumento dell’IVA e le altre misure adottate, come l’ennesima accisa sulla benzina, proprio l’inflazione sarà destinata ad aumentare. E’ tanto difficile intuire quali potrebbero essere i benefici, in questo senso, se a quell’attuale 1,5% venisse sostituita un’aliquota decisamente più alta?

Federcontribuenti pone quindi con forza una questione: allineare subito tutte le pensioni, fatta eccezione per le pensioni cosidette di lusso, al costo della vita facendo pagare agli evasori ciò che non hanno mai pagato prima. Non è più tollerabile che in questo Paese il furbo venga costantemente premiato e l’onesto tartassato.

Infine, ricordiamo che altri fondi potrebbero essere trovati adottando dei provvedimenti di immediata attuazione che, nonostante la situazione d’urgenza per il futuro del Paese, mancano nella manovra. Ci riferiamo alla riduzione delle spese per armamenti e missioni militari all’estero, l’eliminazione dei vitalizi ai parlamentari direttamente in questa legislatura, il pagamento dell’ ICI sugli immobili ad uso commerciale di proprietà del Vaticano e la vendita, tramite asta – come avverrebbe in ogni democrazia degna di tale nome – delle frequenze radiotelevisive. Misure da adottare assolutamente, nel segno di quell’equità, di cui purtroppo non c’è traccia in questa manovra.

Marco Paccagnella,
Vicepresidente Vicario Federcontribuenti

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