Willy Monteiro, ad un mese dall’omicidio le difese chiedono una ricostruzione visiva della scena

Willy Monteiro, ad un mese dall’omicidio le difese chiedono una ricostruzione visiva della scena

7 Ottobre 2020 Off Di Ermanno Amedei

Colleferro – Una ricostruzione visiva della scena del delitto per stabilire quanto i testimoni abbiano potuto realmente vedere la notte del tra il 5 e il 6 settembre in via Oberdan a Colleferro.

E’ l’istanza avanzata alla procura di Velletri dalla difesa dei fratelli Gabriele e Marco Bianchi, e da quella di Mario Pincarelli; tre dei quattro giovani di Artena accusati dell’omicidio volontario di Willy Monteiro Duarte. Ad un mese esatto dal barbaro assassinio del 21enne italo capoverdiano residente a Paliano, gli avvocati Massimiliano Pica e Loredana Mazzenga chiedo con questa prova, di ricostruire, finchè possibile, le condizioni di luce che c’erano alle 3 di notte, nei pressi dei giardinetti di via Oberdan, per capire se da ciascuna delle loro posizioni, i principali testimoni potevano aver visto ciò che hanno raccontato e che inchioderebbero alle loro responsabilità principalmente i fratelli Bianchi.

I tre seguono una linea difensiva molto simile sostenendo di non aver toccato il ragazzo. Sono in carcere a Rebibbia, mentre il quarto indagato, Francesco Belleggia, difeso dall’avvocato Vito Perugini, è ai domiciliari dato che avrebbe riferito agli inquirenti, di non aver toccato Willy ma di aver visto i Bianchi farlo. Una ricostruzione molto simile, dettaglio più o dettaglio meno, a quella fatta da altri testimoni.

Con la prova chiesta dalle difese degli indagati in carcere, si vuole capire se i testimoni fossero in condizione di vedere ciò che accadeva e se sono credibili quando descrivono le sembianze di chi ha colpito Willy anche quando in giovane era a terra. I loro sospetti nascerebbero dalle inesattezze con le quali è stato descritto il vestiario dell’aggressore di Willy da uno dei testimoni su cui l’accusa fa più affidamento. Descrizione che, invece, calzerebbe con quella di un altro indagato. Insomma, le difese ipotizzano uno scambio di persona, sempre però nel perimetro dei 4 indagati già arrestati. L’aspetto visibilità, quindi, sembra essere un fatto sostanziale.

Fuori da procure e uffici giudiziari, però, Willy non viene dimenticato, in particolar modo nella comunità che lo aveva accolto insieme alla sua famiglia. Il sindaco di Paliano Domenico Alfieri, in un post su Facebook ha scritto: “Willy un Eroe. Un mese da quella maledetta notte che ha spezzato la vita del nostro amato Willy. Una notte che ha cambiato per sempre ognuno di noi”.

Alfieri ricorda la sofferenza dell’intera comunità ma dice anche che “la cosa più importante ora è non rendere vana la scomparsa del nostro Eroe, Willy. Continuare a riflettere su quanto accaduto, chiedersi il perché di tanta rabbia e disagio e cercare di cambiare le cose. Non basta inasprire le pene ma è necessario aprire una discussione, un confronto con le famiglie, la scuola, la chiesa, i giovani e le istituzioni. È nostro dovere farlo, è nostro dovere non rendere vano il sacrificio del nostro Eroe Willy”.