Export, Frosinone rallenta: vendite all’estero in calo e import in crescita
23 Settembre 2026Frosinone – Frosinone rallenta sui mercati internazionali e nel primo semestre del 2026 registra un’inversione nelle dinamiche di import ed export: le vendite all’estero diminuiscono, mentre aumentano gli acquisti dall’estero. Secondo i dati di Osserfare, l’export provinciale è sceso dai 5,692 miliardi di euro del primo semestre 2025 ai 4,872 miliardi dei primi sei mesi del 2026, con una contrazione del 14,4%.
Contemporaneamente, l’import è passato da 3,347 a 3,641 miliardi di euro, segnando un incremento dell’8,8%. Una doppia dinamica che si riflette sul saldo commerciale: il surplus della provincia, pur rimanendo ampiamente positivo, si riduce da circa 2,345 miliardi a 1,231 miliardi di euro, con una contrazione di oltre 1,1 miliardi.
Il risultato si inserisce nel rallentamento dell’export laziale, che nel complesso ha registrato nel primo semestre 2026 una flessione del 6,8%, dopo la forte crescita del 19,8% dello stesso periodo del 2025. Il confronto è condizionato soprattutto dall’andamento della farmaceutica, che lo scorso anno aveva beneficiato di un forte anticipo delle spedizioni verso gli Stati Uniti, legato alle incertezze sulle politiche commerciali americane.
A Frosinone le vendite oltre frontiera hanno sfiorato comunque i 4,9 miliardi di euro, confermandosi su valori elevati, ma il ridimensionamento è particolarmente evidente rispetto alla forte accelerazione registrata nel primo semestre 2025, quando l’export provinciale aveva segnato un incremento del 41,8%.
A pesare è soprattutto la farmaceutica, che rappresenta circa i tre quarti dei flussi manifatturieri provinciali. Il comparto registra una diminuzione del 21,1%, dopo il precedente rimbalzo del 60,3%. Il confronto è fortemente influenzato dalle spedizioni verso gli Stati Uniti: nel primo semestre 2025 gli acquisti statunitensi erano arrivati a rappresentare il 70% dell’export farmaceutico del Frusinate, contro il 18% dello stesso periodo del 2024.
Continua inoltre la fase difficile dell’automotive, con una flessione del 5,3% che si aggiunge ai cali del 9,6% del primo semestre 2025 e del 26,3% del 2024. All’interno del comparto, le vendite di autoveicoli diminuiscono del 17,4%, mentre restano sostanzialmente stabili quelle di parti e accessori per autoveicoli e motori.
In controtendenza l’aerospazio, che torna a crescere con un incremento del 48,5%, offrendo un elemento positivo all’interno di un quadro provinciale caratterizzato dal ridimensionamento dei principali comparti dell’export.
Il confronto con Latina evidenzia dinamiche differenti. Nel primo semestre 2026 la provincia pontina ha infatti portato l’export a 5,699 miliardi di euro, con una crescita del 7,9%, mentre l’import è crollato da 5,893 a 4,133 miliardi. A Latina, dunque, l’aumento delle esportazioni e la forte riduzione degli acquisti dall’estero hanno prodotto un netto miglioramento del saldo commerciale.
Frosinone e Latina continuano complessivamente ad assorbire poco meno del 60% dell’export laziale. Per il presidente della Camera di Commercio, Giovanni Acampora, i dati confermano il peso del Basso Lazio sui mercati internazionali, ma evidenziano anche la necessità di diversificare i mercati di sbocco e ridurre le dipendenze legate alle tensioni geopolitiche e alle nuove barriere commerciali.
La Camera di Commercio punta quindi su internazionalizzazione, formazione e accompagnamento delle imprese, con bandi, incontri con buyer stranieri e partecipazione alle fiere internazionali. Negli ultimi cinque anni sono state messe a disposizione risorse per quasi 2 milioni di euro a sostegno dei progetti delle imprese sui mercati esteri.


