Tag: debito

11 Febbraio 2017 0

Non paga il debito agli usurai, commerciante rapito e picchiato per tre giorni

Di admin
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Albano Laziale – Lo hanno sequestrato e mantenuto prigioniero in una casa di campagna ad Albano Laziale fino a quando non si sarebbe deciso ad estinguere un debito di 13mila euro. A salvarlo sono stati i carabinieri di  Palestrina che hanno arrestato i tre connazionali che lo avevano tenuto segregato per tre giorni .

Ripercorrendo brevemente la storia della vittima, lo stesso, all’inizio della scorsa estate, avendo in animo di aprire una piccola attività commerciale su Roma, si era rivolto a dei connazionali per chiedere un prestito di circa 7000 euro, avendo da questi la disponibilità ma con l’accordo che la somma sarebbe stata ridata con l’aggiunta di 700 euro al mese fino alla restituzione. Per i primi due mesi lo stesso ha fatto fronte ai tassi usurai del debito contratto ma successivamente, date le difficoltà economiche, non è più riuscito a restituire i soldi richiesti. Da parte dei connazionali creditori sono iniziate allora le telefonate e le minacce di morte nei confronti anche dei suoi familiari, fino a che gli stessi non l’hanno sequestrato portandolo con la forza in un casolare abbandonato nelle campagne di Albano Laziale. Il sequestro è avvenuto prelevando la vittima con la forza da un bar, nel casolare lo stesso è stato prima legato ad una sedia e colpito con calci e pugni su tutto il corpo, permettendogli di recarsi in bagno solo slegandogli le gambe e una mano; poi non ha mangiato e bevuto per tre giorni, venendo colpito con una torcia alla testa e poi con un asciugamano bagnato. La vittima, malato di diabete ed altre patologie, ha allora chiesto ai suoi connazionali di poter uscire da quella situazione chiamando un suo amico italiano, sapendo che questi probabilmente aveva la disponibilità dei soldi richiesti dai sequestratori. Dopo aver dormito su un materasso buttato in un bagno, con finestra e porta chiuse e continuamente sorvegliato, gli è stata concessa una telefonata sempre sotto vigilanza, che lo stesso ha effettuato nei confronti di un carabiniere suo conoscente. Il militare ha subito capito la situazione ed ha organizzato un servizio per poter liberare l’albanese. Ha poi parlato con uno dei sequestratori, incontrandolo in un bar poche ore dopo:  quando questi ha scoperto la professione del militare, lo ha aggredito cercando di scappare ma è stato subito bloccato dai colleghi intervenuti immediatamente in ausilio.

Dopo intense ricerche ed accertamenti, i carabinieri dell’aliquota operativa della Compagnia di Palestrina insieme a quelli dell’aliquota operativa della Compagnia Carabinieri di Velletri, sono riusciti ad individuare il casolare in cui era tenuto l’albanese, liberandolo e portandolo al sicuro. Al momento dell’irruzione, gli altri due sequestratori sono riusciti a scappare per le campagne limitrofe ma uno di loro è stato intercettato e bloccato dai militari.

I due sequestratori sono stati così arrestati per i reati di sequestro di persona a scopo di estorsione e resistenza a pubblico ufficiale in concorso. La vittima è stata sottoposta alle cure mediche del caso, con una prognosi di 30 giorni.

Le immediate attività investigative poste in essere dai Carabinieri della Compagnia di Palestrina, sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, hanno permesso nei giorni successivi l’individuazione del terzo sequestratore, tratto in arresto in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere per i reati di sequestro di persona a scopo estorsivo, usura e lesioni aggravate, continuate ed in concorso. La medesima ordinanza è stata notificata in carcere agli altri due albanesi già arrestati in flagranza.

Le indagini continuano e ora i carabinieri sono sulle tracce del quarto sequestratore.

6 Maggio 2010 0

Non paga il debito e il creditore lo “punisce” a pistolettate

Di redazione

Sfiorata la tragedia ieri a Castiglione Messer Raimondo, piccolo centro del teramano. Alle 20.30 circa Livio Castagna, 62 anni di Castilenti (Te), utilizzando una pistola a tamburo Smith&Wesson cal.32, ha esploso un colpo all’indirizzo di Angelo D. S., 43enne residente a Elice (PE). Alla base del gesto ci sarebbero motivi riconducili ad un piccolo prestito di danaro non saldato da parte del 43enne. Il fatto si è consumato nei pressi del bar “Caffè Messer Raimondo. Il D.S. dopo aver ricevuto il colpo ha reagito, riuscendo a disarmare il CASTAGNA, con il quale ha anche ingaggiato una piccola colluttazione, prima di accasciarsi al suolo dolorante. Immediatamente è scattato l’allarme con numerose pattuglie dei Carabinieri giunte sul posto, provenienti dai Comandi Arma di Bisenti, Cellino Attanasio, Giulianova e Teramo. Le indagini sono state svolte con la massima celerità e professionalità. I militari hanno rinvenuto e sequestrato sul luogo del delitto l’arma, insieme al bossolo esploso e 6 cartucce contenute nel tamburo della pistola. Le ricerche hanno permesso di individuare l’aggressore che nel frattempo si era rifugiato all’interno della sua abitazione. Qui i militari dopo aver circondato la casa, hanno fatto irruzione, sorprendendolo mentre si trovava a letto. Nel corso della perquisizione domiciliare è stato rinvenuto anche un fucile marca “inverstram” monocanna cal.28, che è risultato compendio di furto avvenuto nel 2001 in Atri (TE), sequestrato. Anche sulla pistola sono in corso accertamenti da parte dei Carabinieri, in quanto la stessa non risulta denunciata per la detenzione presso alcun Comando dell’Arma. All’interno dell’abitazione i Carabinieri hanno scoperto che l’uomo nascondeva la pistola sotto un tavolo della cucina, dove aveva abilmente ricavato un incavo ad hoc, pronta per l’immediato uso. La vittima, soccorso dai sanitari del 118, è stata operata d’urgenza presso l’Ospedale di Penne, dove gli è stata estratta l’ogiva ed adesso non versa in pericolo di vita. Numerosi i capi d’accusa in capo al CASTAGNA, dal tentato omicidio, al Porto abusivo arma da fuoco, Detenzione e porto illegale munizionamento, Ricettazione, Detenzione illegale arma comune da sparo. Il CASTAGNA è stato ristretto presso la casa circondariale di Teramo a disposizione della competente A.G.

11 Febbraio 2010 0

Regionali 2010 / SANITA’, Montino a Berlusconi: Nel Lazio non c’è più debito

Di redazionecassino1

Come è noto, Berlusconi a cena è solito raccontare amenità a uso e consumo dei suoi sostenitori. Ieri sera, per esempio, ha detto – come riportato da alcuni quotidiani – che se vincerà la Polverini “azzereremo il debito di 10 miliardi in sanità lasciato dalla giunta attuale” . Berlusconi non ha speigato ai suoi che si trattava di una delle sue irresistibili barzellette. La verità naturalmente è un’altra: i 10 miliardi di debito sono stati prodotti da Storace e sono stati ereditati dall’attuale Giunta. La notizia sfuggita al premier inoltre è che quel debito non è da ripianare poiché, anche attraverso accordi con il suo Governo e con i suoi ministri, i 10 miliardi sono stati già interamente pagati, attraverso un prestito dello Stato di 5 miliardi in trent’anni. Queste risorse saranno restituite dalla Regione con gli interessi, pagando rate annuali di 310 milioni al tasso dei bot trentennali. Se non si fida di noi, Berlusconi può chiedere informazioni a suoi ministri Tremonti, Sacconi e Fazio, oltre che ai direttori dei ministeri interessati o ai giudici della Corte dei Conti. Che la Giunta Storace abbia lasciato in eredità oltre 10 miliardi  di debiti è fatto certificato. E che la Regione e i cittadini del Lazio ne stiano ancora pagando le conseguenze, purtroppo, non è una barzelletta.