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26 Marzo 2018 0

Controlli serrati della polizia a Sora, diverse le sanzioni per violazioni al codice della strada

Di redazionecassino1
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SORA – Nell’ambito delle attività predisposte dalla Questura di Frosinone, il Commissariato di Sora ha effettuato servizi di controllo del territorio per il contrasto dei reati predatori, con l’ausilio delle unità operative del Reparto Prevenzione Crimine Lazio. A seguito di tali servizi, numerosi sono stati i controlli a persone e veicoli, con conseguenti sanzioni e sequestri amministrativi per violazioni del Codice della Strada. Effettuati oltre 300 controlli a veicoli mediante l’impiego di apparecchiature speciali per rilevamento istantaneo di infrazioni al Codice della Strada. Altresì controllati alcuni cittadini stranieri per verificarne la  loro posizione  sul Territorio Nazionale.

16 Settembre 2016 0

Con diverse bande rapinava supermercati e farmacie a Frosinone, arrestato 23enne

Di admin

Frosinone – Ha partecipoato alla rapina   Piacitelli a Frosinone la sera del 2 settembre dello scorso anno e oggi, a distanza di un anno, la giustizia è arrivata a lui. In mantte è finito D.L. 23 anni di Sonnino che già era agli arresti domiciliari per aver fatto parte di un’altra banda di rapinatori, quelli con l’ascia che, per alcunbi mesi, ha terrorizzato i supermercati di Frosinone e Latina.

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone lo hanno raggiunto a Sonnino, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Frosinone, dott. Pierandrea Valchera, su richiesta della locale Procura, P.M. dott.ssa Monica Montemerani. Per lo stesso colpo, i militari avevano già arrestato gli altri due complici, tutti originari di Priverno. Le ulteriori investigazioni proseguite anche dopo i primi arresti hanno permesso di chiarire, anche attraverso verifiche in banca dati, controllo del territorio, visioni ed analisi di immagini riprese da telecamere presenti sulla pubblica via, osservazioni, pedinamenti, perquisizioni, analisi dei tabulati telefonici, che il giovane faceva parte del gruppo criminale responsabile della rapina in danno della citata farmacia.

In tale occasione, i responsabili avevano già provveduto alla localizzazione dell’obiettivo, attraverso preliminari e preparatori sopralluoghi e ricognizione all’interno. Subito dopo facevano irruzione gli altri due complici che, arma in pugno e travisati con cappucci e occhiali da sole, rapidamente si dirigevano verso la cassa e puntata l’arma alla testa di una giovane cliente, intimavano “… lei ha la pistola puntata alla testa … aprite le casse … se ci date tutto non succede niente”, riuscendo pertanto a farsi consegnare la somma di 2.120 euro in banconote di vario taglio. Subito dopo si davano alla  fuga. Grazie ad un passante attento che aveva provveduto a rilevare il tipo e la targa del veicolo utilizzato per la fuga ed il tempestivo intervento dei Carabinieri, l’autovettura è stata intercettata poco dopo e nel corso dell’inseguimento i fuggitivi si liberavano di un sacco (contenente gli indumenti utilizzati per il camuffamento) riuscendo però a dileguarsi. Tuttavia gli indizi raccolti e lo sviluppo degli accertamenti, permettevano di risalire al possessore dell’auto ed a seguito di perquisizioni domiciliari il reperimento di una parte della refurtiva rinvenuta presso l’abitazione di uno degli arrestati, 800 euro. Inoltre, presso l’abitazione di altro complice veniva rinvenuta una pistola, rivelatasi una perfetta riproduzione di quella vera, nonché i vestiti indossati da un componente della banda all’atto del sopralluogo eseguito all’interno del predetto esercizio.

Il D.L., già tratto in arresto lo scorso 6 febbraio 2016 dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Frosinone unitamente a quelli di Latina, poiché colto nella flagranza di reato per “rapina” (realizzata unitamente ad altro complice, armato di ascia, in danno del Supermercato Eurospin di Latina Scalo). Attualmente lo stesso era sottoposto agli arresti domiciliari.

Il prevenuto ad espletate formalità di rito, verrà associato presso la Casa Circondariale di Frosinone.

Er. Amedei

9 Settembre 2016 0

L’acqua non è tutta uguale. Acea e Acquedotto Pugliese, le due diverse gestioni

Di admin

A Monteroni, in provincia di Lecce, il servizio idrico costa circa 300 euro l’anno. Pressappoco lo stesso pagano i cittadini di Santa Maria di Leuca. Punte estreme della Penisola, dove il prezioso liquido arriva dopo aver percorso interamente i 245 chilometri dell’acquedotto Pugliese. Significa che l’acqua che sgorga in irpinia, a Caposele, e attraverso un’opera d’arte ingegneristica la cui realizzazione è iniziata agli inizi del 1900, e perfezionata nel corso del secolo, l’acqua arriva a dissetare un’intera Regione, la Puglia povera di sorgenti. C’è di più. A Caposele, tranquilla cittadina di circa 3.500 abitanti, dove nasce il fiume Sele e inizia  l’acquedotto Pugliese, viene riconosciuta da tutti i pugliesi, un senso di gratitudine per tutta l’acqua, circa 4mila litri al secondo, che serve per dissetare una terra che altrimenti sarebbe arida e assetata. Su una lastra di marmo davanti all’impianto di captazione a Caposele, i pugliesi hanno scritto: “Avremmo dato tutto per ottenere una fonte, ci bastò semplicemente chiedere e dalla generosità di Caposele sgorgò la nostra Pirene. Nel ricordo indelebile di un legame costruito sull’acqua e la giustizia, la puglia pose grata. (6 luglio 2012)”. Ma la gratitudine per la comunità irpina non è solamente morale, ma anche materiale. Come è giusto che sia, in quelle zone ricche di acqua e non solo a Caposele ma manche in tutti i comuni del circondario, il servizio idrico costa ai residenti alcune decine di euro l’anno. Dai 20 ai 30 euro senza considerare i consumi. A Caposele (il nostro Settefrati) l’Acquedotto Pugliese (la nostra Acea), nel 2012 ha riqualificato a proprie spese la piazza principale. Dimenticavamo un altro particolare, il milione e duecentomila euro che ogni anno, l’acquedotto pugliese elargisce come ristoro alle casse comunali di Caposele. Non vi sforzate a trovare somiglianze con la gestione idrica sul nostro territorio. Non ce ne sono. A Settefrati, comune da cui Acea capta acqua per i suoi acquedotti, fuori dall’impianto c’è scritto solamente “divieto di accesso”.

Ai settefratesi, così come a qualsiasi comunità che ospita sul proprio territorio sorgenti Acea,  pagano il servizio idrico circa 350 euro l’anno, più o meno come i residenti a Santa Maria di Leuca, pur “dormendo” sopra le sorgenti. Nessuna piazza, nessun ristoro, nessuna gratitudine, anzi, a loro spese devono provvedere ad assicurare la percorribilità della strada che porta alla sorgente. E Cassino? Uguale. Persa, a quanto pare, anche l’ultima speranza di conservare la gestione del servizio idrico, dovrà consegnare al gestore privato, Acea, le chiavi dell’acquedotto comunale. Eppure da Cassino, così come da Caposele, parte un acquedotto, quello campano, che disseta Napoli, quindi fuori regione, e che, quella stessa acqua, viene rivenduta nel Lazio alle isole Pontine. Mandiamo giù tutto. Permettiamo supinamente che i privati gestiscano beni primari come l’acqua. Una condizione che gli irpini non hanno accettato. Certamente loro hanno avuto una classe politica, diversa dalla nostra, che non ha svenduto il loro diritto a bere la loro acqua senza pagarla a “litro d’oro”.

Ermanno Amedei               

12 Maggio 2009 0

“Ca-Morra”, due diverse strategie difensive. Magliulo ancora latitante

Di redazione

Prime scarcerazioni per gli indagati coinvolti nell’operazione Ca-Morra effettuta di carabinieri nel Cassinate. Era metà febbraio, quando, 18 persone, tra Lazio e Abruzzo, ma particolarmente nel cassinate, vennero arrestate perché ritenute appartenenti ad un sodalizio criminale che, con metodi camorristici, avvano conquistato la leadershisp sul mercato della vendita delle auto usate nella bassa provincia di Frosinone. Sequestri per cento milioni di euro vennero effettuate dai militari insieme alla guardia di Finanza che scoprì, anche, e forse soprattutto, un giro di evasione fiscale e false fatturazioni milionario. Diverse le linee difensive degli avvocati degli indagati. Chi si vvalse della facoltà di non rispondere e non collaborare; chi, invece, decise in sede di interrogatorio di garanzia di rispondere alle domande del gip romano che ha ordinato le misure cautelari. Per gli assistiti di questi ultimi, Francesco Gallozzi e Ferdinando Spada di Cassino, difesi da Mariano Giuliano e Luigi Pascarella, seppur indagati per associazione a delinquere come gli altri, è caduta l’aggravante delle “modalità camorristiche” per cui, allo scadere dei termini dei tre mesi, sono stati rimessi in libertà senza alcuna misura restrittiva. Gli altri, per i quali l’aggravante persiste, restano in carcere. Aperta invece, quasi fosse appesa, è la posizione di Luigi Magliulo, l’uomo che, dal blitz delle forze dell’ordine, è latitante. Nonostante ciò però ha nominato un collegio difensivo composto dagli avvocati Giulia Buongiorno, nota per essere l’avvocato del senatore a vita Giulio Andreotti, e gli avvocati di Cassino Sandro Salera e Antonio Chianta. La famiglia Magliulo, circa 10 giorni fa, ha visto i carabinieri porre i sigilli a due lussuose ville e ad una autoconcessionaria di Aquino, intestate al figlio del latitante. I motivi però sono ben diversi da quelli per cui il padre è latitante, sono infatti legati ad una vicenda di abusivismo edilizio.