Tag: Pensioni

13 Luglio 2018 0

La puntura di Ultimo… alle pensioni d’oro

Di Ermanno Amedei
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LA PUNTURA DI ULTIMO – “Il taglio dei vitalizi ai parlamentari è il primo passo per affrontare gli squilibri che l’Inps dovrai affrontare nei prossimi anni. Il presidente dell’Istituto di previdenza, Boeri, ha detto che servono milioni di immigrati per pagare agli italiani le pensioni del futuro.

Iniziamo invece col tagliare tutte le pensioni sopra i duemilacinquecento euro. Lo Stato deve garantire dignità, non ricchezza.

Quest’ultima, per chi prende attualmente pensioni d’oro, dovrebbe essere già stata accumulata in età lavorativa…”

Ultimo

3 Marzo 2013 0

Errori di calcolo sulle pensioni degli ex dipendenti FIAT di Cassino

Di Ermanno Amedei

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: Da una indagine dell’A.S.La COBAS di Cassino,ex pensionati FIAT condotta su circa 500 pensionati, ex dipendenti FIAT di Piedimonte San Germano, collocati in pensione dal 2002 al 2012, è emerso che il 60% di questi erano vittima di errore di calcolo da parte dell’INPS nella somma accreditata a titolo di pensione.

Infatti attraverso una revisione contabile, è emerso che nei contributi figurativi dovuti per i periodi di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, effettuata dalla FIAT nell’ultimo decennio, non sono state considerate la tredicesima e il premio di risultato aziendale, nonché il valore dell’indennità sostitutiva delle ferie non godute alla fine del rapporto di lavoro.

Secondo l’interpretazione degli esperti dell’A.S.La COBAS , come previsto dall’art. 8 della legge 151 del 1981, invece, questi importi dovevano essere considerati nell’ammontare alla base di calcolo della retribuzione pensionabile.

Il Nostro convincimento trova conforto in due sentenze della corte di Cassazione: la prima è del 2004, l’ultima del 2010.

Gli arretrati spettanti agli ex dipendenti fiat vanno da una decina di euro al mese fino a più di un centinaio. Dipende dai casi. Senza considerare gli arretrati, che possono raggiungere cifre a tre zeri: 5mila, 10mila, 15mila euro. Soldi freschi potrebbero per finire nelle tasche di molti pensionati del Cassinate.

E non finisce qui, perché altri pensionati ex FIAT , che negli ultimi dieci anni di lavoro hanno trascorso un periodo in malattia o di infortuno, possono presentare domanda per la rivalutazione del proprio assegno mensile.

L’A.S.La COBAS di Cassino , con l’aiuto di consulenti e commercialisti, che collaborano con l’Associazione, è a disposizione del lunedi’ al venerdi’ dalla 10 alle 12, presso la sede di Cassino in Piazza Garibaldi per dare assistenza a tutti quei Lavoratori provenienti dalla Fiat e dall’indotto, oggi in pensione, che ne fanno richiesta.

A.S.La COBAS CASSINO

28 Giugno 2012 0

Pagamento delle pensioni di importo superiore a mille euro

Di Ermanno Amedei

La legge n. 44 del 26/4/2012 (legge di conversione del DL n.16 del 2/3/2012), ha introdotto alcune modifiche in relazione alle norme sul pagamento in contanti delle pensioni di importo superiore a mille euro previste dalla legge 214/2011. Conguagli una tantum Nell’individuazione dei pagamenti che superano la soglia dei mille euro non devono essere presi in considerazione gli importi corrisposti a titolo di tredicesima mensilità. Per analogia, non sono soggetti alle limitazioni all’uso del contante i pagamenti delle pensioni il cui importo ordinario è inferiore a mille euro, anche nei casi in cui le singole rate superino tale soglia per la concomitanza del pagamento di arretrati pensionistici, conguagli fiscali e somma aggiuntiva (cd. “quattordicesima”).

Apertura conto corrente o libretto a mezzo delegato Nell’eventualità che i beneficiari di trattamenti pensionistici di importo superiore a mille euro non abbiano indicato, entro il termine previsto del 30 giugno 2012, una modalità alternativa alla riscossione allo sportello, in quanto impossibilitati per gravi motivi di salute o provvedimenti restrittivi a recarsi personalmente presso gli uffici bancari o postali, i soggetti delegati alla riscossione possono, in deroga alle norme vigenti, chiedere l’apertura di un conto corrente di base o di un libretto di risparmio postale intestato al beneficiario. Fase transitoria La legge 44/2012, inoltre, prevede anche una fase transitoria di tre mesi a partire dal 1° luglio, durante la quale l’Istituto deve continuare a disporre i pagamenti mensili in attesa che il pensionato effettui la scelta delle modalità alternative alla riscossione in contanti: i pagamenti disposti saranno sospesi da Poste Italiane o dalle Banche, che verseranno le somme in un conto di servizio transitorio, per trasferirle poi, senza oneri per il beneficiario, sul conto corrente o libretto aperto dal pensionato. In caso contrario, le somme accantonate saranno restituite all’Inps una volta decorso il termine del 30 settembre 2012.

In ogni caso, l’Inps assicurerà il pagamento delle somme spettanti nel momento in cui gli interessati provvederanno all’apertura di un conto corrente o libretto.

Si ricorda, infine, che nei mesi di luglio, agosto e settembre il pensionato può comunque ottenere il pagamento mediante assegno di traenza, anche se non ancora titolare di conto o libretto.

2 Gennaio 2012 0

Pensioni oltre i mille euro: nuove modalità di riscossione

Di Ermanno Amedei

L’Inps informa che sono state inviate circa 450 mila comunicazioni ai pensionati che percepiscono pensioni mensili di importo complessivamente superiore a mille euro, pagate in contanti, per invitarli a comunicare all’Istituto entro il mese di febbraio 2012 modalità alternative di riscossione. Come è noto, la legge n. 214 del 22 dicembre 2011 ha stabilito che le Pubbliche Amministrazioni devono utilizzare strumenti di pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale, per la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi di importo superiore a mille euro (limite che potrà essere modificato in futuro con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze). L’adeguamento alle nuove modalità di pagamento dovrà avvenire entro il 6 marzo 2012. L’Istituto quindi non potrà effettuare pagamenti in contanti di importo superiore a mille euro a partire dal 7 marzo 2012. I pensionati che stanno ricevendo la lettera dell’Istituto potranno comunicare entro il mese di febbraio 2012 le nuove modalità di riscossione, scegliendo tra l’accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile. La richiesta di variazione della modalità di pagamento potrà essere inoltrata attraverso il sito istituzionale da parte dei soggetti in possesso di PIN, oppure direttamente ad una Struttura Territoriale dell’Istituto. In alternativa, la richiesta potrà essere fatta presso gli uffici bancari o postali, secondo le consuete modalità.

30 Dicembre 2011 0

Migliaia di pensionati in coda ai patronati per salvaguardare la loro pensione, la Cgil di Frosinone “diffida” l’Inps

Di Ermanno Amedei

In questi giorni l’INPS ha inoltrato a migliaia di pensionati una comunicazione in cui si chiede di inviare all’Istituto il modello RED 2009 e 2010 ed in assenza di riscontro ai richiedenti saranno sospese le prestazioni collegate al reddito e le pensioni di invalidità civile.

Dopo i continui tagli ai pensionati legati alle manovre finanziare dei Governi di centro destra negli ultimi anni il ruolo di assistenza e garanzia dell’INPS è stato messo seriamente in discussione.

I diritti degli assistiti, anche di quelli che hanno correttamente risposto nei mesi precedenti alle richieste dell’Ente Previdenziale oggi sono negati da una incapacità da parte dell’INPS di evadere le pratiche inviate. A seguito di questa comunicazione le sedi del Patronato INCA CGIL in questi giorni sono state assalite giustamente da pensionati ed invalidi civili che preoccupati di vedersi tolte quote reddituali determinanti per poter tirare a campare chiedono disperati lumi in merito.

La CGIL di Frosinone , il patronato INCA e lo SPI CGIL ( sindacato dei pensionati), ritengono inaccettabile e vergognoso tale modalità di gestione a maggior ragione che la stragrande maggioranza dei pensionati correttamente hanno assolto all’obbligo delle comunicazioni richieste dall’Ente.

Questa comunicazione è resa ancora più illegittima in quanto si richiede ai pensionati ed agli invalidi civili il RED 2010 che non è stato mai oggetto di richiesta nelle precedenti comunicazioni.

In questo momento di grave crisi economica e sociale del nostro paese riteniamo che tale comportamento mette in ulteriore seria difficoltà l’esistenza già precaria dei pensionati della nostra Provincia. La CGIL di Frosinone diffida l’INPS a sospendere l’erogazione delle prestazioni collegate al reddito e le indennità di invalidità civile e chiede di chiarire formalmente con i Patronati come tutelare tutti coloro che hanno ricevuto in questi giorni tale comunicazione. CGIL Frosinone Benedetto Truppa

4 Dicembre 2011 0

Governo, giù le mani dalle pensioni

Di Ermanno Amedei

Da ASLA COBAS riceviamo e pubblichiamo:

La attesa Manovra da 24 miliardi prevista dal governo, porterà tutte le pensioni con il sistema contributivo.

Gli Uomini andranno in pensione a 66 anni dal 2012, con 42 anni di contributi.

Le donne a 63 anni, 66 nel 2018, con 41 anni di contributi.

Se queste ipotesi saranno confermate “E’ un colpo durissimo alla previdenza”

Prepariamoci alla mobilitazione!

A.S.La COBAS

22 Agosto 2010 0

Inps, truffe per 100 milioni di euro. Salato (GdF): “Collusi anche colletti bianchi”

Di Comunicato Stampa

Persone rimaste in vita “solo sulla carta” per 36 anni, maestri di musica sordi, invalidi che chiedono il porto d’armi producendo certificati di sana e robusta costituzione, oppure il classico cieco sorpreso a leggere il giornale; casi come questi, quindi di pensioni fantasma o falsi invalidi, costano indebitamente allo Stato italiano una somma che, solamente nei primi sette mesi del 2010, si è attestata intorno a 100 milioni di euro. L’Inps (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) ha fatto i conti; a livello nazionale, la somma sarebbe stata sottratta dalle truffe scoperte nel periodo in questione da ben 5.245 truffe, per questo 976 persone sono state le denunce mentre 135 sono state quelle arrestate. Una nuova legge, invece, la 122/2010 prevede l’obbligo di risarcire il danno delle prestazioni indebitamente erogate per i medici che attestano falsamente uno stato di handicap o malattia. Un enorme buco economico che l’Inps ha deciso di combattere istituendo una unità antitruffa che possa investigare e individuare chi ruba risorse ai bisognosi. L’Inps, va ricordato, è l’istituto che incarna il senso di solidarietà dello Stato per chi non può, per motivi fisici o per raggiungimento di età, provvedere a se stesso. In trincea, nella faticosa guerra portata avanti per arginare il fenomeno delle truffe, c’è principalmente la Guardia di Finanza. “Le truffe ai danni dell’Inps viaggiano su tre grandi linee e sono le pensioni fantasma, i falsi braccianti agricoli e i falsi invalidi”. A parlare è il colonnello Giancostabile Salato, comandante provinciale della guardia di Finanza di Frosinone che in una lunga intervista al settimanale Stop, ha ripercorso le principali categorie di truffa che l’Inps subisce. “Si tratta delle così dette pensioni fantasma in cui i parenti nascondono la morte di un congiunto per continuare a percepire il vitalizio; le false assunzioni finalizzate all’ottenimento dei sussidi di disoccupazione o di maternità; falsi invalidi, in cui, grazie a false attestazioni mediche una persona sana viene presentata come gravemente malata o comunque impossibilitata a svolgere una vita normale. Le tre tipologie di truffa – continua l’ufficiale delle fiamme gialle – valgono un po’ in tutta Italia anche se ci sono zone in cui attecchiscono meglio che in altre”. Per meglio chiarire questo concetto basta pesare al sud dove è forte il fenomeno del caporalato per il lavoro stagionale. Si assumono, solo sulla carta, dipendenti stagionali per poter poi usufruire dell’indennità di disoccupazione, quando la raccolta si ferma, oppure per le maternità. Ma come si fa ad organizzare una truffa all’Inps? Come si ottengono le false documentazioni? “Spesso – spiega il colonnello Salato – ad organizzare il tutto, ci sono vere e proprie organizzazioni che fungono da agenzie tra l’utente finale, colui che dovrà percepire la pensione o il sussidio, e chi deve produrre la falsa certificazione. Tutto questo, ovviamente ha un costo. Troppo spesso, però, viene punito solamente l’utente finale. Sono truffe che da soli è impossibile commettere e che necessitano sempre di un secondo livello, il supporto di uno o più colletti bianchi che possa essere un medico ma anche un impiegato postale. Troppo spesso, nelle indagini, ci accorgiamo che i controlli d’obbligo allo sportello, sull’identità di chi percepisce materialmente la pensione, non vengono svolti. Sicuramente – continua il colonnello Salato – il fatto che gli archivi anagrafici dei Comuni non dialogano con quello dell’Inps, è un grosso limite. Basterebbe intrecciare i dati relativi alle persone decedute per eliminare definitivamente il fenomeno delle pensioni fantasma dato che, ad oggi, deve essere il parente del deceduto ad effettuare la comunicazione che blocca l’erogazione della pensione. Su questo aspetto, però, il legislatore sta lavorando. Gli effetti delle truffe – spiega Salato – sui servizi offerti dall’Inps, sono gli stessi che l’evasione fiscale ha sul Fisco. Nel secondo caso le tasse, per chi le paga, saranno più alte per compensare la perdita dovuta a chi non lo fa; nel caso dell’Inps, le risorse indebitamente sottratte costringono l’Istituto a tagliare i fondi destinati a sussidi e pensioni legittime”. Ermanno Amedei