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5 Agosto 2017 0

Vecchioni, al Teatro romano, insegna la vita: “Credo nella speranza, ma non per questo Paese”

Di felice pensabene
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Cassino – Della speranza, dell’ironia e della poesia ha fatto armi di istruzione di massa anche se Roberto Vecchioni ci ha confidato che se si guarda attorno, non vede grosse speranze per la cultura di questo Bel Paese. Una chiacchierata in cui il professore di Milano, tra sigari e risate, ci ha raccontato poco prima del concerto al Teatro Romano di Cassino cosa resta di una vita divisa tra banchi, palcoscenici, famiglia, figli, nipotine.  Una lezione di vita agli oltre 1000 che hanno atteso le 22 di venerdì quando Vecchioni ha aperto la sua due ore di musica con “El bandolero stanco”. Non c’è spazio però alla stanchezza  nella vita del cantautore di Milano che non ha risparmiato ironiche invettive contro una società più attenta a promuovere cereali, cornflakes, diuretici ed anticalcare piuttosto che investire nel bello e nella cultura. E d’altronde nella nostra chiacchierata la speranza di Vecchioni che l’Italia possa risorgere dal punto di vista artistico e culturale è ridotta al lumicino. “Siamo il tempo del tutto e subito, tutto viene consumato in 4 o 5 secondi, divoriamo la vita.” E  poi l’invidia, questo è per Vecchioni uno dei cancri dell’anima.

La sferzata è lanciata contro un sistema che valorizza lo sguardo veloce, fugace, la fretta, il mordi e fuggi. Un approccio che va ribaltato – dice Vecchioni – partendo dalla scuola. La calma e la pazienza, la voglia di imparare e di aspettare. Queste le   fondamenta su cui costruire una vita.  E purtroppo  l’Italia oggi   dimentica la sua Cultura  per abbracciare nuove forme d’esperienza  che durano poco o nulla. Per questo i luoghi della cultura si  svuotano. “Siamo troppo presi dalle stronzate” senza troppi giri di parole Roberto Vecchioni analizza lo stato di salute di noi tutti.

E’ cresciuto – ci ha detto – rispetto a Parabola, l’album che nel ’71 lo ha consacrato. C’è più attaccamento per la vita, meno idee sballate per la testa, ragione e sentimento hanno trovato il modo per convivere, laddove, 40 anni fa, c’era posto solo per il sentimento. E’ l’esperienza la grande arma di Vecchioni con cui riuscire ad affrontare la vita anche quando questa ci mette dinanzi a questioni dolorose ed inspiegabili. “Le rose blu” la rabbia di un padre pronto a cedere il passato ed il futuro per riempire la tristezza del figlio malato.

Tutto fa parte di un percorso che va metabolizzato attraverso l’esperienza.

Il silenzio, la commozione di tanti, di fronte alla voce che Vecchioni presta alla poesia. “Sogna ragazzo sogna” la preghiera che da quasi 20 anni ha accompagnato la speranza di migliaia di giovani, molti dei quali oggi genitori.

Il teatro romano ospita così una serata che resterà nei ricordi storici della città.  Un’aura di magia che ha fermato il tempo. E’ già mezzanotte. Cala il sipario sulla lezione di vita che l’uomo semplice, il professore, senza troppe pretese ma con la bonarietà che lo contraddistingue, ha lasciato ai tanti presenti.   “Cassino è una città unica” ha detto alla platea prima di andare via con il suo staff “perché unica è l’Italia”.

Un evento magico che si inserisce all’interno della quattro giorni ideata che darà ancora spazio all’ironia di Giobbe Covatta, sabato 5 agosto, ed al ritmo di Enzo Avitabile e l’Orchestra dei Bottari domenica 6 agosto.

 

31 Luglio 2017 0

Satira, Musica e Solidarietà. Il messaggio che parte dal Teatro Romano

Di felice pensabene

Cassino – E’ una delle arti più antiche attraverso la quale, anche in periodi di oligarchia, al popolo era consentito dire la sua. La satira   critica  la politica e  la società, mostrandone le contraddizioni e promuovendo venti di   cambiamento. Ed in un momento in cui un nuovo approccio potrebbe essere la via d’uscita da una serie di empasse in cui il nostro Bel Paese sembra imbrigliato, è la satira l’arma per aizzare nuove correnti.  Per questo sarà l’attenta ironia di Maurizio Battista ad aprire a Cassino la 4 giorni di comicità,  musica e solidarietà, al Teatro Romano   che da giovedì 3 a domenica 6 agosto ospiterà 4 eventi di cartello.   Lui è un attento osservatore della realtà che porta sui palcoscenici d’Italia, condita da pungente umorismo misto a dosi di leggerezza. Sarà il cabarettista, attore e comico romano Maurizio Battista ad aprire la 4 giorni

Il primo appuntamento dunque è dedicato alla versatilità tutta capitolina di Battista. La seconda serata, venerdì 4 agosto invece, è riservata alla storia della musica italiana con la poesia di Roberto Vecchioni. Il “professore” milanese che racconta scampoli di storie di vita: la sua, quella  più intima e personale, quella di ciascuno di noi, tenuta in piedi  dall’unico  filo conduttore della nostra esistenza: l’Amore.

Dalla ricerca di un Amore autentico che potrà salvare il mondo, si torna all’ironia   sabato 5 agosto quando   al Teatro Romano arriverà la carica travolgente di Giobbe Covatta. Il dissacrante comico pugliese ma napoletano d’azione che, con i suoi racconti (molti dei quali tratti da storia vere) porta sui palcoscenici d’Italia la voglia di riscatto di un mondo che arranca. Passaggi comici inframmezzati dalla volontà di far conoscere i diritti dei bambini  riconosciuti dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, promuovendo una cultura di rispetto, di pace e di eguaglianza. Ci sarà di che ridere, e di che riflettere, quindi, nella serata col comico meridionale, testimonial di AMREF e Save the Children.

Il quarto artista che concluderà la rassegna, nel 1999 è stato invece convocato dall’Unicef: al napoletano Enzo Avitabile fu chiesto un brano il cui ricavato sarebbe servito alla scolarizzazione delle bambine del Benin. Nasce così “Mane e mane” che è a tutt’oggi una delle tracce che incarnano alla perfezione il dialogo spirituale, sociale e politico fra le culture del Mediterraneo.  La musica del mondo di  Enzo Avitabile e l’Orchestra dei Bottari concluderà la rassegna nata per coniugare le aspettative e le esigenze di un vasto pubblico. Una rassegna che vuole divertire ed incantare ma anche aprire lo sguardo sul mondo.

Il Teatro Romano di Cassino diventa così dal 3 al 6 agosto luogo di incontro tra generi e culture con lo sguardo volto anche al sociale. Dal costo di ogni biglietto verrà devoluto un euro all’associazione cittadina “Sosteniamo” che, attraverso borse di studio, aiuterà decine di famiglie meno abbienti della città  a provvedere all’istruzione dei propri ragazzi.

 

25 Luglio 2017 0

Formia – “Festival del Teatro Classico”, ultimo appuntamento nel segno di Aristofane. Sabato 29 in scena “Le donne al Parlamento”

Di Comunicato Stampa

La satira irriverente di Aristofane anima l’ultimo appuntamento dell’edizione 2017 del “Festival del Teatro Classico”. Sabato 29 luglio alle ore 21.30 presso l’area archeologica di Caposele va in scena “Le donne al Parlamento”, capolavoro del commediografo greco, adattato e diretto da Vincenzo Zingaro, direttore artistico della kermesse prodotta dal Comune di Formia e quest’anno gemellata con il prestigioso “Calatafimi Segesta Festival Dionisiache 2017”.

In occasione del 25esimo anniversario della sua nascita, la compagnia “Castalia” porta in scena uno spettacolo unico, divertente, graffiante, poetico. Il genio di Aristofane offre un’illuminante occasione di riflessione sul rapporto conflittuale tra individuo e società. Al centro della commedia ci sono temi di sconvolgente attualità: la partecipazione femminile al potere politico, la parità dei diritti, la corruzione, l’uguaglianza sociale. In un’Atene sfiancata dalla guerra, in uno stato di sbando materiale e spirituale, l’autore immagina che le donne, stanche dell’inettitudine degli uomini, della loro incapacità di costruire un mondo giusto, attuino un “colpo di stato” e assumano il potere. Una volta al governo, decidono di mettere tutto in comune, abolendo la proprietà privata e la famiglia. Tutti attingeranno in parti uguali al patrimonio collettivo, amministrato dalle donne, che avranno in comune tutti gli uomini e potranno fare figli con chiunque. L’utopia protofemminista dell’eroina Prassagora non potrà realizzarsi, però, e, in un’esplosione di contraddizioni e comicità, il grande sogno si trasformerà in un incubo grottesco.

Lo straordinario allestimento di Vincenzo Zingaro restituisce la ricchezza dei molteplici aspetti contenuti nell’opera, recuperando l’atmosfera originale della commedia, soprattutto attraverso l’uso delle maschere (create dal celebre “Carboni Studio” di cui ricordiamo il sodalizio con Fellini). Uno spettacolo imperdibile per chiunque voglia immergersi nel meraviglioso mondo della commedia antica e affrontare un viaggio alla ricerca delle nostre origini.

Lo spettacolo è stato rappresentato con successo presso il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico) di Roma e in diversi Festival Nazionali come quelli di Ostia Antica, Pompei, Avella e Nocera e parteciperà al “Calatafimi Segesta Festival Dionisiache 2017”.

Adattamento e Regia: Vincenzo Zingaro Con Annalena Lombardi, Fabrizio Passerini, Ugo Cardinali, Rocco Militano, Piero Sarpa, Laura De Angelis, Sina Sebastiani, Mario Piana. Maschere: Carboni Studio – Musiche: Giovanni Zappalorto Costumi: Emiliana Di Rubbo – Scene: Vincenzo Zingaro – Disegno luci: Giovanna Venzi

Per informazioni sullo spettacolo chiamare l’Ufficio Cultura del Comune (0771.778622 / 0771.778398). Biglietti: €10 in prevendita presso Gran Caffè Tirreno (via Vitruvio 238), bar La Perla (Largo Paone 9), Ufficio IAT (piano terra palazzo comunale) fino alle ore 18 del giorno di spettacolo e €15 presso il botteghino all’area archeologica di Caposele, aperto dalle ore 20.30 nei giorni di spettacolo.

24 Luglio 2017 0

Al Teatro Romano in scena la farsa dialettale “Nun se vere luce”

Di felice pensabene

Cassino – Si chiude l’estate del Centro Universitario Teatrale di Cassino con l’opera di Anna De Santis “Nun se vere luce” in scena venerdì 28 luglio alle ore 21. Dopo il recente successo della commedia “Per tutti gli dei”, gli attori diretti da Antonio Lauritano e Teresa Recchia tornano sul palco del Teatro Romano con una farsa dialettale dai toni allegri e spassosi. Nel secondo appuntamento del Cut con CassinoArte le luci si accenderanno su un’ambientazione popolare, in un’atmosfera quotidiana e realistica, dove situazioni e personaggi stravaganti daranno vita a intrecci comici al limite del grottesco. Ad essere protagonisti saranno l’ironia, l’esasperazione e il folklore.

La farsa racconta la storia di una modesta famiglia che tenta di risollevare le proprie sorti economiche mettendo in scena ingegnosi e improbabili piani. La giovane figlia, con la complicità della madre e delle astute comari, riesce ad aggirare ingenui e ricchi giovanotti con trappole amorose. Lo spettacolo con toni sempre molto accesi segue alcuni classici cliché regalando al pubblico risate e divertimento: dalla sottile astuzia femminile alla semplicità di giovani uomini poco avvenenti, dall’ottusa arroganza dei ricchi signorotti alla scaltrezza di uomini miserabili e irriverenti, dagli inganni d’amore all’eterna contrapposizione del povero disgraziato al ricco prepotente.

L’estremizzazione di personaggi, vicende, comportamenti ed emozioni sarà la chiave di lettura di “Nun se vere luce”. Interpretato in dialetto locale secondo gli schemi tipici del genere della farsa sarà animato da costanti esplosioni di battute, inganni e doppi sensi. I personaggi sono spesso vere e proprie caricature con una personalità e un’indole chiare e manifeste al pubblico sin dalla prima scena. «Dopo il debutto di dicembre al Teatro Manzoni abbiamo voluto replicare la messa in scena dell’opera di Anna De Santis perché è uno spettacolo divertente, leggero e coinvolgente – racconta Giorgio Mennoia, direttore artistico del Cut – e il linguaggio dialettale risulta sempre un canale comunicativo diretto e molto apprezzato dagli spettatori del nostro territorio».

«Anche questo secondo appuntamento estivo con il Cut rientra nel progetto riconosciuto e premiato dalla Camera di Commercio di Frosinone – spiega il responsabile organizzativo Marco Mattei – le due serate di spettacolo dal vivo infatti sono state pensate e costruite con l’intento di promuovere un equilibrio culturale tra teatro, turismo e imprenditoria in modo intelligente e spensierato». La rappresentazione provvederà, come la tradizione della farsa impone, al fondamentale bisogno umano di alleviare i guai dell’esistenza con momenti di riso spensierato, regalando al pubblico due ore piacevoli seguendo il leitmotiv “la nostra salvezza: si toglie ai ricchi per dare ai poveri!”.

 

16 Luglio 2017 0

Gli “Attori per caso” al teatro romano con l’Hotel Manicomio

Di redazionecassino4

CASSINO – La commedia di scena nel teatro romano di Cassino, Nell’ambito della rassegna “Cassino arte 2017”. Questa sera gli “Attori per caso” porteranno sul palcoscenico della suggestiva struttura una commedia in due tempi di Maurizio Sinagoga, Hotel manicomio. “La commedia è mia – ci racconta Sinagoga – ma ispirata da un copione del barone Giovanni Carlo Cosenza. E racconta le storie degli ospiti di un manicomio che però è più simile ad un albergo. Non una struttura psichiatrica con medicine ma un luogo dove coccolare i malati e farli sentire, appunto, come se fossero in un hotel”. Sono 24 gli “attori per caso” che saranno in scena e che hanno iniziato a fare teatro nella compagnia nata nell’Oratorio Don Bosco di Cassino. “È facile riempire i teatri quando si chiamano personaggi famosi – precisa l’assessore Nora Noury – ma trovo che sia ancora più bello e stimolante ospitare compagnie teatrali ed artisti del territorio e Cassino è ricca di artisti, anche di un certo livello. Questa volta tocca agli Attori per caso, che hanno già dimostrato in tante occasioni, quanto sia serio e professionale il modo in cui affrontano il palcoscenico. Spero davvero che tanti cassinati scelgano di venire ad applaudirli e far sentire il loro appoggio a questi concittadini che ci regaleranno qualche ora di piacevole divertimento con una simpatica commedia”. Il costo del biglietto di ingresso è di soli 5 euro.

14 Giugno 2017 0

Teatro Romano: Oltre ai bivacchi, scompare sotto le erbacce, anche l’ingresso per i disabili

Di felice pensabene

Cassino – Qualche giorno fa (il 10 giugno scorso n.d.r.) ci eravamo posti un interrogativo: “Chi bivacca all’interno del teatro romano di Cassino?” al quale non abbiamo avuto risposta, come sempre avviene in questi casi. Una domanda legittima visto che avevamo documentato le evidenti tracce lasciate da ignoti nel perimetro dell’area archeologica della Città Martire, proprio in quello che un tempo era il portico del Teatro. Le foto, del resto, scattate qualche giorno prima non lasciavano dubbi. Pietre portate da fuori, così come un tombino posto a mo’ di tavolo o appoggio, dimostravano che qualcuno accede all’area quasi certamente al di fuori degli orari delle visite, per un motivi ancora non ben chiari  riuscendo a fare i propri comodi. Accanto ai “bivacchi anonimi” però c’è da registrare lo stato di abbandono in cui versa il Teatro romano, soprattutto in quello che rappresenta l’accesso ai disabili. Già, proprio così, poiché quello che dovrebbe servire per consentire l’accesso ai visitatori disabili del monumento archeologico della nostra città è scomparso sotto le erbacce. Un monumento, fra i pochi accessibili, è completamente coperto di sterpaglie che ne oscurano completamente l’esistenza. C’è inoltre da considerare la mancata manutenzione della rampa di accesso realizzata qualche anno fa. In conclusione, se risulta impossibile attribuire la responsabilità dei “bivacchi anonimi” dovuti semplicemente al gusto di profanare un divieto di accesso, posto con un obiettivo ben preciso, quello di conservare la gemma dell’archeologia del cassinate. La presenza di incuria, degrado, le erbacce su quell’ingesso hanno nomi e cognomi ben precisi. Speriamo che si riesca a riportare, nel più breve tempo possibile, il giusto decoro ad una delle aree archeologiche importanti di Cassino senza dover aspettare l’inizio degli spettacoli in programma per l’estate 2017!

F. Pensabene

10 Giugno 2017 0

Tracce di bivacco nel teatro romano di Cassino

Di Ermanno Amedei

Cassino – Chi bivacca all’interno del teatro romano di Cassino? Domanda legittima se si considerano le evidenti tracce lasciate da ignoti nel perimetro dell’area archeologica della città martire, proprio in quello che un tempo era il portico del Teatro.

Le foto sono state scattate qualche giorno fa. Pietre portate da fuori, così come un tombino posto a mo di tavolo o appoggio, dimostrano che qualcuno accede all’area quasi certamente al di fuori degli orari delle visite, per un motivo ancora non ben chiaro.

Forse per bivaccare, o semplicemente per il gusto di profanare un segnidivieto di accesso. Il problema è che quel divieto serve anche per conservare la gemma dell’archeologia del cassinate e questo circostanza pone seri dubbi sull’efficacia del sistema di sicurezza. Ermanno Amedei

27 Marzo 2017 0

Castrocielo- In scena la commedia “Tre pechere viziuse” a cura della compagnia teatrale Castrum Coeli

Di Comunicato Stampa

Castrocielo– Appuntamento da non perdere quello di sabato primo aprile presso la palestra della Scuola Media. Alle ore 21.00 andrà in scena la commedia “Tre pechere viziuse” ispirato al noto lavoro di Scarpetta. Da una rielaborazione di Aurora Di Murro sarà possibile assistere ad una commedia in tre atti con dodici personaggi. I costumi e la scenografia sono curati da Caterina Buonanno, i suoni e le luci da Sfefano Cerasi. Regia di Aurora Di Murro. Hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa la compagnia teatrale Castrum Coeli, l’amministrazione comunale e la Pro Loco. N.Costa

14 Marzo 2017 0

Tra sport e teatro, “Diversamente in marcia” a Cassino

Di Ermanno Amedei

Cassino – L’attore e regista Marco Di Stefano parteciperà, il prossimo 22 marzo a Cassino, alla conferenza stampa del Campionato Nazionale ed Internazionale di Marcia, II Edizione dei “Diversamente in marcia” fortemente voluta dall’Associazione Sport No Frontiere e dal Presidente Valeria Santini. All’incontro con la stampa previsto per le ore 16 presso la biblioteca comunale, saranno presenti i disabili dei Centro Universitario Teatrale diretto dall’attore Giorgio Mennoia, e ciò nella prospettiva di realizzazione a Cassino il Teatro della Comunità, forma teatrale ideata dall’attore Di Stefano e finalizzata alla partecipazione, in veste di attori protagonisti, di ogni cittadino che, con la propria particolarità e diversità, contribuisce alla ideazione di uno spettacolo da rappresentare in teatro.

Durante la conferenza stampa verràpresentato un percorso teatrale cui possano partecipare tutti i cittadini.

Il Teatro della Comunità, ha proprio lo scopo di portare in scena la polis, la piazza, la storia della comunità, non occorre essere attori per partecipare, è uno spettacolo animato dalle persone comuni aperto a tutti.

“La collaborazione con le associazioni dei disabili – si legge in una nota redatta dagli organizzatori – è fondamentale divenendo proprio i portatori di diverse abilità la “guida” per i cittadini – artisti a ruoli ribaltati.

In tal modo, da un lato, si favorisce un percorso di integrazione del disabile nel tessuto sociale e, dall’altro, si avvicina il cittadino alle difficoltà del quotidiano vivere del disabile medesimo sensibilizzandolo a guardare e vivere con gli occhi di chi non può o non riesce.

Evidente che trattasi di un progetto, da attuare in collaborazione con le associazioni di teatro e di disabilità presenti sul territorio, che andrà strutturato nel tempo e che si auspica possa essere inserito ogni anno nella rassegna teatrale del Comune di Cassino come accaduto a Civitanova Marche o a Macerata.

E’ il teatro di tutti e sicuramente motivo di dialogo e di riflessione sui problemi sociali”.

13 Marzo 2017 0

Biglietti gratis per i meno abbienti collaborazione tra Comune e teatro Manzoni

Di felice pensabene

Cassino – Grazie alla cooperazione tra l’assessorato alle Politiche sociali e la direzione del Manzoni, il Teatro della città apre le porte anche ai meno abbienti. Sono già diverse le iniziative intraprese che hanno permesso a molti ragazzi e a molte famiglie di Cassino di vivere le belle emozioni che regala il teatro. “Da sempre operiamo per riuscire ad aprire la nostra struttura a tutti, anche a chi, per svariati motivi, non può permettersi il costo del biglietto. – ha detto Fabio Alescio, amministratore della società Amedea srl che gestisce il Teatro Manzoni – Con l’assessorato alle Politiche Sociali e quindi con l’assessore Benedetto Leone abbiamo trovato un’ottima intesa in grado di regalare un sorriso anche a chi vive momenti poco felici”. “Nessuno deve sentirsi escluso. Sono già tre le iniziative in cui il Teatro Manzoni ha messo a disposizione biglietti per persone che diversamente farebbero molta fatica a venire a teatro o addirittura non potrebbero proprio, – ha dichiarato invece l’assessore alle Politiche Sociali, Benedetto Leone – anche se già da qualche anno, la struttura, ha impostato una politica legata ai prezzi proprio per favorire l’accesso al maggior numero di persone possibili. Con queste azioni si vuole dare spazio a persone che, indipendentemente dalla condizione economica siano appassionati e interessati alla cultura. Ringrazio, dunque, Fabio Alescio e la società che gestisce il Teatro Manzoni per il lavoro che svolge quotidianamente per mandare avanti la struttura e per aver intrapreso in accordo con il comune questo percorso per non far sentire nessuno escluso dalla nostra comunità. Non lasceremo da solo nessuno, questo è il nostro obiettivo e siamo pronti a ringraziare chiunque ci dia una mano per raggiungerlo”. Ha concluso l’Assessore alle Politiche Sociali, Benedetto Leone.