Giorno: 27 ottobre 2010

27 ottobre 2010 0

Avvocato freddato, si è costituito l’assassino. E’ un 60enne di Sant’Elia

Di redazione
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Si è costituito in commissariato a Cassino l’uomo che oggi ha freddato con quattro colpi di pistola l’avvocato Massimo Pallini. Si tratta di Nicolino D. M. 60 anni di Sant’Elia Fiumerapido che nella prima serata di oggi ha varcato il cancello del commissariato di Polizia confessando di aver commesso l’omicidio. L’uomo è stato posto in stato di fermo ed è sotto interrogatorio da parte degli agenti di polizia e dagli uomi della squadra mobile di Frosinone che hanno affiancato le indagini svolte dai carabinieri. E’ stato svelato cosi il mistero sulla morte dell’apprezzato avvocato. Resta il mistero sui motivi che hanno spinto l’uomo a premere il grilletto. Er. Amedei

27 ottobre 2010 0

Avvocato freddato, la polizia ferma due persone

Di admin

Nell’affannosa ricerca al killer che ha freddato con diversi colpi di pistola l’avvocato Massimo Pallini si è inserita anche la polizia del Commissariato di Cassino e della squadra mobile di Frosinone. Gli uomini coordinati dal vice questore Carlo Bianchi avrebbero fermato due persone sospettate dell’omicidio. In questo momento i fermati stanno rispondendo alle domande degli inquirenti che sull’argomento conservano il massimo riserbo.

27 ottobre 2010 0

Pallini vittima di un killer spietato a sangue freddo

Di redazione

Sin dai primi minuti dopo la morte dell’avvocato Pallini, le indagini di carabinieri si sono concentrate sulle descrizioni fatte dai testimoni dell’assassino. Un uomo dal sangue freddissimo se si considerano le modalità di quella che sembra una vera esecuzione: senza preoccuparsi di nascondere il volto, con fermezza ma anche cortesia ha chiesto ai clienti in attesa di poter entrare solo un minuti per “dire una parola all’avvocato”. Quelle parole erano in realtà colpi mortali di pistola: quattro ne sarebbero stati ascoltati dai testimoni, tre i bossoli rimasti sul pavimento come i due fori mortali sul corpo di Pallini. Due lo avrebbero raggiunto sul lato sinistro del torace, uno all’altezza della gola. Poi è fuggito lasciando ai clienti in attesa, la possibilità di scoprire dietro la porta dello studio del’avvocato, la tragedia consumata. Andando via per le scale, quell’assassino è stato anche capace di sbeffeggiare la situazione drammatica; ad una donna che saliva le scale per raggingere il legale ha detto: “Signora, è inutile che sale; c’è tanta gente a fare la fila”. Poi, di lui, non si è saputo più nulla. Le descrizioni fatte dai testimoni, alcune in maniera confusa, hanno innescato subito le ricerche al momento infruttuose. L’ufficio di Pallini è in un angolo della città che riserva molti punti di fuga. Innanzitutto la vicina stazione. Per assurso, se l’assassino fosse un forestiero, potrebbe essere arrivato in città su un treno ed essere ripartito subito dopo aver commesso l’omicidio. Vicina è ache l’imbocco della superstrada Cassino Sora e Cassino Formia, ma anche la Casilina Sud. L’uomo, quindi, per allontanarsi aveva solo l’imbarazzo della scelta. Si spulcia ovviamente anche sull’agenda dell’avvocato ucciso alla ricerca di una causa, un processo che potesse dare elementi all’indagine ma, al momento, la morte dell’avvocato Massimo Pallini è avvolta nel mistero. Ermanno Amedei

27 ottobre 2010 0

Avvocato freddato, una folla di 400 persone si è raccolta davanti l’ufficio del legale

Di redazione

Una folla di oltre 400 persone si è raccolta oggi pomeriggio all’incrocio tra via Cimarosa e via Leopardi a Cassino. In poco meno di mezz’ora dall’esplosione dei tre, o forse quattro colpi di pistola che hanno freddato l’avvocato Massimo Pallini nel suo ufficio al primo piano, la notizia si è diffusa in città a e all’esterno della palazzina si sono raccolti conoscenti, colleghi magistrati dipenenti del tribunale di Cassino. Tutti a chiedersi chi possa aver voluto la morte del legale apprezzato e stimato sia come uomo che come professionista. Er. Amedei

27 ottobre 2010 0

Ucciso nel proprio studio l’avvocato Massimo Pallini

Di redazionecassino1

Ucciso nelle prime ore del pomeriggio l’avvocato Massimo Pallini. Il professionista era all’interno del proprio studio, in via Cimarosa a Cassino, quando uno sconosciuto, intorno alle ore sedici, vi si è introdotto, mentre la sala d’attesa era gremita di clienti, ed ha chiesto di poter parlare con il professionista prima degli altri clienti. Entrato nello studio ha  esploso quattro colpi di pistola all’indirizzo del noto professionista, si è poi  dileguato, facendo, al momento, perdere le proprie tracce. Dalle prime indiscrezioni, si tratterebbe di un uomo di circa quarantacinque anni, che nel dileguarsi, pare, abbia invitato una signora, cliente dell’avvocato, a “non salire tanto lo studio era pieno di gente”. L’avvocato Pallini è morto all’istante. Oscuri ancora i motivi del gesto. Sono in corso gli accertamenti da parte degli inquirenti  e delle Forze dell’Ordine che hanno iniziato una caccia all’uomo per individuare e catturare il responsabile. F. Pensabene [nggallery id=188]

27 ottobre 2010 0

Ecografo rotto all’Umberto I di Frosinone, insorgono le associazioni dei malati

Di redazione2

Ecografo fuori uso da più di un mese.

Protesta il presidente delle associazioni della città di Frosinone e paventa l’intervento della procura della Repubblica.

Lo strumento diagnostico in dotazione all’ U.O.C.(Unità Operativa Complessa) di medicina dell’ospedale del Capoluogo non funzionando crea dei problemi notevoli all’utenza.

Si è rotta la sonda e cosi non possono essere eseguiti ecocardiogrammi ed ecoaddomi ai pazienti ricoverati che ne hanno bisogno.

Si tratta di esami che vengono prenotati, per i ricoverati, presso l’ambulatorio dell’ospedale con attese di uno due mesi. I medici sono costretti da un lato a prolungare la degenza al costo giornaliero di mille euro circa per paziente – afferma Notarcola-. oppure a dimettere l’utente con tutti i rischi che ne possono derivare.

Il costo di un macchinario nuovo sarebbe sette mila euro. Non riparandola si rischia di spendere molto di più. La constatazione del presidente Notarcola è indirizzata non solo all’opinione pubblica ma anche al dirigente della Asl di Frosinone con la speranza che il trasferimento presso la nuova struttura non comporti più frustrazioni del genere per l’utenza.

Tamara Graziani

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Bambini usati per prendere cuccioli dai canili e destinarli ai laboratori

Di redazione

Bambini utilizzati per raccogliere i cuccioli di cane da inviare nei canili e nei laboratori in Germania e nei paesi dell’Est Europa dove la pratica della sperimentazione animale per i cosmetici è ancora utilizzata. Il sistema che ci è stato segnalato in almeno una cinquantina di email provenienti principalmente dalle province di Taranto, Bari, Lecce e Brindisi è semplice e diabolico allo stesso tempo. Gli organizzatori di questo traffico clandestino di cani, dopo aver assoldato alcuni ragazzini ed averli ben istruiti li mandano nelle campagne in compagnia di finti genitori a chiedere di poter adottare un cucciolo di cane, ovviamente i cuccioli vengono individuati tra quelli delle razze più richieste sia per il mercato clandestino delle adozioni in Germania sia per quanto riguarda l’uso di questi cani per le sperimentazioni. Inoltre i bambini segnalano anche le cucciolate dei cani di strada che vengono raccolte dagli organizzatori dei viaggi clandestini. Questi cuccioli una volta raccolti vengono avviati in strutture clandestine dove vengono selezionati e dopo essere stati intestati in maniera fittizia a persone complici vengono avviati stipati in pulmini senza alcuno stallo veterinario verso il nord Italia dove vengono fatti sostare di solito una notte per poi essere inviati il giorno successivo all’estero muniti di regolari permessi di acquisto da parte delle strutture a cui sono destinati. Stando alle segnalazioni che abbiamo raccolto in questi due mesi sarebbero stati inviati all’estero almeno 300 cuccioli di cani e cani in giovane età raccolti con l’ausilio dei bambini e poi ammassati in furgoncini ed inviati verso destinazione ignota. Il servizio legale di AIDAA sta ora valutando le segnalazioni per individuare i reati eventualmente commessi nel corso di queste operazioni per poi presentare formali denuncie. Vale la pena ricordare che ogni cucciolo viene pagato dagli acquirenti oltre frontiera mediamente dai 40 euro ai 60 euro, e da quanto siamo riusciti a scoprire ai bambini viene riconosciuto un compenso di tre euro per ogni cucciolo recuperato. Appare evidente che si tratta di una tratta dei cani che sotto apparenza di legalità nasconde un business molto redditizio, infatti per ogni viaggio in questi furgono vengono ammassati oltre 100 cani per un valore che si aggira sui 4-6 mila euro a viaggio e da quanto trapela pare che ogni mese i viaggi siano circa cinque, il che equivale a 60 viaggi l’anno per un giro di affari di oltre 350.000 euro. “Le prime segnalazioni di questo traffico di cani per i quali vengono utilizzati i bambini risale al mese di agosto, ora le segnalazioni si stanno moltiplicando ed anche se apparentemente tutto pare essere in regola in realtà questo è un vero e proprio traffico di cani verso l’estero- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- intanto stiamo verificando il sistema con il quale si raccolgono i cuccioli ed appare assolutamente primario il ruolo dei bambini mandati in giro a farsi regalare i cani che verrebbero poi intestati a prestanome per poi essere venduti in nero oltre confine. E’ una vergogna- continua Lorenzo Croce- che si usino dei bambini e animali per realizzare profitti che potrebbero essere anche illeciti. Chiediamo alle persone che ricevono strane richieste di adozione di cuccioli di cane e coloro che in Puglia ma anche in altre regioni sono a conoscenza di queste situazioni di avvisarci in modo da bloccare questi strani traffici una volta per tutte”.

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“Non tagliate quelle palme”, Ferry promuove un sistema per salvarle dal Punteruolo rosso

Di redazione

Il “Punteruolo Rosso”, l’insetto che si annida nelle piante di palme e le porta alla morte è considerata una vera pestilenza che viene combattuta abbattendo, tagliando, sradicando ogni palma che ne viene attaccata. “Ma perché?” A chiederselo è Michel Ferry, ricercatore dell’INRA Francia (Istituto nazionale della ricerca agronomica) e direttore scientifico della Stazione Phoenix Centro di ricerca sulla palma da dattero e l’agricoltura in Spagna. Ferry è il massimo esponente in materia e, leggendo l’articolo relativo all’abbattimento delle palme a Pescara in seguito all’attacco del famigerato Punteruolo rosso ha scritto a www.ilpuntoamezzoggiorno.it esternando il suo stupore per il drastico sistema di eliminare le piante per arginare il contagio. “Le palme – scrive il ricercatore – hanno molto valore e non mi spiego perché non si fanno tentativi per salvarle anche in considerazione del fatto che esiste un sistema capace di dare il 90% delle possibilità di salvezza dell’albero”. Il sistema a cui Ferry fa riferimento è chiamato “risanamento meccanito”. Gli abbiamo chiesto in cosa consiste e lui ha risposto. “Il principio del risanamento meccanico è molto semplice da comprendere a patto di abbandonare una concezione totalmente erronea sul punteruolo rosso delle palme che viene ripetuto senza fine dai servizi della protezione dei vegetali e da certi ricercatori. E’ stato detto che una palma infestata era una palma morta pericolosa perché le larve uccidevano velocemente il germoglio terminale o scavavano delle gallerie nel tronco. Abbiamo stabilito ed abbiamo reso pubblico da tre anni che ciò è completamente falso. Le larve si trovano per 8 o 12 mesi nella base delle palme. Il metodo del risanamento meccanico consiste nell’utilizzo di un attrezzo tagliente con cui tagliare le basi di palme infestate. Il suo principio è estremamente semplice dunque ed il suo collocamento in opera può essere appreso molto velocemente dai professionisti. Questa tecnica permette di distruggere tutti i punteruoli presenti e di mettere fine alla diffusione del devastante insetto. Permette anche di salvare la palma di cui l’infestazione è stata scoperta per tempo. Contrariamente a ciò che è stato ripetuto senza tregua a torto, questo sistema è possibile per le larve che hanno scavato delle gallerie alla base delle palme creando velocemente effetti visibili. Questi danni finiscono per essere importanti producendo un cedimento brutale di palma ma contrariamente a ciò che si crede anche quando ciò arriva, la palma può essere salvata ancora perché nessuna degli i suoi elementi vitali è stato intaccato. Beninteso, è preferibile intervenire il più presto possibile ed occorre dunque che i proprietari delle palme ed i giardinieri siano formati alla localizzazione dei primi sintomi e siano estremamente vigili. Una volta formati i professionisti, il risanamento meccanico è facile da mettere in opera, ed è molto meno costosi dell’abbattimento, ma permette soprattutto di salvare le palme infestate. Dopo avere salvato la palma, bisogna bene evidentemente proteggerla da nuove infestazioni adoperando diversi procedimenti disponibili attualmente. Scoprendo e sanando immediatamente le palme infestate proteggendole poi, si può arrivare perfettamente progressivamente a sradicare il punteruolo rosso. È un vero peccato constatare che, in Italia, palme infestate che sarebbero potute essere salvate, sono state abbattuta col loro tronco stritolato, operazione molto costosa e completamente inutile poiché le larve non vivono nel tronco. Denaro speso inutilmente! Quale pasticcio per patrimoni paesaggistici prezioso per molto città!”