pubblicato il30 agosto 2013 alle 21:54

Cassinate ancora a rischio ordigno bellico. Il cercatore di bombe: “Da incoscienti non fare una bonifica capillare”

“La seconda guerra mondiale colma il sottosuolo del cassinate e dintorni di ordigni bellici inesplosi: bombe d’aereo da 250, 500, 1000 lb. Bombe da mortaio, a mano, granate di piccolo, medio e grande calibro: esplodenti, a frattura prestabilita, fumogene”. Scrive in una nota Giovanni Lafirenze, espertonel settore delle bonifiche da ordigni. “Non solo, mine antiuomo, anticarro, eccetera, eccetera. Una grande quantità di queste munizioni non esplode, restando fino ai nostri tempi malignamente interrate bombe d’aereo e grossi calibri a profondità maggiori, medi e piccoli calibri a profondità minori. Baionette, bombe a mano, mine e quant’altro quasi in superficie. Nel dopo guerra numerosi sono stati feriti da questi residuati, ma occorre non dimenticare che questi oggetti del passato ancora oggi sono in grado di produrre, nel migliore dei casi terribili “traumi da scoppio”, ultimi esempi in ordine di tempo (2013) i tre ragazzi della Val di Susa feriti da una bomba a mano mentre raccolgono patate. Il giovane di Aprilia, sempre con una bomba a mano, il ragazzo di Treviso colpito da un Panzerfaust. Altri esempi – continua il cercatore di bombe – i numerosi incendi che a causa dell’elevato fattore termico prodotto dalle fiamme incentivano le detonazioni dei residuati bellici ancora nascosti nel sottosuolo. Ovviamente tutto ciò aumenta a dismisura il rischio per i Vigili del Fuoco intenti a domare un incendio. Cassino, Montecassino, San Pietro Infine, Venafro, Tollo, Ortona, ed ogni paese inserito nelle numerose linee difensive tedesche sono tutti a codice rosso, anzi più che rosso. Per logica dovrebbero bonificare queste aree tanto infestate, ahimé non accade, sia per non voler considerare il problema, sia per mancanza di fondi. Eppure in altre località italiane la bonifica bellica è già da tempo obbligatoria per ogni lavoro edile, inspiegabilmente a Cassino no.
bombaA Cassino capita che qualche anonimo rinviene dei residuati bellici e decide, esponendo se stesso a pericolo e reati penali vari, di posarli nei posti sbagliati (posti giusti non esistono). Nel caso specifico ricordiamo i rinvenimenti su strada degli anni precedenti (2011, 2012). Anche quest’anno i soliti “incoscienti” replicano l’odioso copione. Infatti un gruppo di Vigili del Fuoco del Comando di Cassino, dopo aver domato fiamme, rinviene una granata inspiegabilmente posata a pochi metri della superstrada Sora Cassino. Roba da pazzi, roba da rabbrividire. Non dimentichiamo che nel 2008 a Latina tre Vigili vengono raggiunti dalle schegge di una improvvisa esplosione di un residuato bellico. Per difendersi da tutto questo i Comuni interessati dovrebbero rendere obbligatoria la bonifica sistematica, detta anche preventiva. Qualcuno potrebbe così intervenire: “ ma la bonifica è eseguita ad ogni rinvenimento occasionale”. Giusta osservazione, rispondo, ma quella in realtà è lo smaltimento di uno o più residuati bellici casualmente rinvenuti. bomba-aereoIn definitiva queste bonifiche occasionali liberano da ordigni pochi metri quadri di terreno e non eliminano il problema che in questi casi travolge valli, monti, fiumi, milioni e milioni di metri quadri. Infatti per “bonifica Bellica s’intende: “ricerca, localizzazione, individuazione e scoprimento dell’ordigno bellico”. Operazioni scevre di tutte queste fasi non rappresentano la bonifica bellica sistematica. Come ordinare la “risolutrice” bonifica bellica preventiva o sistematica: In Italia la bonifica bellica è seguita, per il centro sud, dal X reparto BCM infrastrutture Napoli (numerosi i suoi interventi nel cassinate). È sufficiente rivolgersi a loro per risolvere problemi a più largo raggio. In più in Italia operano più ditte specializzate in questa strana professione: “cercatori di Bombe”. La bonifica bellica – conclude Lafirenze – cassino-bomba-04
per l’area di Cassino e dintorni potrebbe essere di superficie, vale a dire, individuare, localizzare, mettere in luce tutto il materiale ferroso (compreso schegge) presente nel primo metro di terra. Certo un lavoro titanico in tempi di crisi economica, ma se fatto per gradi potremmo mutare il futuro di questa esplosiva discarica bellica che è il nostro paese”.

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