Rifiuti, il nuovo Piano del Lazio ridisegna il sistema: per Frosinone tra conferme e nuove sfide
23 Aprile 2026Frosinone – Il Lazio prova a voltare pagina nella gestione dei rifiuti. Con l’approvazione del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR 2026-2031), la Regione punta per la prima volta alla completa autosufficienza, superando una crisi strutturale che dura dalla chiusura di Malagrotta.
Ogni anno circa un milione di tonnellate di rifiuti viene ancora inviato fuori regione: un dato che evidenzia il ritardo impiantistico e lo squilibrio tra territori.
Il nuovo Piano mira a chiudere questo ciclo entro il 2028, riducendo la dipendenza esterna e riequilibrando il sistema.
Nuova governance e obiettivi
Il modello cambia radicalmente: non più cinque ambiti provinciali, ma due grandi ATO:
- ATO 1: Lazio senza Roma (in cui rientra la provincia di Frosinone);
- ATO 2: Roma Capitale.
L’obiettivo è adattare la gestione alle differenze territoriali e migliorare l’efficienza complessiva, con target precisi:
- raccolta differenziata al 72,3% entro il 2031;
- riduzione dei rifiuti del 6%;
- drastico calo del ricorso alla discarica.
Frosinone: un territorio già centrale nel sistema
La provincia di Frosinone non è nuova al tema della gestione dei rifiuti. Anzi, rappresenta uno dei pilastri storici del sistema regionale, soprattutto per la presenza di impianti strategici.
Il polo di San Vittore
Uno degli elementi chiave è il termovalorizzatore di San Vittore del Lazio, tra i principali impianti di recupero energetico della regione.
Questo impianto continuerà ad avere un ruolo centrale nel nuovo Piano, contribuendo alla chiusura del ciclo nell’ATO 1 e alla riduzione del ricorso alle discariche.
Roccasecca e la rete impiantistica
Nel territorio frusinate è previsto anche l’ampliamento della discarica di Roccasecca, uno dei quattro siti principali individuati per garantire lo smaltimento dei residui non recuperabili.
Questo conferma come la provincia resti un nodo fondamentale per la gestione regionale.
Un equilibrio da costruire
Il nuovo Piano introduce però un cambio di prospettiva:
non più concentrare il carico su pochi territori, ma distribuire responsabilità e impianti in modo più equilibrato.
Per Frosinone questo significa:
- continuare a svolgere un ruolo strategico;
- ma all’interno di un sistema più bilanciato rispetto al passato.
L’ATO 1, infatti, è già più avanzato rispetto a Roma sul fronte della raccolta differenziata, e questo pone il territorio in una posizione di relativa forza.
Opportunità per la provincia
Il Piano prevede anche investimenti per 60 milioni di euro destinati a:
- migliorare la raccolta differenziata;
- potenziare impianti e centri di raccolta;
- sostenere i Comuni che ospitano infrastrutture strategiche.
Per il territorio frusinate questo può tradursi in:
- modernizzazione degli impianti esistenti;
- nuove opportunità occupazionali legate all’economia circolare;
- maggiore autonomia nella gestione locale dei rifiuti.
Le criticità: tra continuità e pressione territoriale
Accanto alle opportunità, restano alcune criticità:
- la conferma di impianti già esistenti e il loro potenziamento;
- l’ampliamento delle discariche;
- il rischio di mantenere una pressione ambientale significativa su alcune aree della provincia.
Il tema del bilanciamento territoriale sarà quindi centrale anche nel dibattito locale.
Una sfida concreta per la Ciociaria
Il nuovo Piano rappresenta un passaggio decisivo: trasformare un sistema emergenziale in una gestione programmata e autosufficiente.
Per la provincia di Frosinone la sfida è duplice:
continuare a essere uno dei motori del sistema regionale, ma senza tornare a essere un territorio di “sacrificio”.
Molto dipenderà dall’attuazione concreta delle misure e dalla capacità della Regione di distribuire davvero in modo equo il peso della gestione dei rifiuti.


