Scoperta a Viterbo fabbrica clandestina di sigarette che riforniva tutto il Lazio

Scoperta a Viterbo fabbrica clandestina di sigarette che riforniva tutto il Lazio

20 Ottobre 2026 0 Di redazione

Viterbo, fabbrica clandestina di sigarette: il mercato nero poteva raggiungere anche il Frusinate

VITERBO. Una fabbrica clandestina di sigarette nel Viterbese, con una capacità produttiva industriale e un potenziale mercato di sbocco in tutto il Lazio, fino alla provincia di Frosinone. È lo scenario che emerge dall’operazione della Guardia di finanza a Settevene, dove sono state sequestrate circa 20 tonnellate di tabacco e sigarette contraffatte, per un valore stimato di 7,5 milioni di euro. Otto persone sono state arrestate.

L’ipotesi è che i prodotti, confezionati con marchi contraffatti Winston e Marlboro, fossero destinati al mercato nero regionale, con una possibile distribuzione anche nel territorio frusinate. Un’eventualità che dovrà essere verificata dagli accertamenti investigativi.

L’indagine è partita da un controllo della Compagnia di Civita Castellana. I finanzieri hanno notato movimenti sospetti nei pressi di un capannone già monitorato e hanno fermato, sulla via Cassia in direzione Roma, un autocarro con circa sei tonnellate di sigarette. I pacchetti riproducevano fedelmente quelli originali, ma riportavano tutti lo stesso numero seriale. Il conducente, un italiano che avrebbe dovuto ricevere mille euro per il trasporto, è stato arrestato.

Gli approfondimenti, coordinati dalla Procura di Viterbo, hanno portato i militari all’interno dello stabile, dove sono stati sorpresi sette cittadini paraguaiani impegnati nella lavorazione. La struttura era una vera e propria linea industriale: partendo dal tabacco grezzo, i macchinari producevano e confezionavano ininterrottamente sigarette pronte per la vendita.

L’impianto disponeva di locali insonorizzati, sistemi di essiccazione ad alte temperature, condutture per lo smaltimento dei fumi e generatori alimentati a gasolio. Accanto alla zona produttiva erano stati ricavati alloggi di fortuna con dieci posti letto, in condizioni igienico-sanitarie precarie. Trovato anche un dispositivo disturbatore di frequenze.

Oltre ai prodotti da fumo, sono stati sequestrati l’intero complesso aziendale, una linea automatizzata del valore stimato di due milioni di euro, un autoarticolato e denaro contante. Gli otto arrestati sono stati condotti nel carcere di Viterbo.

La produzione, secondo gli investigatori, avrebbe consentito di alimentare un circuito di contrabbando su vasta scala, sottraendo i prodotti ai controlli sanitari e al pagamento delle accise. Resta da ricostruire la rete di distribuzione e stabilire quali territori, compresa eventualmente la provincia di Frosinone, fossero coinvolti.