Tag: indagati

19 Dicembre 2016 0

Violenza sessuale ad Anagni, carabinieri a caccia dei sette indagati

Di admin
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Anagni – Sono tutte detenzioni in carcere le sette misure cautelari che da questa mattina i carabinieri di Anagni comandati dal capitano Camillo Meo stanno eseguendo.

L’indagine riguarda una turpe vicenda di violenza sessuale di cui è stata vittima una giovanissima donna. I protagonisti diu quell’efferato fatto sarebbero tutti italiani di etnia Rom.

Al momento i carabinieri sono ancora impegnati nel rintracciare tutti i destinatari delle ordinanze anche perchè molti non sono residenti in provincia di Frosinone.

7 Ottobre 2016 0

Brogli elettorali a Cassino, indagati presidente e segretaria di seggio

Di admin

Cassino – Brogli elettorali, sono state notificate questa mattina gli avvisi di garanzia, quali persone iscritte nel registro degli indagati, a due persone di Cassino, in merito alle indagini relativa ai possibili brogli elettorali avvenuti nel corso delle elezioni del 5 giugno a Cassino per il rinnovo dell’amministrazione comunale.

Le indagini condotte dalla locale procura della Repubblica che ha visto già acquisire dalla Prefettura di Frosinone tutte le schede elettorali e i verbali dei seggi, si è concentrata sul seggio numero 30 della frazione di Sant’Angelo in Theodice. Le persone indagate sarebbe V. N., il giovane presidente del seggio, e la segretaria dello stesso seggio C.D.S.. L’ipotesi di reato contestato è il falso e la Violazione della legge elettorale.

21 Marzo 2016 0

Indagini sulla discarica di Facciano a Pignataro, diminuiva il lavoro, aumentavano le spese

Di admin

Pignataro Interamna – Con 11 indagati tra amministratori, dipendenti comunali e imprenditori, la procura di Cassino riporta alla ribalta della cronaca la discarica di Facciano a Pignataro Interamna, o meglio, la gestione della stessa. I reati ipotizzati in sette capitoli dal procuratore Alfredo Mattei vanno dall’abuso d’ufficio, alla truffa ai danni dell’ente pubblico fino all’omissione di atti d’ufficio. La vicenda é complessa e la procura ha chiuso le indagini notificandolo in questi giorni agli indagati. Si tratta della messa in sicurezza e caratterizzazione del sito su cui, secondo gli inquirenti, i lavori previsti sulla carta erano solo pazialmente realizzati, mentre le spese per realizzarli, lievitavano. Le irregolarita contestate dalla procura hanno origine già nell’individuazione del rappresentante unico del procedimento relativo all’appalto dei lavori, individuandolo in un tecnico amministrativo, quando, in realtà, per quel lavoro, il comune aveva gia un tecnico in convenzione e che gli avrebbe fatto risparmiare quei circa 12.800 euro, sborsati per il nuovo incaricato. Ma ovviamente ci sarebbe dell’altro dato che scavando negli atti amministrativi dell’affidamento dei lavori, gli stessi sono stati affidati ad una società non titolata ad intervenire su lavori delle dimensioni di quello che interessava la discarica di Facciano. Ma non solo, sotto la lente degli investigatori è finita anche una perizia di variante giugno 2011 e una perzia di assestamento di febbraio 2014. Due atti fondamentali su cui ruotano le ipotesi di reato di abuso d’ufficio e truffa per una parte degli indagati. Atti con cui sarebbe stato determinato uno stravolgimento del progetto esecutivo originario limitandolo a 1170 tonnellate il quantitativo di rifiuti da rimuovere, a fronte delle 6mila tonnellate previste a progetto. Diminuiva il lavoro, ma non la parcella da versare alla ditta che, invece, lievitava da 766mila euro di altri 191mila euro. Lievitavano anche, i compensi ai direttori dei lavori che da circa 12.800 arrivavano a 41.600 euro. Eppoi la truffa ai danni dello stato sempre riconducibili alle delibera 123 del 2011 e 15 del 2014 con cui sono stati approvati il collaudo amministrativo, le risultanze tecnico economiche e la contabilita dei lavori in economia. Gli artifici e raggiri sono consistiti, secondo gli investigatori, nel far figurare un computo metrico delle perizia di variante che si dovesse procedere allo scavo, al trasporto e al conferimento a discarica autorizzata di rifiuti solidi non pericolosi per un tonnellaggio di 1172 mentre in realta, sarebbe stato accertato che sarebbero stati smaltiti solo 300 tonnellate di materiale, appena un quarto del previsto. Ma il compenso, invece, è stato completo dato che la Regione, indotta in errore ha pagato per quel lavoro un importo complessivo di 105 mila euro corrispondente allo smaltimento di 750 tonnellate di rifiuti, quando il giusto compenso per il quantitativo di rifiuti realmente rimosso sarebbe stato di circa 48mila euro. Ma nonsolo. Un’altra voce di spesa nella gestione e mantenimento di una discarica è la raccolta del percolato; una sostanza liquida altamente inquinante che si raccoglie nelle vasche sottostanti all’impianto di giacenza dei rifiuti. Ebbene anche in questo caso, i volumi di materiale documentalmente raccolto cozzano con quelli realmente raccolti. Dalle indagini sarebbe emerso che la perizia metrica di variante parla di 374 tonnellate di percolato da asportare ma le indagini avrebbero accertato che in realtá ne sarebbero stati portati via solamente 90 tonnellate. La Regione ha quindi, anche in questo caso, liquidato i lavori dalla volumetria maggiorata con una somma di 26.812 euro quando, invece, sarebbero bastati appena 6.745 euro. Per il solo sindaco di Pignataro si ravvisano, anche i reati di omissione di atti d’ufficio dato che, non avrebbe ottemperato alle precise indicazioni dall’Arpa lazio in ordine alla necessita di effettuare le analisi, una volta accertato il superamento del livello delle concentrazioni della soglia di contaminazione sia nel terreno che nelle acque di falda di arsenico cobalto, nichel, mercurio. Avrebbe omesso anche di adottato ordinanze per vietare di coltivare in quei terreni che si sapevano inquinati. Lo ribadiamo, queste, al momento, sarebbero solamente gli esiti delle indagini svolte dalla Procura di Cassino. Agli 11 indagati è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini e hanno a disposizione 20 giorni di tempo per depositare memorie difensive dopo di che la procura deciderà se avanzare la richiesta di rinvio a giudizio, cosa probabile, ma a quel punto l’impianto accusatorio, per arriare al processo, dovrà reggere la verifica del Gip. Ermanno Amedei

28 Aprile 2010 0

Usura, da “Bad meat” nuvi possibili indagati

Di redazione

Prosegue l’operazione BAD MEAT che nei giorni scorsi ha portato alla denuncia di 5 persone di cui uno in stato di arresto per i reati di usura e riciclaggio e che ha consentito il sequestro da parte del Nucleo di Polizia tributaria di Frosinone di un patrimonio mobiliare ed immobiliare di oltre 15 milioni. Le attività investigative condotte dalle fiamme gialle sotto il coordinamento della Procura della Repubblica ciociara ha consentito di individuare nuovi ipotesi investigative ed ipotizzare nuovi episodi di usura. Sono state effettuate diverse perquisizioni con acquisizioni bancarie che potrebbero far rivedere la posizione di alcuni soggetti allo stato non formalmente indagati tanto da ipotizzare nuove fattispecie di reato. La nuova fase investigativa ha subito una notevole accelerazione dalle audizioni testimoniali e dai riscontri documentali effettuati consentendo di individuare diversi soggetti la cui posizione è attualmente al vaglio degli investigatori.

21 Aprile 2010 0

“Guerra della pubblicità”, spuntano altri tre indagati

Di redazione

Il quella che a Cassino (Fr) sembra essere diventata una vera “guerra della pubblicità” spuntano altri tre indagati. L’inchiesta tra le aziende proprietarie dei maxi cartelloni pubblicitari, delle aree e dei permessi contesi per poterli installare ha fatto iscriver nel registro degli indagati altri tre imprenditori. Salgono così a quattro le aziende finite nel mirino della procura di Cassino. Il primo è stato un imprenditore molisano ma i tre recenti sono tutti del cassinate. Per loro il reato contestato, pare, sia riconducibile all’occupazione abusiva di suolo pubblico. Insomma, a Cassino la lotta per gli spazi pubblicitari sta assumendo contorni grotteschi complice, inevitabilemente, un regolamento che ancora manca. Er. Amedei ermadei@libero.it

9 Aprile 2010 2

Fideiussioni senza coperture, 16 indagati tra Cassino, Frosinone, Roma e Firenze

Di redazione

Associazione a delinquere finalizzata all’emissione abusiva di polizze fideiussorie, alla truffa contrattuale e all’insolvenza fraudolenta. Questi sono i reati ipotizzati dalla Procura della Repubblica di Cassino a conclusione di una prima fase di una complessa indagine svolta dalla Guardia di Finanza di Firenze che ha interrotto le attività di un’organizzazione delinquenziale, attiva a partire dal 2005, il cui fine era quello di costituire società finanziarie che emettevano, sull’intero territorio nazionale, fideiussioni senza avere le debite autorizzazioni e requisiti. Le società coinvolte, prive della necessaria copertura patrimoniale, erano create al fine di incassare i premi assicurativi e rendersi successivamente irreperibili e non solvibili. Le indagini, svolte dai finanzieri della Tenenza di Castelfiorentino in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Cassino e della Tenenza di Sessa Aurunca, sono state coordinate, inizialmente, dall’autorità Giudiziaria di Firenze e, successivamente, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino. A metà anno 2009, i militari della Tenenza di Castelfiorentino si sono recati presso una coppia di coniugi di Tavernelle Val di Pesa (FI) per svolgere degli accertamenti in ordine ad una fideiussione. I beneficiari di una fideiussione contratta per una compravendita immobiliare, a causa del fallimento della società edile, avevano chiesto il pagamento della garanzia fideiussoria 70 mila euro ma la società emittente, la Medusa Leasing Spa, con sede in Cassino, chiamata al pagamento della fideiussione, non era stato in grado di onorare la fideiussione a copertura del capitale garantito. Le indagini, focalizzate a verificare tale insolvenza, accertava che, per il tramite di un’assicurazione pratese, una società finanziaria di Cassino (che aveva emesso la fideiussione) aveva sempre operato in modo illegale in quanto sprovvista delle previste autorizzazioni rilasciate dalla Banca d’Italia. In sostanza, pur riscuotendo i premi connessi alle fideiussioni, la garanzia patrimoniale era stata assicurata solamente in un numero limitatissimo di casi. L’approfondimento investigativo ha portato alla scoperta di una vera e propria organizzazione che aveva la base operativa proprio a Cassino e lo scopo di emettere fideiussioni che, in caso di inadempienza del debitore, non sarebbero state onorate o lo sarebbero state solo in parte e in casi sporadici. A capo dell’associazione criminale è risultato un trentatreenne originario della Provincia di Latina. Questi, unitamente ad altri soggetti, collegati tra loro da vincoli familiari e vari “prestanomi” (tutti con precedenti penali per reati di truffa ed abusiva attività finanziaria), avevano costituito una serie di finanziarie, avente come unico scopo quello di emettere fideiussioni. Quando, alcuni beneficiari della fideiussione (che avevano regolarmente pagato il premio della polizza e garantito il capitale investito mediante la stipula di un atto fideiussorio) si sono attivati per riscuotere la propria fideiussione, le società coinvolte, in molti casi non sono state in grado di pagare quanto dovuto. Alle vittime non è restato che attivare le procedure civili per tentare di recuperare il denaro versato ovvero presentare querele per truffa. Ovviamente le società finanziarie, per attivare i potenziali clienti, offrivano un prodotto finanziario a prezzi molto più bassi e competitivi rispetto a quelli ordinariamente praticati. Le oltre 20 perquisizioni eseguite, presso le sedi delle società coinvolte e le residenze dei soggetti amministratori e gestori delle medesime, hanno portato al sequestro di numerosissime polizze stipulate. L’alto tenore di vita condotto dall’organizzatore della truffa confermerebbe come una consistente parte di denaro, relativo ai premi riscossi, sarebbe transitata nelle disponibilità personali. Fuori dalla città di Cassino uno degli indagati aveva una lussuosa villa con piscina, quadri e gioielli di valore. Nel garage c’erano due Ferrari, un’audi Q7 e una BMW serie 7. Le società coinvolte nella truffa, complessivamente 11, sono tutte con sede in Roma, Cassino e Frosinone: “Con.fi.b.” Spa (già “SP Holding” Spa), con sede in Cassino; “Italica” Spa (in fallimento presso Tribunale di Roma), con sede in Roma; “Tirrenia Factor” Spa, con sede in Roma; “Medusa Leasing” Spa, con sede in Cassino; “Fin. Roma ” Spa (in fallimento presso il Tribunale di Cassino), con sede in Cassino; “SICC” SPA, con sede in Cassino; “Elvetica” Spa, con sede a Cassino; “Consorzio Cofidi Italia Soc. Coop. Di Garanzia”, con sede in Frosinone; “Cooperativa Di Garanzia Confidi Italiano” Soc. Coop., con sede in Frosinone; “Cooperativa Di Garanzia Confidi Esperia” Soc. Coop., con sede in Cassino; Janula Fiduciaia Spa (in liquidazione coatta amministrativa), con sede a Cassino. Le persone complessivamente denunciate a piede libero sono state 16 (originarie della zona di Cassino e della limitrofa Provincia di Caserta con un’età media di 40 anni), per i reati di associazione a delinquere, abusivismo finanziario, truffa contrattuale, insolvenza aggravata. Al momento sono in corso indagini bancarie nonché verifiche fiscali al fine di accertare compiutamente la destinazione del denaro acquisito a seguito del pagamento dei premi nonché per riscontrare eventuali illeciti di natura tributaria. La Guardia di Finanza fa appello alle persone che hanno sottoscritto una fideiussione con le menzionate società finanziarie, nel caso ritengano di voler presentare querela, si possono recare presso qualsiasi Reparto della Guardia di Finanza.

15 Gennaio 2010 0

Prescrizioni Tac incomplete, 24 medici di base indagati

Di redazione

Le lunghe liste di attesa nel cassinate per potersi sottoporre ad una Tac, hanno indotto i carabinieri del Nas di Latina a indagare sulla vicenda individuando ben 24 medici di base della Asl di Cassino per i quali si ipotizzano reati relativi a prescrizioni incomplete. Gli uomini del capitani Minicelli. Alle prescrizioni delle tac rilasciate dai medici di base mancava un passaggio fondamentale e necessario, quella della motivazione. Infatti gli inquirenti ritengono che senza la motivazione della prescrizione, il tecnico radiologo incaricato dell’esame non può stabilire la necessità o meno di dover ricorrere alla tac e, per questo, la deve eseguire necessariamente senza poter individuare un esame alternativo meno invasivo ma comunque adatto per formulare la diagnosi. Ciò potrebbe comportare tre aspetti: l’allungamento delle file, l’esposizione del paziente ad una eccessiva misura di radiazioni e la spesa inutile per la tac. Ipotizzando, quantomeno, una omissione colposa, i 24 medici di base sono stati iscritti nel registro degli indagati. Ermanno Amedei

4 Dicembre 2009 0

Luci Rosse, tra gli indagati anche un ispettore di polizia

Di redazione

Nella concorrenza spesso sleale tra i due club di San Vittore del Lazio (Fr), il “Big Paradise” e “Eros Le Follie”, sembra che abbia giocato un ruolo importante anche un ispettore di polizia del commissariato di Cassino (Fr). Il pubblico ufficiale, pare che reggesse gli interessi del proprietario del Big Paradise, dal quale, pare, avesse ricevuto anche una somma di danaro, forse in prestito. Si parla di circa 40 mila euro per risolvere grossi problemi finanziari. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe effettuato con particolare solerzia, controlli serrati e non dovuti al club direttamente avversario e ad altri club del Big Paradise. Insomma l’agente metteva a disposizione della struttura di San Vittore la sua professione pubblica. Per questo resta indagato. Er. Am.

23 Ottobre 2009 0

Sono 26 (per ora) gli indagati per i crolli del terremoto

Di redazione

Ventisei indagati. questo è, al momento, il risultato delle indagini svolte dalla procura de L’Aquila in merito ai crolli dovuti al terremoto del 6 aprile. Sono progettisti, direttori deli lavori, responsabili universitari e chi avrebbe dovuto controllare e non lo gha fatto. Le ipotesi di reato sono a vario titolo comprese tra disastro, omicidio e lesioni colpose. Le indagini riguardano il crollo della Casa dello Studente (11 indagati), il convitto Nazionale ( 2 indagati), la facoltà di ingegneria (9 indagati). Le indagini non sono ancora finite e, pertanto sarebbero altre ancora le responabilità che si stanno cercando.