Tag: referendum

5 Dicembre 2016 0

Referendum costituzionale: A Cassino stravince il No con 13.043 voti. Il Sì a 5965

Di redazionecassino1
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Cassino – Giornata di voto per il referendum costituzionale, che doveva confermare o respingere la riforma costituzionale Renzi-Boschi, anche per Cassino. Alta la percentuale dei votanti della Città Martire, che si è attestata al 66,32%, superiore al dato nazionale, con un numero di votanti pari a 19136, su un totale di 28.962 elettori. Solo 39 le schede bianche e 91 quelle nulle. Anche a Cassino ha prevalso il No con 13.043 preferenze, mentre il Sì è rimasto attestato a 5965 voti totali. Per quanto riguarda la percentuale di votanti alle ore 12, questa, era del 18,06%, alle ore 19, invece, la percentuale è salita in misura considerevole attestandosi al 54,25%, con 15.653 cassinati che avevano votato. Alla chiusura dei seggi, alle ore 23, il dato definitivo era salito ulteriormente raggiungendo il 66,32% con 19.008 cittadini che avevano posto la scheda nell’urna. Superato, quindi, il dato nazionale che è stato del 65,47%. Una grande partecipazione dei cittadini della Città Martire alla consultazione referendaria, nonostante la giornata quasi primaverile potesse far temere un calo dei votanti. In realtà non è stato così, segno che in caso di referendum gli italiani, ed i cassinati in particolare, rispondono sempre in grande percentuale. Un segno di grande maturità democratica e di partecipazione. F. Pensabene

5 Dicembre 2016 0

Referendum, i No di Frosinone e Latina sono più del doppio dei Si

Di admin

Lazio – In provincia di Frosinone le preferenze per il No sono state più del doppio di quelle per il Si. Un messaggio chiaro quello uscito dalle urne a partire dalle 23 di ieri sera: La Costituzione non si tocca, o per lo meno, non si tocca nei termini proposti da Renzi. Dei 398.389 aventi diritto nella provincia Ciociara, hanno votato 267.736 elettori distribuendo il 69,9% delle preferenze (180.592) per il no, e il 31,91% (84.643) per il si (fonte Ministero dell’Interno). Le schede nulle sono state 1.838, mentre quelle bianche sono state 662. Non è un plebiscito ma poco ci manca. Il 67,20% è il dato dell’affluenza al voto referendario in provincia di Frosinone. A Casalattico il picco più basso con il 47,84%, a Paliano, con il 72,54%, il picco più alto. Così anche in provincia di Latina dove il Si ha raccolto 93.047 (31,33) mentre il no ha superato abbondantemente la boa del doppiaggio con 203.977 (68,67) Seppure con percentuali comunque distanti, nel Lazio, Roma e la sua provincia ha mantenuto il distacco meno ampio. Il 38,05% per il Si, il 61,95% per il No. La provincia di Rieti ha espresso il 62,61% delle preferenze per il No e il 37,39% per il Si. Viterbo ha “detto” si per il 35,31% e no per il 64,69% delle preferenze.

5 Dicembre 2016 0

Referendum, l’affluenza ha fatto la differenza e gli italiani salvano la Costituzione

Di admin

Dall’Italia – “Volevo tagliare le poltrone, non ci sono riuscito, così chi perde la poltrona sono io”. Sa di malcelato vittimismo il commento del Primo Ministro Matteo Renzi, ammettendo la sconfitta al referendum con il quale chiedeva di stravolgere la Carta Costituzionale. Doveva essere un testa a testa, un botta e risposta tra si e no, ma di no se ne sono visti ben 19.417.671, il 59,12% e di si circa sei milioni in meno, 13.428.345, il 40,88% dei votanti. L’affluenza ha fatto la differenza, una rima non cercata ma che ci sta tutta dato che alle urne, in un solo giorno, si sono recati il 65,48% (compreso il dato degli Italiani all’estero) degli aventi diritto. Un risultato che il Governo in carica voleva portare a casa spingendo il si, sperando anche sul fatto che il risultato sarebbe stato valido anche se non fossero andati a votare il 50% degli aventi diritto. Ma quel 15% per cento in più ha fatto la differenza e ieri sera, a mezzanotte, Renzi ha accettato la sconfitta annunciato le dimissioni del suo Governo previste per oggi pomeriggio. Cantano vittoria sull’altro fronte, quello del No tra cui anche politici vecchi e nuovi che ne hanno fatto un cavallo di battaglia per emergere, ma l’unica che può cantare vittoria è la Carta Costituzionale che gli italiani hanno salvato dall’arrembaggio della Politica. Ermanno Amedei

24 Novembre 2016 0

In Fiat 126 al Referendum, Renzi a Cassino tenta di fare il Marchionne

Di admin

Cassino – Il Premier Renzi sale sulla Fiat 126 per spiegare con metafore, i motivi del “Si” al referendum senza però mai citarlo. L’occasione è quella di stamattina all’assemblea Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) che si è tenuta nello stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano. Durante il suo discorso, il Presidente del Consiglio è passato figurativamente più volte dal volante della prima vettura prodotta a Cassino, a quello della Stelvio, il nuovo fiammante crossover dell’Alfa.

È stata una metafora efficace ma forzata quella di affiancare le condizioni di una Fiat che finalmente va, a quelle di un Paese che arranca e l’amministratore delegato Sergio Marchionne non ha perso tempo a sottolinearlo.

“Arrivando in questo stabilimento – ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi – verrebbe voglia di guardarsi indietro quando nel ’72  venne prodotta la prima 126. Chi non ha bei ricordi di quella macchina? Ma la nostalgia e i ricordi è solamente un modo per guardare i luoghi. Guardiamo adesso questo stabilimento e vediamo che attraverso molte difficoltà negli anni passati quando alcuni evocavano la fine del settore auto in Italia, la Fiat è stata capace di rimettersi in moto. 4300 lavoratori che oggi lavorano con passione. In tutta Italia  ci sono queste realtà e questo Paese non ha mai smesso di essere Patria dell’auto. Poi c’è il futuro; 204 miliardi di incentivi fiscali che vanno investiti subito da chi innova davvero. E’ il più grande piano industriale fatto in Italia negli ultimi anni sventando i timori che questo paese potesse solamente auspicare di diventare il parco giochi del nord Europa. Siamo tornati a fare industria e dalla 126 siamo in attesa di Stelvio grazie ad un brand  storico come l’Alfa Romeo che riparte e che chiama il futuro. In Italia si può vivere di nostalgia e pensare che il tempo migliore non c’è piu; sono tanti che non hanno fame del futuro pensando al passato. Sono leader politici che hanno smarrito il senso della sfida al futuro.  Siamo arrivati, m,ille giorni fa, con la gente che diceva che l’Italia non avrebbe fatto la fine della Grecia; sembrava fosse quello il massimo obiettivo. Noi pensavamo che l’obiettivo doveva essere fare meglio della Germania. Nel settore dell’automobile si sa quando sia difficile fare meglio della Germania ma qui, con passione mi hanno fatto capire che ci sino livelli tecnologici superiori a quelli di qualsiasi altro stabilimento del mondo. È cosi che deve essere il Paese. Se qualche anno fa avessero vinto qui i profeti del no a tutto, del chissà cosa c’e sotto, del blocchiamo tutto poi ripartiamo, oggi non ci sarebbe la presenza in 4.300 lavoratori, non ci sarebbe industria auto in Italia. Quelli che vogliono bloccarci, hanno migliori intenzioni  ma non si rendono conto che le spese non le fanno i mercati finanziari che sanno come salvarsi, ma se il paese si blocca chi ne fa le spese è il ceto medio, chi vive di stipendio. Vogliamo bene al passato, siamo innamorati della 126, ma teniamo ai lavoratori, alla gente e al futuro, dei nostri giovani, ecco perche aspettiamo la Giulia e la Stelvio“.

Frasi ad effetto ma accostare la Fiat all’Italia, con il dovuto raziocinio, è sembrato un po’ troppo forzato. Un Paese non è un’azienda seppur complessa come la Fiat e la Fiat non è chiaramente l’Italia. Non sappiamo se Marchionne glielo ha detto chiaramente ma ai giornalisti, il manager ha tenuto a precisare che il discorso di Renzi gli è piaciuto ma la sua Fiat sta più avanti dell’Italia.

“Siamo finalmente riusciti a reindirizzare gli stabilimenti Italiani sui settori che ci interessano – ha detto manager rispondendo alle domande dei giornalisti – il discorso di Renzi mi è piaciuto generalmente ma nel confronto tra Italia e Fiat, sarò ottimista, ma Fiat è più avanti. Abbiamo lavorato bene“. Sul referendum  ha detto: “l’Italia è paese difficile da governare. La Riforma Costituzionale non è perfetta ma qualcosa bisogna comunque fare“.

Eppoi diciamolo chiaramente, l’Italia non è la Fiat e Renzi non è Marchionne.  

Però in qualcosa Renzi è riuscito, quello di rimettere insieme, quantomeno nella stessa stanza, Fiat e Anfia, l’associazione del settore automobilistico, da cui il gruppo industriale, il più importante del Paese, è uscito  già dall’ottobre 2011. Nonostante ciò, l’associazione ha organizzato nello stabilimento Cassinate l’assemblea pubblica.  La notizia buona della giornata c’è e passa per l’annuncio dei 1800 lavoratori di cui la Fiat avrà bisogno entro il 2018.

Ermanno Amedei

Foto Antonio Nardelli

21 Novembre 2016 0

Referendum: Valeria Santini “Le mie ragioni del NO partono da lontano, una speranza di democrazia per il futuro”

Di redazionecassino1

La data del referendum costituzionale si avvicina ed il tam tam della “campagna” pro e contro – si e no acquista sempre più ritmi serrati. Una decisione rilevante per il futuro della nostra Nazione, per la sua vita civile e sociale ma non meno anche politica, sulla quale desidero esprimere il mio parere. Mi tornano in mente tanti dibattiti svoltisi al momento della proclamazione della nostra attuale Carta Costituzionale. Certo, il tenore politico era ben diverso, e i rilievi sicuramente più significativi che un “continuare” o meno il governo Renzi. Con nostalgia ripenso alle parole di Piero Calamandrei (noto giurista e membro dell’Assemblea Costituente) il quale osservava che “Quando l’Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti” poiché “Nella preparazione della Costituzione, il governo non deve avere alcuna ingerenza” perché un Governo, qualsiasi esso sia, non deve interessarsi di una riforma, o meglio di una revisione costituzionale (art. 138 Cost.) perché gli effetti di tale intervento dovranno durare ben più di un Governo. Né può sottacersi il fatto che un Governo è certamente in una posizione avvantaggiata ed ha mezzi superiori rispetto alle opposizioni per propagandare le proprie visioni e spingere l’elettorato verso la scelta che più lo favorisce. Ritengo che una revisione della Costituzione debba essere la manifestazione di un’ampia volontà del Parlamento, non solo di una coalizione di governo che ne sospinge l’approvazione a colpi di fiducia. Nè si dovrebbe fare, su un argomento così importante per la nostra Nazione, demagogia e populismo scandendo ripetutamente i propri slogan su tutti i mass-media invece di trattare nel merito tutti i punti di un testo ricco di contraddizioni e complessità. Io dico “NO” perché non viene realmente superato il bicameralismo, anzi il sistema diventa ancora più confuso, si creano conflitti di competenza fra Stato e Regioni e tra la Camera e il “nuovo” Senato; quest’ultimo si trasforma in un’aula “impossibile” dove siederebbero, non eletti dai cittadini, sindaci e consiglieri regionali cui viene persino assegnata l’immunità parlamentare, salvo poi veder cambiare i propri membri ogni qualvolta il mandato locale di qualcuno di loro scade; Io dico “NO” perché la tanto decantata “diminuzione dei costi della politica” si quantifica in cifre irrisorie, solo l’8,8% in meno rispetto ai costi attuali; io dico “NO” perché viene limitata la partecipazione diretta dei cittadini portando da 50.000 a 150.000 le firme dei disegni di legge di iniziative popolare, quando al contrario si dovrebbe promuovere la partecipazione del popolo alla vita politica della propria Nazione. Va inoltre considerato che tutte queste modifiche andrebbero ad inserirsi in un contesto dove, grazie alla nuova legge elettorale, l’Italicum,la sovranità popolare (solido principio democratico dell’attuale Costituzione) viene trasferita ad una minoranza parlamentare seduta a Montecitorio solo grazie ad uno spropositato premio di maggioranza. Io non sono contraria al cambiamento, anzi ho ben presente che la Carta Costituzionale non è un dogma immutabile, ma ogni revisione deve essere solo migliorativa. Preferisco stroncare sul nascere questa pessima “riforma”, soprattutto in questo particolare momento storico in cui versa il Paese, assillato da problemi ben più rilevanti quali la mancanza di lavoro, la carenza di risorse economiche da impiegare a favore dell’istruzione pubblica, del risanamento idrogeologico e della prevenzione dei disastri naturali, per la sanità pubblica e il potenziamento delle forze dell’ordine, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini. Questi i veri impegni che la classe politica e la società civile devono portare avanti per il nostro Paese e questo nostro territorio, ridandogli la dignità e la possibilità di costruirsi un futuro che le politiche scellerate e consumistiche degli ultimi anni gli hanno tolto. Non è certo la modifica della Costituzione il mezzo per ottenere risultati concreti, bensì delle iniziative parlamentari messe in atto nel comune intento di avere un Paese più moderno, più equo e più giusto che ci faccia sentire nuovamente orgogliosi di essere Italiani. Valeria Santini Movimento “Cassino Città Ideale”

19 Novembre 2016 0

Le Ragioni del No al Referendum, se ne discute a Pignataro Interamna

Di admin

Pignataro Interamana – Si terrà lunedì 21 prossimo, dalle ore 18.00, presso la Sala consiliare del Comune di Pignataro Interamna il convegno organizzato da un comitato civico, che fa capo all’Avv. Antonio D’Alessandro, penalista e cittadino pignatarese, a tema “Le ragioni del NO al referendum del 4.12.2016”.

Interverranno: 1) l’Avv. Francesco Rabotti, giurista costituzionalista, Presidente del Comitato Società e Famiglia di Frosinone per il NO; 2) l’On. Mario Abbruzzese, Consigliere regionale nel Lazio di Forza Italia e Presidente della Commissione regionale Speciale per le Riforme Istituzionali; 3) Claudio Monticchio, Consigliere del Comune di Cassino, Coordinatore NOI CON SALVINI di Cassino; 4) Francesco D’Onofrio, giovane studente universitario in Giurisprudenza, delegato per il movimento FRATELLI D’ITALIA di Cassino; 5) l’Avv. Angelo Costanzo, Sinistra Italiana.

“Ringrazio in primo luogo tutti i concittadini che insieme al sottoscritto, con entusiasmo, stanno organizzando l’evento politico (Avv. Antonella Evangelista, Patrizio Costanzo, Antonio Antonelli, Simona Cavaliere, Giuseppina Morelli, Annarita Del Duca, Manuela Tiseo, Pietro Tiseo, Andrea Costanzo, Arcangelo D’Alessandro, Luciano Pifi e Luigi D’Alessandro); in secondo luogo ringrazio il Commissario Prefettizio, Dott. Ernesto Raio, per la sensibilità istituzionale manifestata nel concedere immediatamente l’uso della Sala consiliare e in terzo luogo, invito tutti i cittadini a partecipare, l’obiettivo del convegno è far capire che è il cittadino che deve scegliersi i suoi rappresentanti, ovunque, in ogni ambito elettorale (nazionale, regionale, provinciale e comunale), il diritto di scelta (con il voto di preferenza, non con la lista bloccata!) è un diritto non negoziabile che và difeso ad oltranza, chi attacca il diritto di scelta limita, gravemente (e dolosamente), la libertà personale, che ha copertura costituzionale”. Loha detto l’avvocato D’Alessandro organizzatore del convegno.

15 Novembre 2016 0

Rotary Club – Referendum costituzionale, informazione e confronto tra il SI e il NO

Di Antonio Nardelli

Si terrà venerdì 18 novembre un incontro aperto ai cittadini sul tema del Referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, presso il Forum Palace Hotel di Cassino, con inizio alle ore 19,30.

Le ragioni del Si e quelle del No verranno illustrate in un confronto informativo i cui relatori saranno i professori dell’Università degli Studi di Cassino, Fulvio Pastore, professore associato di Diritto Costituzionale, Pasquale Passalacqua, professore associato di Diritto del Lavoro e Luigi Di Santo, ricercatore di Filosofia del Diritto e professore associato.

“Il 4 dicembre gli italiani saranno chiamati ad esprimersi per il Referendum Costituzionale – ha dichiarato Michele Ciufo, Presidente del Rotary Club di Cassino -. Si tratta di un momento importante per la vita democratica del nostro Paese, in cui si avverte la responsabilità di votare con consapevolezza. Per queste ragioni il Rotary Club di Cassino ha voluto organizzare un’incontro-dibattito aperto a tutti i cittadini per contribuire a rendere piena informazione sui cambiamenti e sugli effetti che la riforma può produrre.”

14 Giugno 2011 0

Referendum, De Angelis: “Un risultato molto importante, continua il vento di cambiamento”

Di admin

Dall’Ufficio Stampa dell’on. Francesco De Angelis: “Dopo 16 anni il quorum per una consultazione referendaria viene raggiunto. E’ la conferma che in Italia continua quel vento di cambiamento che abbiamo visto alzarsi alle ultime amministrative”. Comprensibilmente soddisfatto, l’europarlamentare Francesco De Angelis ha così esordito in merito al raggiungimento del quorum del Referendum del 12 e 13 Giugno. “I cittadini non si sono lasciati sfuggire l’occasione – ha proseguito De Angelis – di esprimersi su delle tematiche importanti come l’acqua, il nucleare e la giustizia. I referendum, che rappresentano infatti il momento in cui i cittadini fanno sentire la loro voce, in cui non delegano, ma decidono, hanno avuto una risposta netta: una partecipazione massiccia ed una schiacciante vittoria dei Si. Il Paese si è mobilitato, c’è stata un’onda civica a difesa dell’acqua, della giustizia e contro il nucleare. Un plauso va ai comitati promotori, agli attivisti, ai tanti volontari, ai nostri circoli e ai nostri iscritti che si sono mobilitati per questo risultato. E’ anche la vittoria di internet, strumento di comunicazione sempre più efficace e persuasivo, che ha contribuito ad informare i cittadini, sopperendo anche ad un servizio pubblico televisivo non sempre all’altezza della situazione. E’ chiaro, inoltre, che siamo di fronte anche ad un altro segnale di dissenso verso il Governo ed un’altra sconfitta per Berlusconi che aveva ripetutamente invitato i propri elettori a disertare le urne. Da questi Referendum esce fuori un’Italia migliore, in cui un futuro diverso e migliore è possibile”.

13 Giugno 2011 0

Referendum, via alla conta delle preferenze. Il si è schiacciante

Di redazione

Mentre mancano pochi Comuni alla conta per le affluenze alle urne, pare che il dato si mantenga stabile al di sopra del 57%. Intanto cominciano ad arrivare i primi parziali per i quesiti. Schiaccianti, ovviamente, sono i dati dei si sui no. Nel primo quesito, quello per la privatizzazione dei servizi pubblici, (7.755 sezioni su 61.599) il si è al 95,47%, il no al 4,53. Al secondo quesito relativo alla tariffa del servizio idrico, (3.698 sezioni) il si è al 95,91%, il no al 4,09%. Al terzo, invece, quello sull’energia nucleare (1.512 seggi), il si è attestato al 94,40%, il no al 5,60% L’ultimo quesito, quello sul legittimo impedimento, (857 seggi) il 94,76% ha votato si, il 5,24 ha votato no.

13 Giugno 2011 0

Referendum, Allo spoglio mancano pochi Comuni e il quorum si attesta al 57%

Di redazione

Alle 15 di oggi si sono chiusi i seggi elettorali che nei due giorni in cui era possibile votare, sono stati “visitati” da circa il 57% degli italiani aventi diritto al voto. Se il dato si dovesse confermare (siamo a 7 comuni scrutinati su circa 8mila) significherebbe che il referendum è valido per aver superato il 50% più uno dei votanti. Acqua, nucleare e legittimo impedimento si sono dimostrati argomenti di interesse generale tanto da spingere alle urne milioni di italiani nonostante l’invito all’astensione di elementi di spicco della maggioranza di Governo.