ZLS Lazio, la provincia di Frosinone al centro della nuova strategia industriale

ZLS Lazio, la provincia di Frosinone al centro della nuova strategia industriale

1 Aprile 2026 0 Di redazione

Lazio – Con l’avvio della Zona Logistica Semplificata del Lazio, la provincia di Frosinone emerge come uno dei territori più coinvolti, con 22 Comuni inseriti nel perimetro. Tra i principali: Frosinone, Cassino, Anagni, Ceccano, Ferentino, insieme ad altri centri come Ceprano, Isola del Liri, Piedimonte San Germano, Ausonia, Esperia, Patrica, Pignataro Interamna, Castelnuovo Parano e Coreno Ausonio.

Il cuore delle misure riguarda incentivi fiscali e semplificazioni: credito d’imposta fino al 35% per le PMI sugli investimenti 2026, iter autorizzativi accelerati e sportello unico digitale. Un pacchetto pensato per rilanciare i poli industriali e attrarre nuovi investimenti lungo l’asse Roma-Napoli. In particolare, Cassino rafforza il suo ruolo nell’automotive, mentre Anagni e Ferentino consolidano i comparti chimico e farmaceutico.

Le altre province del Lazio coinvolte nella ZLS

Accanto alla Ciociaria, il progetto interessa altri territori strategici:

  • Provincia di Roma: Civitavecchia, Fiumicino, Pomezia, Colleferro, Guidonia Montecelio, oltre a realtà come Fiano Romano, Monterotondo, Anguillara Sabazia, Campagnano di Roma, Formello, Allumiere e Ardea.
  • Provincia di Latina: Latina, Aprilia, Cisterna di Latina, Fondi, Formia, Gaeta, insieme a Itri, Minturno, Pontinia, Monte San Biagio e Castelforte.
  • Provincia di Rieti: Rieti, Cittaducale, Fara in Sabina, Amatrice, Accumoli, Leonessa e Borgorose.
  • Provincia di Viterbo: Civita Castellana e Orte.

Un sistema integrato per lo sviluppo

La ZLS punta a creare un sistema integrato tra aree industriali e porti (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta), migliorando logistica, export e attrattività. Per la provincia di Frosinone, ciò significa riduzione dei costi di trasporto, maggiore competitività e nuove opportunità occupazionali.

In questo quadro, la Ciociaria si candida a essere uno dei motori della nuova politica industriale regionale, grazie a una combinazione di incentivi, infrastrutture e semplificazioni che può rilanciare in modo concreto il tessuto produttivo locale.