Tag: finanza

6 Ottobre 2017 0

La Guardia di finanza sequestra una villa all’ex consigliere regionale Nicola Ferraro

Di felice pensabene
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Casal di Principe (CE) – Personale della Questura e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta – in esecuzione di un nuovo decreto emesso dalla Seconda Sezione Penale, Collegio D, del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – ha sottoposto a sequestro, una villa di pregio sita ad Arienzo, in provincia di Caserta, per un valore di circa 800.000 euro, di proprietà dell’attuale moglie di FERRARO Nicola [nato a Casal di Principe (CE) il 23.03.1961], già esponente politico di rilievo regionale (ex consigliere della Regione Campania eletto nelle fila dell’Udeur in data 03.04.2005) e imprenditore nel settore del trattamento dei rifiuti, attualmente detenuto in quanto condannato, in data 16.04.2015, con sentenza passata in giudicato per concorso esterno in associazione di tipo mafioso.

FERRARO, infatti, è stato riconosciuto dal giudice penale come imprenditore e politico colluso, almeno dal 2000 in poi e comunque già prima della sua elezione al Consiglio della Regione Campania avvenuta nel 2005, con i reggenti del “clan dei casalesi”, fazioni Schiavone e Bidognetti, al raggiungimento dei cui scopi ha asservito sia la propria attività imprenditoriale, anche quale amministratore della ECOCAMPANIA s.r.l., ora fallita, che quella politica, ricevendone in cambio sostegno elettorale ed un appoggio determinante per la sua stessa affermazione imprenditoriale.

Già durante gli accertamenti economico – patrimoniali svolti in occasione della precedente misura di prevenzione era stata acquisita, con riferimento all’ultimo ventennio, copiosa documentazione, tra cui i contratti di compravendita dei beni e delle quote societarie nonché numerosi altri atti pubblici che hanno interessato nel tempo il suo nucleo familiare, riscontrando così che gran parte delle attività e dei beni entrati nella disponibilità del proposto e dei propri stretti congiunti era stata acquistata con proventi ottenuti grazie alla stretta contiguità dell’ex consigliere regionale al “clan dei casalesi”.

In tale contesto è emerso che la villa di prestigio oggi sequestrata – di oltre 400 mq comprensiva di piscina nonché di un muro di cinta dell’altezza di 3 metri e di spessore di 50 cm. che perimetra l’intera superficie circostante pari a circa 2.000 mq. – è stata edificata nel periodo 1997-1998 quando l’attuale moglie di FERRARO Nicola, già legata a quest’ultimo da una relazione sentimentale, non poteva assolutamente disporre delle necessarie risorse finanziarie, evidentemente fornitele dal suo compagno.

L’esecuzione del sequestro di oggi, che si aggiunge a quello già effettuato nel mese di giugno scorso, porta a un valore superiore ai 4 milioni di euro i beni complessivamente sottratti alla disponibilità del FERRARO per la successiva confisca e l’acquisizione al patrimonio dello Stato.

25 Settembre 2017 0

Tre docenti universitari Laziali tra gli arrestati dalla Guardia di Finanza

Di Ermanno Amedei

LAZIO – Tre docenti universitari di Diritto Tributario romani sono tra i sette indagati arrestati questa mattina dalla Guardia di Finanza di Firenze nel corso dell’indagine per corruzione.

Uno dei tre è titolare della cattedra all’Università di Cassino, il secondo a Tor Vergata e il terzo all’università di Foggia. Altri laziali sono tra i 59 indagati. Gli investigatori precisano che gli Atenei sono estranei all’indagine.

Una notizia che scuote gli ambienti universitari.

Ermanno Amedei

24 Luglio 2017 0

Guardia di finanza, Latina: Arrestato noto imprenditore di Fondi per estorsione e appropriazione indebita

Di Comunicato Stampa

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Latina hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa dal Gip del Tribunale di Latina Dott. Pierpaolo BORTONE su richiesta del Pubblico Ministero Dott.ssa Luigia Spinelli, nei confronti di un noto imprenditore fondano attivo nel commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi per le fattispecie di reati di cui agli artt. 629 c.p. (estorsione) e 611 c.p. (violenza o minaccia per costringere a commettere un reato). Le indagini condotte dai finanzieri della Compagnia di Fondi hanno preso il via da una prima attività di verifica fiscale volta all’accertamento del rispetto degli adempimenti amministrativo-contabili. Dall’esame della documentazione rinvenuta e dai successivi approfondimenti investigativi, le Fiamme Gialle fondane hanno riscontrato che nel periodo compreso tra il 2013-2017, l’imprenditore ha indotto sistematicamente i tre dipendenti della società, con l’implicita prospettiva di licenziamento, ad accettare gravose condizioni di lavoro, come, ad esempio, prestare la propria attività lavorativa per otto-dieci ore al giorno a fronte di un contratto part-time in base al quale gli venivano retribuiti la metà delle ore prestate od, ancora, dover accusare proprie colleghe per addebitare ingiustamente loro gravi mancanze sul luogo del lavoro. Gli stessi sono stati altresì indotti a rinunciare alla 13^ e 14^ mensilità nonché alla retribuzione di ferie e permessi e alla mancata corresponsione degli assegni familiari, degli 80 euro mensili introdotti dal D.L. 66/14 (meglio noto come “bonus Renzi”) e dei crediti d’imposta spettanti dalla liquidazione IRPEF. Emblematico il caso di un dipendente il quale risulta avere prestato la propria attività lavorativa ininterrottamente per circa 4 anni senza godere dei previsti giorni di ferie e riposi settimanali. Due dei tre dipendenti vittime sono poi stati comunque licenziati dall’imprenditore mentre il terzo in precedenza si era licenziato. Il Tribunale di Latina ha ritenuto fondate le conclusioni cui è giunto l’Ufficio del Pubblico Ministero ritenendo configurabile il reato di estorsione nella condotta dell’imprenditore, nella fattispecie imponendo ai dipendenti condizioni retributive e di lavoro particolarmente gravose, dietro la minaccia del licenziamento.