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2 Marzo 2018 0

“Anime stanche” nuovo romanzo di Michele Clemente, presentato domani alla biblioteca ‘P. Malatesta’

Di felice pensabene
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CASSINO – In un’Italia del 2020 soggiogata dalla dittatura fascista del Movimento Nazionalista Italiano guidato dal sanguinario despota Rodolfo Bergamini, la Carogna, e dal suo braccio destro Maurizio Santini, è ambientato il nuovo lavoro “Anime stanche” di Michele Clemente, che verrà presentato domani, 3 marzo, alle ore 16, alla biblioteca comunale “P. Malatesta” di Cassino.

Un racconto in cui l’Autore sviluppa l’analisi della tirannia, del totalitarismo e il dispotismo del potere, cercando il significato di alcuni dubbi di fondo che animano il racconto. Un lavoro che trae ispirazione – come sintetizza l’Autore in una breve intervista – dalle vicende dello scrittore, politico greco Alexandros Panagulis, alla sua lotta per la libertà, durante il regime dittatoriale di Georgios Papadopulos nel ‘68. Passando dall’arresto, alle vessazioni, al carcere, alle torture che Panagulis subì durante la dittatura di quegli anni. Il messaggio che ne viene fuori, dal lavoro di Michele Clemente, mette in evidenza un aspetto fondamentale del pensiero, non sempre è opportuno seguire le regole imposte, se ingiuste per il popolo. Un tema, quello affrontato nel volume, quanto mai attuale nella società moderna, dove la democrazia è messa in discussione e troppo spesso i diritti di libertà sono prevaricati dal potere. Uno scenario che Michele Clemente affronta in un ipotetico regime dittatoriale italiano del 2020. L’emergere ed il protrarsi della violenza sanguinaria del despota Bergamini per riaffermare e difendere il suo potere. A qualunque costo, incurante della vita umana, mettendo a ferro e fuoco Roma nel vano tentativo di catturare gli oppositori del Movimento dei Bastardi, colpevoli di averlo sbeffeggiato e deriso pubblicamente nell’Anniversario della conquista del potere.

È proprio durante le celebrazioni del colpo di stato che accade l’imprevisto. Dagli altoparlanti la voce di un “intruso”, oppositore del regime ed appartenente al Movimento dei Bastardi, promette di assassinare il tiranno e liberare il Paese dalla sua dittatura sanguinaria. Un affronto al despota, al Guerriero Saggio, scatenerà la sua reazione, la guerra civile per lavare con il sangue quell’affronto, lavarlo con il sangue dei Bastardi a qualunque costo, senza scrupoli, sacrificando vite innocenti nel tentativo di catturare quei “Bastardi” ed suoi capi, in primis Mattia Ravanelli.

L’Autore descrive le sensazioni, l’arroganza e l’ira del dittatore sanguinario Bergamini, che si scatenerà nella realizzazione del suo folle obiettivo, attuando repressione e morte in una Roma e in un Paese ridotti in ginocchio dal regime a forza di soprusi.

La vicenda narrata pone, tuttavia, anche una serie di interrogativi a cui l’Autore cerca risposte. Chi si cela dietro il Movimento rivoluzionario dei Bastardi? È possibile che il Movimento riesca a rovesciare la dittatura sanguinaria di Rodolfo Bergamini? I “Bastardi” saranno in grado, di guidare la Nazione, di gestire la situazione di precarietà che si sarà creata? Ma soprattutto: è legittimo uccidere i cattivi? La risposta al quesito, Michele Clemente, la affida a Lorenzo Ferretti, uno dei protagonisti del racconto, ideologo del Movimento dei Bastardi. “Non bisogna neppure porsi il problema di tralasciare l’etica e la morale, perché è giusto ammazzare un dittatore… non è necessario giustificarsi perché la giustizia e la giustezza delle proprie azioni sono palesi. Punire chi è malvagio è senz’altro doveroso; il popolo ha diritto di liberarsi – sostiene Ferretti –  dal giogo del suo dominio con ogni mezzo”. Ma allo stesso tempo è lecito “… che i Bastardi si fossero automuniti di decidere anche di altre vite – si chiede Ferretti – che in fin dei conti erano quelle di semplici uomini, come loro?”. La risposta alla seconda parte di quel dubbio, il lettore la troverà scorrendo fra le righe del racconto. Buona lettura!

Michele Clemente, ventiduenne brillante studente di giurisprudenza dell’Università di Roma Tre, diplomato al liceo-ginnasio “G. Carducci” di Cassino, è già da tempo autore affermato. Nel 2011 il suo primo romanzo Horror Vacui, scritto e pubblicato da sedicenne liceale, è solo una parte della sua attività di scrittore. È anche autore di opere che hanno ottenuto successi e riconoscimenti importanti in provincia ed in rassegne nazionali di narrativa e poesia. Con “Anime stanche” aggiunge un ulteriore tassello alla sua carriera, cimentandosi sul significato e l’importanza della democrazia, della lotta all’autoritarismo, alla violenza politica e non solo, al rispetto delle libertà, dei diritti dei popoli contro ogni forma di dittatura, privazione, discriminazione, prevaricazione, soprusi e razzismo ponendo il seme della riflessione su dubbi essenziali nella lotta politica.

F. Pensabene

29 Gennaio 2018 1

Ponte stretto e pericoloso a Sant’Apollinare, c’é chi pensa a costruirne uno nuovo

Di felice pensabene

Da anni gli abitanti di Sant’Apollinare denunciano la pericolosità del ponte posto sulla SP dei Santi 76, il quale sovrasta il fiume Liri. Denominato “il ponte di cartone” dagli stessi abitanti, perplessità circa la sua agibilità nacquero sin dall’inizio dei lavori, nel 1948, quando furono stanziati dal Genio Civile di Cassino dieci milioni di lire per la prima parte dell’opera. Sfortunatamente, l’impalcatura in legno del ponte fu distrutta da una delle inondazioni del fiume, mentre poco prima uno degli operai addetto ai lavori rimase vittima, cadendo dallo scheletro della struttura.  

  Alla disgrazia si aggiunse ulteriore malcontento per il lento procedere della ricostruzione, cosicché nel 1951 fu finanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno il secondo lotto dei lavori relativi al ponte. Tre anni dopo, il primo novembre 1954, l’opera fu finalmente conclusa. Non certo in maniera eccelsa. Essa risultava infatti troppo stretta tanto da rendere difficoltoso il passaggio di due mezzi in contemporanea, a causa della scarsità di larghezza  gli automobilisti, nella fattispecie i conducenti di mezzi pesanti, tendevano ad allargarsi sempre più verso il ciglio del ponte invadendo il marciapiede che delimitava la fine del manto stradale e l’inizio della banchina. Questo fattore portò l’amministrazione provinciale con a capo Antonio Pompeo, nel 2017, ad approvare un piano di messa in sicurezza del ponte sul fiume Liri, accompagnata da rifacimento di relativa segnaletica. Le banchine laterali sono state rimosse per essere sostituite da guardrail, i quali non solo non lasciano lo spazio sufficiente alla circolazione di due veicoli, bensì sono costati ben 140.000 euro di fondi. Dalla padella alla brace, quindi, se pensiamo inoltre che la nuova segnaletica sia insufficiente a prevenire lo scontro fra i veicoli che arrivano da Sant’Apollinare e quelli da Cassino. Nella fattispecie i conducenti provenienti da Cassino affrontano una curva a gomito prima di accedere al ponte, di conseguenza gli automobilisti non riescono a vedere con sufficiente anticipo chi stia venendo dal senso opposto. “La soluzione più auspicabile – afferma F. Neri, coordinatore giovani FI Lazio – sarebbe quella di porre un semaforo sulla soglia dei due lati del ponte, regolando la circolazione e evitando il pericolo alle decine di conducenti che quotidianamente percorrono il pericoloso tratto”. “Considerata la discutibile struttura, l’ideale sarebbe costruire un nuovo ponte che risponda alle esigenze spaziali della suddetta circolazione. Prevedendo il costo dei lavori per la rimessa in sicurezza del vecchio, sarebbe economicamente vantaggioso edificarne uno nuovo, pensando in termini di risparmio non solo nell’immediato bensì soprattutto a lungo termine”.

Giulia Guerra

25 Gennaio 2018 0

Luciano D’Abbruzzo presenta il suo nuovo video: “Il Guardiano del Bosco”

Di Ermanno Amedei

LAZIO – Luciano D’Abbruzzo presenta il suo nuovo video: “Il Guardiano del Bosco”, disponibile su Youtube da mercoledi 24 gennaio 2018. Il cantautore, vincitore della XIV edizione del Premio De André, ha realizzato il suo nuovo Video “Il Guardiano del Bosco”, terzo gradino verso la pubblicazione dell’omonimo album. Luciano D’Abbruzzo è un artista a tutto tondo, che divide la sua anima con quella del “guardiano”, il suo alter ego: il suo nuovo video rappresenta una profonda metamorfosi raccontata in tre minuti, nei quali avviene l’incontro di queste due facce differenti, ma complementari e spiccatamente affini. Una mutazione che rappresenta il suo stile di vita e che, inevitabilmente, contamina la sua arte: canzoni e poesie che illustrano un mondo, un punto di vista originale, attento e mai scontato, di un giovane cantautore di grande esperienza live, grazie alle sue esibizioni al concerto del Primo Maggio in Piazza San Giovanni (Roma) e al Musicultura.

Link Youtube: https://youtu.be/uiAtj_LIbQE Sito ufficiale Luciano D’Abbruzzo www.lucianodabbruzzo.com

16 Gennaio 2018 0

“La gestione di un nuovo stadio di calcio”: presente la Polizia con la dr.ssa Chiapparelli

Di felice pensabene

Frosinone – “La gestione di un nuovo stadio di calcio” fa tappa a Frosinone, nella hall conference dello Stadio Benito Stirpe, nell’ambito del Master per Management dello Sport, organizzato dall’Università di Tor Vergata.Relatori, oltre al presidente Maurizio Stirpe e il direttore Salvatore Gualtieri per il Frosinone, il direttore del Master MMSport dr.ssa Simonetta Pattuglia,  il presidente del Master in Marketing & Management  Prof. Sergio Cherubini, il Primo Dirigente della Polizia di Stato dr.ssa Antonella Chiapparelli per la Questura ed il  dr. Pierino Malandrucco  per l’Ufficio Scolastico Provinciale.

Tema cardine dell’incontro lo Stadio di proprietà con  le sue peculiarità sotto il profilo della gestione dell’ordine pubblico e per la cui realizzazione la Questura di Frosinone ha istituito un Gruppo di Lavoro, affinché si mettessero in atto una serie di attività volte a conseguire e concretizzare una struttura “sicura” e fruibile a 360 gradi, una vera e propria cittadella dello sport.

In quest’ottica, come ha ricordato la dr.ssa Chiapparelli, si inseriscono i viaggi conoscitivi in alcuni stadi di proprietà, quali Udine e Reggio Emilia, che hanno consentito di acquisire informazioni tecniche fondamentali utilizzate  per fornire un adeguato contributo alla realizzazione dello stadio.

Il Gruppo di Lavoro, nel prosieguo dei lavori del Benito Stirpe, si è avvalso della collaborazione della “Squadra Stadio” e  di operatori “specializzati” della Polizia di Stato  che a vario titolo hanno apportato un importante contributo, in base alle specifiche competenze, dall’Ufficio Tecnico Logistico alla Scientifica.

Un bel “gol” messo a segno dalla poliedrica “squadra” della Polizia di Stato, capitanata dalla dr.ssa Chiapparelli, che anche oggi ha dato prova di aver meritatamente conquistato la “fascia” sul campo dell’ordine pubblico.

 

15 Gennaio 2018 0

Cassino, l’avv. Rita Riccio da oggi nuovo segretario comunale

Di felice pensabene

Cassino – Questa mattina ha preso ufficialmente servizio il nuovo segretario comunale del Comune di Cassino, Avv. Rita Riccio che ha sostituito l’Avv. Lorenzo Norcia andato in pensione lo scorso 31 dicembre 2017.

Professionista esemplare, con esperienza trentennale, l’Avvocato Riccio ha ricoperto incarichi di prestigio e molto delicati come quando è stata chiamata a capo della segreteria generale dei Comuni di Casal Di Principe (CE) e Casaluce (CE) sciolti per infiltrazioni mafiose gestiti da Commissione Straordinaria. Diversi gli enti in cui ha prestato servizio anche come Responsabile Anticorruzione, ultimo in ordine cronologico il Comune di Formia dove è stata anche Responsabile per i beni confiscati alla criminalità organizzata. Ha svolto inoltre attività come Presidente di Nucleo di Valutazione e membro espero in Commissioni di concorso per dipendenti enti Locali e componente dell’Organo Straordinario di Liquidazione del comune di Casapesenna (CE), città dove fu arrestato in un bunker sotterraneo il boss Michele Zagaria.

“Faccio i miei più sentiti auguri di buon lavoro al segretario comunale Avv. Rita Riccio che ha preso servizio ufficialmente, questa mattina, presso il comune di Cassino. – ha detto il Sindaco del comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro – Una figura di alto profilo che ha avuto modo, nella sua brillante carriera, anche di lavorare in contesti non di certo facili ed in situazioni straordinarie che avevano a che fare con enti soggetti ad infiltrazioni mafiose. Auguro all’avvocato Riccio un buon lavoro e una buona permanenza a Cassino, città che tra l’altro conosce per aver frequentato proprio qui l’ITC Medaglia D’Oro”.

Rivolgo, infine, un mio speciale ringraziamento per l’encomiabile lavoro svolto l’Avv. Lorenzo Norcia che il 31 dicembre scorso è andato meritatamente in pensione”.

 

 

 

 

15 Gennaio 2018 0

Calcio femminile: Nuovo anno, nuova vittoria per le ragazze bianconere di Sora

Di felice pensabene

Sotto un buon auspicio inizia il nuovo anno per le bianconere del Femminile Sora Calcio a 5 che in trasferta sul campo del Futsal Pontinia, sabato 13 gennaio u.s. raccolgono una bella vittoria.

Con un largo risultato positivo per tre a zero le ragazze volsche portano a casa l’intera posta in palio, sudando più del dovuto.

Per questo incontro, mister Di Poce a causa delle numerose assenze per motivi diversi, doveva schierare una squadra inedita con le debuttanti in bianconero del portiere Federica Nobili e del laterale Greta Santopietro, arrivate prima della chiusura del mercato invernale.

La partita aveva inizio con le bianconere subito in attacco con Margherita di Battista, ma il tiro si spegneva debolmente tra le traccia dell’estremo difensore locale.

I minuti iniziali trascorrevano con la squadra locale che in più occasioni si portava in avanti con diverse azioni che per nulla impensierivano l’estremo difensore bianconero, sempre pronto a rintuzzare ed a neutralizzare ogni occasione di attacco.

All’undicesimo le bianconere hanno l’occasione per passare in vantaggio allorquando Debora Nocent su un bellissimo suggerimento di Greta Santopietro si trova sola davanti al portiere locale, ma il tiro, anche se con difficoltà, viene neutralizzato dall’estremo difensore che subito rilanciando in contropiede la sfera per poco non trova la difesa impreparata. E’ il campanello d’allarme che scuote tutto l’ambiente bianconero per cui dopo diverse incursioni è nuovamente Debora Nocent che ci prova e su suggerimento di una Alice Forlini in splendida forma, indirizza un bel tiro di sinistro in porta, e con il portiere in uscita, gonfia la rete per l’atteso vantaggio.

Prima della rete le bianconere, anche se attaccando a pieno organico apparivano un pò nervose; la rete dava loro linfa vitale per impensierire ancora di più le avversarie. Seminando il panico in area locale, Margherita Di Battista, anche subendo un vistoso fallo dal limite, insaccava per la seconda volta. Il direttore di gara, prima che la palla entrasse in rete decretava il fallo subito dalla Di Battista, annullando così la rete.

Sul risultato del vantaggio per uno a zero finiva la prima frazione di gioco

Alla ripresa delle ostilità, le bianconere si portavano immediatamente in attacco con la neo bianconera Greta Santopietro che anche se arrivata da poco dimostrava di aver ben assimilato gli schemi della squadra, tanto da incantare il pubblico presente per i fraseggi con la collega bianconera Enrica Longo assist-women della squadra. In diverse occasioni la stessa Greta Santopietro si portava davanti al portiere locale e solo la sfortuna gli negava la gioia di quel gol al debutto del tutto meritato.

Il rete però era nell’aria ed è Margherita Di Battista che dopo diverse occasioni sciupate e mancate, trovava la via del gol, con una rete che arrivava meritatamente in un momento migliore della squadra con un impego corale.

La squadra locale, sotto di due reti a questo punto si riversava tutta in attacco, ma la preparazione tecnica dell’estremo bianconero Nobili Federica negava loro la gioia di quel gol che avrebbe dato la possibilità di riaprire la partita con il cronometro che nel frattempo correva velocemente.

Prima dello scadere del tempo però, Debora Nocent raccogliendo una palla dalla propria metà campo suggeriva un passaggio a Margherita Di Battista che infilava in gol per la terza rete, chiudendo definitivamente la partita con il triplice fischio dell’arbitro che sanciva la prima vittoria delle ragazze volsche del 2018.

Era una partita da vincere a tutti i costi per recuperare i punti tolti dalla classifica a seguito dell’annunciato ritiro dal campionato della squadra Città di Isola Liri, punti acquisiti con merito nel corso del derby giocato tra le mura amiche della palestra dell’ex Istituto Magistrale a Sora. Ora con questo risultato acquisito con una squadra che ha dimostrato di saper giocare a calcio con tutto l’organico, si può guardare avanti con fiducia per il raggiungimento delle mete prefissate.

 

31 Ottobre 2017 Off

Nuovo comandante alla compagnia Carabinieri di Alatri, arriva il maggiore Argirò

Di Ermanno Amedei

ALATRI – Il Maggiore Gianbenito Gabriele Argirò, ha assunto il Comando della Compagnia Carabinieri di Alatri. Il territorio vasto e complesso come quello alatrense, è stato alla ribalta della cronaca per fatti cruenti come l’omicidio Morganti e l’omicidio Pascarella. Il giovane ma comunque esperto ufficiale saprà certamente guidare la compagnia e i capaci uomini che nel fanno parte.

Argirò, di origini siciliane, 34 enne, laureato in Giurisprudenza è proveniente dai corsi regolari dell’Accademia Militare di Modena. Nel corso della sua già oltre decennale carriera ha retto il Comando della Compagnia Allievi Carabinieri presso la Scuola Allievi Carabinieri “Cernaia” di Torino. Successivamente ha comandato il NORM della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia distinguendosi in eccellenti indagini di Polizia Giudiziaria. In seguito ha svolto servizio presso l’ufficio logistico del Comando Legione Carabinieri Calabria. Dopo l’esperienza in terra calabrese ha prestato servizio presso il Reparto Autonomo del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri presso il quale ha comandato in Sede Vacante la sezione avanzamento Sottufficiali della Direzione Generale per il Personale Militare. Al Maggiore Argirò vanno i migliori auguri de Il Punto a Mezzogiorno.

10 Ottobre 2017 0

Aquino: Nomina del nuovo assessore. La dura critica di Cinzia De Carolis

Di Comunicato Stampa

Il clima politico nella città di Aquino si sta scaldando notevolmente e le prossime elezioni amministrative iniziano a seminare polemiche. A tal fine, riceviamo e pubblichiamo una, nota stampa del consigliere di opposizione Cinzia De Carolis, nella quale è contenuta proprio la dichiarazione fatta da lei stessa nel corso dell’ultimo consiglio comunale dello scorso 6 ottobre. De Carolis muove una forte critica circa la recente nomina di un nuovo assessore comunale. Di seguito la dichiarazione del consigliere Cinzia De Carolis. “Stimati consiglieri, anche se so bene che l’ articolo 46 dello statuto comunale prevede la nomina alla carica di assessore cittadini non facenti parte del consiglio di chiara esperienza tecnica e professionale, come immagino ne sia in possesso il neo componente della giunta, e’ mia premura ricordare al sindaco Mazzaroppi che esiste una legge, la n. 56 del 7 aprile 2014 (legge Delrio) che, all’ art. 1 comma 137, ha stabilito un preciso quorum del 40% al fine di rispettare il principio della parita’ di genere nella composizione della giunta comunale in riferimento ai comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti. Evito di elencare l’ intera normativa in materia di pari opportunita’ e rappresentanza di genere, voglio però ricordare che tali disposizioni recepiscono i principi sulle pari opportunita’ dettati dall’ art. 51 della costituzione , dall’ art. 1 del decreto legislativo dell’ 11 aprile 2006 n. 198 (codice delle pari opportunita’) e dall’ art. 23 della carta dei diritti fondamentali dell’ unione europea. Su tale questione si e’ pronunciato anche il Consiglio di Stato, Sez. V con sentenza n. 406 del 03/02/2016 precisando che l’ art. 1 comma 137 della legge 56/2014 a norma del quale “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti nessuno dei due sessi puo’ essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico” costituisce un ineludibile parametro di legittimita’ delle nomine. Di conseguenza questa delega consegnata nelle mani di un rappresentante del genere maschile non rende effettiva la partecipazione di entrambi i sessi in condizioni di pari opportunita’ alla vita istituzionale dell’ ente che voi rappresentate. Soprattutto rende illegittimo ogni atto generato dalla giunta comunale ed illegittima la nomina stessa. Possibile che ad Aquino non ci siano donne colte, intelligenti, preparate e con chiara esperienza tecnica e professionale? Questo atteggiamento sempre piu’ concentrato sulla propria persona e sempre meno propenso al benessere del paese e dei cittadini del sindaco non fa altro che confermare che ormai si e’ giunti al termine di un lugubre percorso distruttivo che ha portato allo sfacelo l’intero territorio comunale. A questo punto e’ inutile ribadire che l’argomento pari opportunita’ e’ perfettamente sconosciuto a Mazzaroppi il quale, preso dalla sua mania di comando indisturbato, si circonda solo di chi lo asseconda e soprattutto considera un nemico chiunque provi a farlo ragionare, dando sfogo al suo carattere bellicoso e irrispettoso del genere femminile. Invito il sindaco Mazzaroppi a farsi un esame di coscienza e a riflettere sul perché ben sei componenti della sua lista lo abbiano saggiamente abbandonato e, invece di raccattare candidati a destra e a manca cercando di riscattare la sua immagine ormai in profondo declino, pensasse a governare, almeno per questi ultimi mesi pensando al bene del paese”.

5 Ottobre 2017 0

“Tra i papaveri rossi di Cassino”: in preparazione il nuovo film dell’ex Agente dei Servizi Mary Pace.

Di Ermanno Amedei

FROSINONE – Insieme al suo staff, la nota scrittrice ed ex Agente dei Servizi Informativi Mary Pace  ha dato il via ai preparativi per la produzione di un proprio film, le cui riprese inizieranno il prossimo anno.

La trama della pellicola è tratta da un’opera letteraria, realizzata dalla medesima scrittrice, dal titolo “Tra i papaveri rossi di Cassino” (pubblicata in prima battuta nel 1995 e ristampata nel 2016, sotto forma di seconda edizione ampliata).

Le vicende si sviluppano in un contesto di fatti storici realmente accaduti, ossia durante i tragici eventi bellici del penultimo anno della Seconda Guerra Mondiale. La sceneggiatura si apre tra le macerie dell’Abbazia di Montecassino, intenzionalmente sottoposta ad un pesantissimo bombardamento un mese prima, da parte dell’aeronautica alleata. I protagonisti sono un pugno di valorosi uomini, arroccati tra quelle spettrali rovine. Si tratta degli audaci “Diavoli Verdi” della I Divisione Paracadutisti Wehrmacht, posti a presidio dell’intera zona, la cui tenuta è considerata altamente strategica dagli Alti Comandi germanici, al fine di evitare lo sfondamento della “Linea Gustav”.

Durante i duri scontri che si svolgono giornalmente, il Tenente Flecter, al Comando di quella superstite Squadra tedesca, è colpito ad una gamba da una raffica di mitragliatrice. Le sue condizioni cliniche si aggravano subito. Alcune schegge vicino al femore provocano una repentina infezione. L’Ufficiale necessita di un intervento chirurgico urgente e di una terapia antibiotica, per evitare l’insorgere della setticemia, sicuramente letale. Isolati dal Comando Divisione causa malfunzionamento del radiotelefono, il giovane soldato Hans Fromberg, offertosi volontario, tenta una solitaria e rischiosa operazione di salvataggio: raggiungere il più vicino ospedale da campo e ritornare con un chirurgo.

Tutta la zona circostante è disseminata di truppe alleate. Fromberg non riesce a congiungersi con il XIV Corpo del Generale von Senger, poiché raggiunto da un improvviso colpo di arma da fuoco, che gli trapassa la spalla sinistra. Privo di sensi, il paracadutista è soccorso da una fascinosa ragazza del posto, Elvira Valente, che casualmente si imbatte nel corpo del tedesco. Noncurante del rischio, la bella ciociara carica il soldato sul proprio carretto, trainato da una mucca. Giunta presso la casa della zia, nasconde il corpo nella stalla adiacente. Elvira si preoccupa quindi di lavare e fasciare la ferita di Fromberg, nonché di ristorarlo con del cibo.

Troppo debole per riprendere la marcia e con la ferita ancora aperta, il paracadutista comprende di non potersi rimettere subito in cammino, dovendo restare nascosto. Passano così i primi giorni. Tra Hans ed Elvira sboccia un’attrazione reciproca. Entrambi riescono a capirsi, poiché il soldato parla un ottimo italiano. Parzialmente ristabilitosi, il paracadutista trascorre le nottate in un pianoro, nei pressi della stalla, dove è sempre raggiunto da Elvira. Investiti da una passione travolgente, essi “consumano” il loro idillio sotto gli ulivi. Così, alienati dalla guerra che tutto intorno imperversa con la propria carica distruttrice, i due giovani vivono un mese incantato.

Con la ferita completamente cicatrizzata, Fromberg decide di lasciare quello spaccato di vita quasi surreale e di riprendere l’originaria missione. Nel frattempo, la sua indebita presenza è scoperta dalla zia di Elvira, la quale, imbracciando un fucile, costringe il paracadutista ad andarsene in fretta e furia. Consegnandole un foglio con l’indirizzo di casa a Francoforte, il tedesco promette alla sua amata che, a guerra terminata, tornerà per sposarla.

Fromberg si riunisce al proprio Comando, dove viene a sapere che il suo Tenente si è completamente ristabilito. Tuttavia, gli è vietato il ricongiungimento con la sua vecchia Squadra a Montecassino. Quest’ultima, davanti alle soverchianti forze alleate, è invece costretta ad arrendersi poco dopo. I sei Paracadutisti sono portati a Cassino. Appresa la notizia, Elvira si precipita immediatamente, ma, non vedendolo tra i prigionieri, deduce che Hans sia morto. Il sangue si gela nelle sue vene e sviene. Quando riapre gli occhi, la fanciulla si ritrovava presso un Istituto di Suore Orsoline. Lì è visitata da un medico, il quale le diagnostica uno stato di gravidanza.

Elvira è costretta a trasferirsi a Roma. Inizialmente è ospitata in un Convento, dove dà alla luce Antonio, figlio di Hans. Poi trova lavoro come domestica, presso una famiglia agiata.

Tornato a Francoforte a guerra cessata, Fromberg è costretto a ricostruirsi una nuova vita come civile, nonché a cercare un’occupazione. Nel 1947, ormai in grado di provvedere a sé, egli torna a Cassino, per adempiere la promessa formulata tre anni prima, ossia sposare Elvira. Tuttavia, le ricerche non danno i frutti sperati. Hans non riesce a ricongiungersi con la sua amata. Stroncato dalla delusione, egli torna in Germania.

Venti anni dopo. Antonio, oramai cresciuto, lavora come geometra in uno studio professionale a Roma. Mai sopito in lui l’ardente desidero di riunirsi al padre, decide di partire per Francoforte ed iniziare così le ricerche. Lo accompagna l’amico Angelo, già intenzionato a recarsi in Germania, in cerca di impiego come muratore.

Fromberg, invece, consegue ottimi risultati in àmbito professionale, tanto da meritarsi varie promozioni, fino al livello di primo dirigente dell’azienda in cui lavora. Una sera egli si reca nell’abitazione della sua segretaria personale, Magda, dove quest’ultima ha organizzato una festa per il proprio compleanno. E lì, segno del destino, incontra il suo vecchio Tenente Flecter. Seguono vibranti manifestazioni di giubilo per entrambi. All’amico ritrovato, Fromberg confida quindi dubbi e remore che lo affliggono: egli non potrebbe sopportare di vedere la sua amata, Elvira, tra le braccia di un altro uomo.

Nel frattempo, a Francoforte, Antonio continua le ricerche del padre. In procinto di esaurire i soldi, necessari per restare in Germania, ma non avendo intenzione di desistere dai suoi propositi, Antonio è costretto a svolgere la mansione di manovale, presso la medesima impresa di Angelo.

Una sera, per il semplice fatto di essere italiano, Angelo è aggredito da un gruppo di tedeschi. Costretto al ricovero ospedaliero per un paio di giorni, causa traumi patiti, Angelo decide, dopo quel fatto, di portare sempre con sé un coltello, nella tasca dei pantaloni.

Intanto, Antonio conosce una ragazza, di nome Sylvia. Entrambi iniziano a frequentarsi. Fra i due giovani sboccia l’amore.

Un giorno, il Presidente della società edile, per cui lavora, incarica Angelo di recarsi l’indomani presso un fornitore, al fine di vigilare sulla corretta esecuzione della consegna di alcuni materiali. Avventurandosi tra i corridoi dell’azienda, davanti alla macchina automatica del caffè, Angelo incontra un uomo, il quale, segno del destino, ha le medesime fattezze del suo amico Antonio, tuttavia con venti anni di più. La somiglianza è oltremodo evidente. Angelo ipotizza che quella persona possa davvero essere Hans Fromberg. Ciononostante, per evitare di illudere il suo amico, Angelo decide di condurre delle indagini per proprio conto.

Grazie al numero di targa della vettura guidata, Angelo risale a nome (Magda) ed indirizzo di una impiegata, vista nell’azienda nella precedente occasione. Una settimana dopo, egli si presenta a casa di tale donna. Sebbene le intenzioni del ragazzo siano del tutto lodevoli, non è affatto facile superare le comprensibili diffidenze di Magda, verso un perfetto sconosciuto. A quel punto, Angelo estrae dalla tasca il coltello, che punta alla gola della donna. Sotto tale minaccia, Magda rivela il nome dell’uomo, incontrato qualche giorno prima in azienda, ossia “Hans Fromberg”. Quando poi Angelo lo informa, Antonio rimane sveglio tutta notte, a causa della naturale immensa commozione.

Da parte sua, Magda racconta a Fromberg quanto accaduto. Questi, con il pretesto di assolvere alcune incombenze lavorative, fa convocare Angelo nel proprio ufficio. Dopo un inevitabile alterco iniziale, il ragazzo dichiara la vera finalità del proprio gesto. Entrambi si dirigono al cantiere, dove sta lavorando Antonio. Tra copiose lacrime ed intense emozioni, padre e figlio possono finalmente abbracciarsi.

Antonio scrive una lettera alla madre, informandola di Hans e pregandola di raggiungere Francoforte. Quando Elvira ed Hans si riabbracciano, la gioia è incommensurabile.

Pochi giorni dopo, essi si sposano, coronando così l’agognato sogno di una vita intera. La medesima sera, al fine di festeggiare, tutti quanti si recano a cena in un ristorante. Tuttavia, contro un gruppo di tedeschi seduti al tavolo accanto scoppia una rissa, durante la quale Fromberg è ferito in modo grave, colpito da un fendente con un collo di bottiglia rotta. Trasportato d’urgenza all’ospedale, muore a causa della forte emorragia. Il dolore straziante per tale perdita è immane.

Un tedesco, uscito indenne dai letali pericoli della guerra, perde ora la vita in una rissa, per mano di un altro tedesco e solo per difendere un italiano. Un uomo, ritenuto deceduto per venti lunghi anni, riappare con tutta la propria forza dirompente nella vita di Elvira, per morire poi tragicamente qualche giorno dopo. Un destino spietato e beffardo.

L’anno seguente, Elvira torna a Cassino. In lei riaffiorano i ricordi del suo travolgente amore con Hans. Ma ormai, a farle compagnia, sono rimasti soltanto i papaveri rossi.

Domenico Tortolano