Tag: valle

14 Giugno 2019 0

Valle dei Santi e dello spaccio di droga, pusher minacciavano carabinieri per non essere controllati: 7 arresti

Di admin
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CASSINO – Avevano blindato e protetto la loro piazza dello spaccio arrivando anche a minacciare i carabinieri per non essere controllati. Un gruppo ben organizzato di sette spacciatori che operavano nella zona della Valle dei Santi ed in particolare a Sant’Andrea del Garigliano (Fr) è stato smantellato dai carabinieri del comando provinciale di Frosinone. Gli uomini del colonnello Fabio Cagnazzo coordinati sul campo dal capitano Ivan Mastromanno, hanno dato esecuzione ad una Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal GIP del tribunale di Cassino su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di 7 persone tutte ritenute responsabili del reato di detenzione e trasporto ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. L’attività di indagine ha permesso di stabilire che il gruppo investigato aveva allestito una piazza di spaccio nella località ‘ valle dei Santi’ del comune di Sant’Andrea del Garigliano (Fr) dotata di sistemi di difesa passivi, nonché da ulteriori schermi protettivi, quali telecamere esterne che permettevano di scrutare in anticipo l’eventuale arrivo dei Carabinieri. Al riguardo, gli acquirenti per rifornirsi di droga si avvalevano dei social network per non essere intercettati. Addirittura alcuni degli indagati senza scrupoli minacciavano i Carabinieri per non essere controllati. Ermanno Amedei

22 Maggio 2019 0

Area con rifiuti pericolosi sequestrata nella Valle del Sacco

Di admin

ANAGNI – (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone ha sequestrato dei rifiuti pericolosi e non pericolosi scaricati presso un’azienda sita nel comprensorio industriale di Anagni.

In particolare il personale del N.I.P.A.A.F., unitamente a tecnici ARPA LAZIO, nel corso di un sopralluogo presso tale azienda ha rinvenuto una notevole quantità di rifiuti in evidente stato di abbandono stoccati in cumuli in modo promiscuo ed alla rinfusa, su terreno pavimentato ma in alcuni tratti deteriorato o con rotture, privi di copertura e quindi soggetti ad agenti atmosferici. Secondo Arpa Lazio i rifiuti in questione risultavano essere di tipo speciale pericoloso e speciale non pericoloso.

Tra i rifiuti rinvenuti vi erano bulk contenente olio esausto, rifiuti costituiti da sacchi neri chiusi, numerose strutture metalliche, alluminio, scarrabili non coperti pieni di sacchi di plastica ed altri rifiuti, numerose cisterne con o senza gabbia metallica, sacchi sporchi, numerose strutture metalliche/carrelli molte vuote ed altre contenenti tessuti e anime di rocche in cartone, nonché numerosi RAEE in disuso ed in evidente stato di abbandono.

I militari dunque procedevano al sequestro preventivo di quanto rinvenuto e alla denuncia del rappresentante della società per la violazione degli artt. 256 c. 2 e 137 c. 9 del D. Lgs. 152/06, proprio per aver scaricato rifiuti sul suolo e per non aver convogliato e successivamente trattato le acque meteoriche di dilavamento del piazzale dove depositati.

Continuano, dunque, i controlli del N.I.P.A.A.F. di Frosinone, finalizzati a prevenire e reprimere reati ambientali, con particolare riguardo alla Valle del Sacco, caratterizzato dai noti fenomeni d’inquinamento.

11 Maggio 2019 0

Valle del Sacco, sequestrata un’azienda agricola priva della regolare autorizzazione

Di redazionecassino1

FROSINONE – Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone ha eseguito un decreto di sequestro degli impianti produttivi di una società sita nel comprensorio industriale di Anagni emesso dal iudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Frosinone, che ha accolto le richieste della competente Procura della Repubblica in relazione a violazioni ambientali.

In particolare i controlli del N.I.P.A.A.F., unitamente a tecnici ARPA LAZIO, hanno accertato

che l’attività produttiva della società era priva di regolare Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.),

così come obbligatoriamente previsto dagli artt. 29 bis e ss. del Codice dell’Ambiente.

Non solo ma è stato verificato che la gestione delle acque di prima pioggia non ottemperava alla

disciplina dettata dal Piano di Tutela delle Acque Regionale. In particolare risultava l’assenza di

impianti idonei a convogliare e trattare le acque di prima pioggia dei piazzali dove avvengono le fasi di

carico e scarico del materiale oggetto di produzione.

Per tali motivi è stato denunciato all’A.G. l’amministratore della società, per aver esercitato

l’attività produttiva in assenza di regolare autorizzazione, nonché per la violazione delle norme in tema

di raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia.

Continuano, dunque, i controlli del N.I.P.A.A.F. di Frosinone e dell’A.G. su tutta la Valle del

Sacco, finalizzati a prevenire e reprimere reati ambientali che funestano il territorio già martoriato da un

diffuso ed allarmante inquinamento.

Foto di repertorio

 

19 Novembre 2018 0

Maltempo, prima neve a Forca D’Acero e allerta per pioggia a “valle” – VIDEO

Di admin

FROSINONE – “Prima neve della stagione sulla strada regionale 509 di Forca d’Acero, dove sono stati imbiancati i km dal 9+680 al 13+000. Sul tratto interessato sono attivi mezzi spazzaneve e spargisale di Astral spa”.

Ne da notizia l’Astral che segue con attenzione lo sviluppo deelle condizioni meteo.

A “valle”, la pioggia è caduta in abbondanza sull’Autostrada tra Anagni e Frosinone creando disagi alla viabilità. Il maltempo, secondo le previsioni e l’allerta meteo lanciata dalla protezione civile Regionale si intensificherà nel corso della notte con l’aumento delle piogge in tutta la provincia.

17 Agosto 2018 0

Molise, Anas: Chiusa in via precauzionale la SS 647 Fondo Valle del Biferno

Di redazione

Sono in corso verifiche sullo stato dell’importante infrastruttura. A seguito della scossa di terremoto che ha colpito ieri il Molise, stanotte è stato chiuso in via precauzionale il tratto la strada statale 647 ‘Fondo Valle del Biferno’ per consentire la verifica dello stato dell’infrastruttura stradale da parte dei tecnici Anas. Ulteriori accertamenti proseguiranno questa mattina sull’intera tratta stradale, dal km 47.600 al km 63.400. Il traffico è deviato sulla statale 87 ‘Sannitica’. Anas, società del Gruppo FS Italiane, raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Inoltre si ricorda che il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito, 800 841 148.

23 Maggio 2018 0

Nuove proposte per valorizzare i prodotti eno-gastronomici della Valle dei Santi

Di redazionecassino1

Fra le eccellenze del territorio frusinate spiccano prelibatezze culinarie nella loro straordinaria diversità. Dal fagiolo cannellino di Atina al pecorino di Picinisco, passando per l’ottimo Cesanese del Piglio, tutti prodotti riconosciuti con marchio DOP. Una zona particolarmente fertile, dunque, le cui caratteristiche geografico-climatiche garantiscono una produzione alimentare qualitativamente elevata.

Diversi sono i comuni ad aver ottenuto il giusto riconoscimento a livello internazionale per i propri alimenti, così dalla voce di Francesco Neri, FI, parte la proposta finalizzata ad ottenere il riconoscimento DOP per le potenzialità gastronomiche della Valle dei Santi: “Guardando alla qualità dei prodotti che un territorio come la Valle dei Santi sa dare, è nata la riflessione sulla possibilità di ottenere il riconoscimento di tali prodotti non limitandosi a livello territoriale bensì allargando i nostri orizzonti sul piano internazionale. Spiccano infatti molteplici aziende, eredi di tradizioni storico-culinarie antiche, realizzate attraverso procedimenti tramandati nel tempo, i cui prodotti rispecchiano le caratteristiche utili al conseguimento del marchio DOP. Inoltre, la Valle dei Santi risulta essere l’unica zona del frusinate che ancora non ha intrapreso questo tipo di percorso, il quale porterebbe numerosi vantaggi come un incremento delle esportazioni e una crescita del turismo che avrebbero come diretta conseguenza un ritorno economico non indifferente.

  È dunque alle figure di rilievo della regione Lazio che ci appelliamo, sicuri che un tema così intrinseco alla tradizione eno-gastronomica della Valle dei Santi sia trattato col giusto peso dalla Commissione Cultura, Turismo, Sport e Spettacolo, presieduta da Pasquale Ciacciarelli”.

Giulia Guerra

19 Marzo 2018 0

Fine settimana all’insegna di arte e cultura con il Fai in Valle Roveto

Di admin

CIVITA D’ANTINO – Il 24 e il 25 marzo  la delegazione abruzzese del FAI  Fondo per l’Ambiente Italia, gruppo Marsica Avezzano (AQ) organizza in Valle Roveto  un fine settimana di incontri improntati all’arte, alla cultura, al ricordo delle tradizioni, alla  riscoperta e alla valorizzazione di quanto di buono e bello ivi presente, al godimento dell’ambiente e del paesaggio. In particolare si avranno commemorazioni, riscoperte e visite, declamazioni e recitazioni, esposizioni di dipinti, incontri, passeggiate ed escursioni, aperture di qualche antico palazzo normalmente chiuso: tutto questo in un paesino di mille abitanti scarsi appollaiato a mille metri di altezza, Civita d’Antino, il fiume Liri che scorre alle sue pendici. Il paesino, anche con significative tracce di civiltà romana e di vestigia medievali, è amato e coltivato da quelli che vi cercano la natura incontaminata e il paesaggio non corrotto e degradato dalla cementificazione selvaggia, da quelli che vi vanno alla riscoperta delle tracce lasciate dai pittori che vi hanno soggiornato e lavorato, da quelli che intendono ammirarvi i quadri dei luoghi dipinti dagli artisti alla fine del 1800 le cui riproduzioni esposte in bacheche disseminate per le strade,  cioè da quelli che cercano la pace e il silenzio e la contemplazione del bello che  la cultura e l’arte e la natura possono garantire.  E di queste persone ne sono tante, sempre di più, durante tutto l’arco dell’anno, anno dopo anno. Civita d’Antino, di cui abbiamo avuto occasione di scrivere qualche altra volta, deve la sua rinomanza e il suo buon nome soprattutto grazie ad un artista danese che vi mise piede per la prima volta negli anni ‘70 del 1800 e inebriato dai luoghi e dalla gente e, non ultimo, dal buon vino, vi ritornò sistematicamente quasi ogni anno fino alla fine della sua esistenza, per circa trentanni: “Qui non si potrebbe essere più vicini al Paradiso” scrisse alla madre. La natura e la luce e il cielo e gli abitanti e le vestiture delle donne erano soggetti pittorici troppo rari e particolari per essere ignorati, per cui non solamente la sua presenza ma anche quella dei suoi amici e degli allievi, tanto che ogni anno nei mesi estivi  a Civita d’Antino era tutto un cenacolo di giovani artisti venuti dalle regioni più remote d’Europa: Norvegia, Svezia, Danimarca e che collocavano i loro cavalletti in ogni angolo del paese: il pioniere e apripista fu Kristian Zahrtmann (†1917) tanto appassionato del luogo e degli  abitanti che la sua abitazione in Copenhagen chiamò: Civita d’Antino e, prima di morire,  devolse una forte somma a vantaggio degli abitanti colpiti nel 1915 dal terribile terremoto. E questo avvenimento dei pittori scandinavi a Civita d’Antino è diventato sempre più motivo di richiamo e di ricorrenza e, più che le istituzioni, sono stati i privati cultori e gli appassionati ad impegnarsi alla valorizzazione ottimale di tale esperienza e si sono scritti  libri, si svolgono incontri periodici e continui con le autorità e gli artisti dei paesi scandinavi, si organizzano mostre ed eventi e iniziative. E due fatti sono in special modo da evidenziare;  nei musei scandinavi, e ne sono tanti!,  molte delle opere presenti sono quelle dipinte dagli artisti in questi luoghi di Civita d’Antino e altrettanto ammirevole e perfino invidiabile, il fatto che  una vecchia benemerita Fondazione bancaria di Pescara, la Fondazione Pescarabruzzo, fortemente sensibilizzata a tale pagina artistica e culturale così originale scritta dagli artisti scandinavi in terra di Abruzzo a Civita d’Antino, da anni si propone indefessamente e con impegno non solamente a promuovere scritti e iniziative quanto ad acquistare tutte o quasi tutte le opere che appaiono sul  mercato antiquario europeo  che hanno attinenza con i luoghi: e, mi si dice, ne avranno messe assieme almeno una cinquantina! Ultima realtà:  come i costumi  del luogo sostanzialmente attestano e documentano, Civita d’Antino è folkloricamente l’ultimo lembo di Ciociaria.

Lo sconforto e l’avvilimento di cui al titolo scaturiscono dal raffronto e dal paragone non dico con la Ciociaria ma con i comuni della  Valcomino che molto molto di più hanno dato e realizzato eppure il solo contrassegno  e testimonianza ne sono provoletti e prosciuttelli e  canzonette e le sagre e fiere mangerecce e magari i vomiti.   Contrassegno distintivo: la cementificazione distruttiva dell’ambiente e del paesaggio.

L’unico segno di vita e di reazione a siffatto abbominio e catastrofe sociali e culturali sono i giovani che, per loro fortuna,  vanno  via.

Michele Santulli

Foto: Sinding, K, Civita 98×171, Giov. Val roveto 

10 Gennaio 2018 0

Valle del Sacco, le associazioni ricorrono al Tar contro riapertura dell’inceneritori

Di admin

ANAGNI – “Da sempre impegnate a tutela della salute dei cittadini e della salubrità dell’ambiente,  hanno promosso ricorso al Tar del Lazio contro la decisione della Regione Lazio che ha emesso l’atto propedeutico al rinnovo dell’autorizzazione alla riapertura dell’inceneritore di pneumatici già attivo  per quindici anni nel territorio del comune di Anagni”.

Lo si legge in una nota delle associazioni Anagni Viva, Retuvasa,  Comitato Residenti  Colleferro.

“Per sostenere le spese legali di questa iniziativa in difesa della salute della popolazione  e dell’ambiente di tutti, i cittadini di Anagni e della Valle del Sacco sono invitati a contribuire  con un’offerta  libera  da versare sul  conto  corrente  dell’ associazione  Anagni Viva c/o  Bancanagni. Codice iban  it96x0834474290000001848050 con la  causale: no inceneritore.

Tutti i cittadini sono invitati ad unirsi alle nostre iniziative. L’impegno per la salute della valle è un impegno comune.

Le Associazioni: Anagni  Viva, Retuvasa,  Comitato Residenti  Colleferro, con la condivisione e il sostegno di Circolo  Legambiente Anagni,  Raggio Verde,  Associazione  Diritto alla Salute, Comitato San Bartolomeo, Comitato Osteria della Fontana.

Per informazioni:  mail:info@dirittoallasalute.com.  telefonare al  n.:  3930723990 ”.

24 Novembre 2017 0

XV Comunità montana Valle del Liri, grande successo per il 6° corso micologico

Di redazione

Grande successo sta riscuotendo la sesta edizione del Corso Micologico, ex novo organizzato ad Arce dalla XV Comunità Montana Valle del Liri, finalizzato al rilascio del tesserino abilitativo per la raccolta di funghi epigei. Oltre a permettere di soddisfare un obbligo normativo, è intenzione dell’ente montano offrire ai cittadini un servizio in grado di valorizzare e tutelare il nostro territorio in ogni modo, offrendo uno strumento utile per conoscere e apprezzare al meglio uno di tanti doni del nostro splendido patrimonio boschivo e naturalistico. Il presidente della XV Comunità Montana ing. Gianluca Quadrini si è dichiarato estremamente soddisfatto del successo e della partecipazione di questo corso dichiarando: ”Un ringraziamento lo rivolgo al consigliere comunitario Luigi Bianchi che ha voluto fortemente,insieme a me, l’organizzazione del corso, ai docenti del corso Prof. Franco Carnevale e Prof. Massimo Mastroianni per l’impegno, ai dipendenti della XV Comunità Montana Valle del Liri Angela Cervinia e Antonio Tasciotti che ne hanno curato l’organizzazione, nonché a tutti i partecipanti per aver risposto in maniera così numerosa. Quest’anno i corsi micologici hanno annoverato la presenta di oltre 300 corsisti e questo ci rende particolarmente orgogliosi.Valorizzare il nostro territorio e i suoi prodotti allo scopo di rafforzare il senso di appartenenza alla propria realtà sono i punti cardini del nostro modus operandi”. “L’ente montano che presiedo, attento nella valorizzazione del territorio e delle sue specificità intende dare particolarmente risalto alla conoscenza dell’ambiente e a come vivono i suoi prodotti per capirne il ruolo svolto negli ecosistemi. Per questo a breve partirà anche un nuovo corso sulla Potatura e gestione dell’uliveto e frutteto, come ci hanno richiesto in molti. Un percorso molto utile che rappresenta un ritorno alle origini e alle nostre radici che vanno preservate, oltre che ad un mestiere artigianale che va sempre più scomparendo” conclude il presidente Quadrini.

12 Novembre 2017 0

Il gioco dell’oca sul Registro Tumori e sullo Studio Epidemiologico del SIN Valle del Sacco. Critiche le associazioni

Di redazionecassino1

Dall’Associazione Civis di Ferentino, del Comitato La Rinascita di Patrica, dell’Associazione ATES di S.Elia Fiumerapido, dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, del Movimento Civico Paliano e del Comitato “A difesa dell’ospedale di Colleferro” Coordinamento Territoriale riceviamo e pubblichiamo.

La Regione Lazio ha fatto ricorso a due strumenti di prevenzione sanitaria ed ambientale:

-il Registro Tumori, istituito con la Legge Regionale 12 Giugno 2015, n.7;

-il Programma di Valutazione Epidemiologica sulla popolazione residente nel territorio del SIN Valle del Sacco, approvato con la Delibera di Giunta Regionale del 9 Maggio 2017, n. 228.

Si tratta di due iniziative strategiche per la prevenzione del rischio sanitario ed ambientale poiché prevedono:

–“l’analisi dell’impatto dell’ambiente e la valutazione di episodi di concentrazione spazio-temporali dei casi oncologici” (Registro Tumori);

–“gli esiti sanitari (in primis mortalità, malattie cardiovascolari e respiratorie) saranno studiati in relazione all’esposizione alla residenza. Verrà ricostruita la storia residenziale e ogni indirizzo di residenza verrà georeferenziato” (Studio Epidemiologico SIN Valle del Sacco).

Ciò significa che potranno essere definite e circoscritte le aree di criticità nelle quali le patologie incidono in maniera più elevata ed anomala, e dalle quali trarre indicazioni per specifiche indagini ambientali mirate all’individuazione delle fonti di contaminazione ed inquinamento ambientale, nonché ad identificare i responsabili.

Tralasciando ora ogni altra considerazione, è evidente la straordinaria importanza dei due strumenti non solo per ridurre i rischi di esposizione della popolazione ed attuare una concreta prevenzione e tutela della salute, ma anche per avviare iniziative di risanamento ambientale più efficaci e centrate.

Infatti, poiché lo Studio Epidemiologico non riguarda solo i tumori ma tutta un’altra serie di patologie legate allo stato delle matrici ambientali nella Valle del Sacco, i risultati diventano strategici ed importantissimi anche per la programmazione e l’attuazione di misure contro l’inquinamento atmosferico, la depurazione delle acque e l’uso dei suoli.

Inoltre, poiché la prevenzione dei rischi sanitari ed ambientali permette di contenere i rischi di esposizione della popolazione e quindi di ridurre l’incidenza delle patologie, si concretizza un rilevante risparmio di risorse per la sanità pubblica e per le opere di risanamento ambientale.

Prevenire anziché curare non è un detto popolare ma un principio codificato nell’ordinamento nazionale ed europeo, incardinato nell’Art.32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.”

 Ma in realtà su entrambe le iniziative l’amministrazione regionale sta accumulando ritardi intollerabili.

 Per il Registro Tumori è stato perso un anno e mezzo di tempo.

Infatti, un primo Schema di Regolamento d’attuazione fu approvato dalla Giunta Regionale con la DEC n.27 del 26 Giugno 2016; il testo del Regolamento fu sopposto al parere del Garante della Privacy solo successivamente all’approvazione della Giunta della Regione Lazio, il 09 Settembre 2016, anziché preventivamente.

E’ avvenuto che il Garante dopo aver svolto l’esame del Regolamento ha indicato alla Regione le modifiche da attuare con un parere rilasciato in data 30 Marzo 2017; in seguito gli Uffici Regionali hanno impiegato ben sei mesi per un copia-incolla del nuovo testo che è stato sottoposto giocoforza ad una nuova approvazione della Giunta il 13 Ottobre 2017.

Una impasse che ha riportato il Registro dei Tumori quasi alla casella di partenza, come nel gioco dell’oca.

 La Commissione Politiche Sociali e Sanità del Consiglio Regionale ha dovuto necessariamente e rapidamente approvare il nuovo testo del Regolamento in data 31 Ottobre 2017:

http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=commissioniNewsDettaglio&id=1848&cid=7#.Wf7ffNThDwc

 

L’iter tuttavia non è ancora concluso: manca l’approvazione definitiva della Giunta Regionale, la successiva redazione dei Protocolli d’attuazione entro 60 giorni da parte del Dipartimento Epidemiologico (Art.14 del Reg.to), e l’attivazione delle Unità Funzionali presso le ASL che si occuperanno della raccolta e della trasmissione dei dati.

Il DEP Lazio ha organizzato un convegno per il 16 Novembre p.v. per illustrare le attività e le modalità di raccolta dei dati agli addetti ai lavori e non.

Insomma, ci vorrà ancora tempo perché il Registro dei Tumori sia in attività.

 

Ben più grave è lo stato d’attuazione dello Studio Epidemiologico sul SIN Valle del Sacco: nemmeno una casella del percorso è stata conquistata.

Infatti, il Programma è fermo al palo perché le risorse per la realizzazione del Programma, stanziate con la DGR 228 del 07 Maggio 2017, non sono mai state erogate al DEP Lazio.

Eppure il capitolo di bilancio dal quale sono state tratte è quello per la Bonifica della Valle del Sacco, e non quello per la Sanità che sconta il noto deficit finanziario.

 

Lo Studio Epidemiologico è inserito nella Delibera che riguarda la costituzione del Presidio Sanitario ed Ambientale (PresSA) presso l’ex ospedale di Anagni, ma è iniziativa che rimane distinta e diversa dalle misure e dagli interventi per la riapertura di alcuni reparti e servizi presso la città dei Papi, e che tante polemiche politiche hanno provocato.

Il PresSA e lo Studio Epidemiologico sul SIN Valle del Sacco non hanno nulla a che vedere con la questione della riattivazione o meno dell’ospedale.

 

Considerata l’importanza strategica ed il fondamentale apporto che sia il Registro Tumori che lo Studio Epidemiologico possono dare alla tutela della salute e dell’ambiente nella Valle del Sacco, nell’intera Provincia di Frosinone e parte di quella di Roma, non sono più tollerabili né ritardi né sterili polemiche.

Non è scusabile né ammissibile tornare alla casella di partenza.

Pertanto, le Associazioni CIVIS di Ferentino, Comitato La Rinascita di Patrica, ATES di S.Elia Fiumerapido,  Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, Movimento Civico Paliano, hanno indirizzato alle Direzioni Regionali competenti una formale diffida ad adempiere per l’avvio del Programma di Valutazione Epidemiologica nel SIN Valle del Sacco entro trenta giorni. E non esiteranno a rivolgersi al Giudice Amministrativo ed a richiedere la nomina di un Commissario ad Acta.

 

Verrà, inoltre, richiesta audizione alla Commissione VI Ambiente del Consiglio Regionale.

 

Sul sito web dell’associazione www.civisferentino.ue è pubblicata tutta la documentazione con un testo per illustrare lo stato dell’arte e le criticità nell’attuazione delle due iniziative regionali.